Baoh. Cibaoh baoh! Cibaoh! Cibaoh baoh! Cibaoh!

Un disegno, così, tanto per farvi sapere che sono ancora vivo.

Baoh Raihosha

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La caduta del cielo.

Non “dal”. Proprio “DEL”.
E’ caduto il cielo. Proprio quella roba azzurra (o che dovrebbe esserlo) che ci sta sopra la zuccona quando camminiamo per strada.
E non è nemmeno una metafora per indicare chissà che cosa di strano, tipo “ohhh, prima andava tutto bene e ora è caduto il cielo” (che ne so, tipo, è andato tutto male), oppure “prima stavo in paradiso e ora no” o che ne so, cose così.
E’ che è proprio caduto il cielo.
Non tutto. Se ne è staccato un pezzo.
Là, dove da casa mia, sul balcone del salotto si guarda in direzione del centro città. Ecco, lì è venuto giù un pezzo. Come se d’un tratto si staccasse l’intonaco dal soffitto.
E a me questa cosa fa ridere un sacco.
Lo so che è scema e che io stesso sembro scemo a raccontarla, ma mi vedo la faccia di mille persone che in quel momento guardano su e a bocca spalancata non capiscono cosa stia succedendo e vedono che c’è un buco lì, proprio lì, nel cielo, e si accorgono che manca un pezzo, che qualcosa è venuto via.
E ancora di più mi fa ridere la faccia di chi legge queste righe e di quelli a cui questa cosa viene raccontata perchè loro non l’hanno vista, mentre altri si, e quando la raccontano non capiscono cosa gli si stia dicendo, e tutti ragionano in termini metaforici e cercano chissà quale spiegazione alla cosa e invece…
… e invece è solo caduto il cielo.
Non tutto, un pezzo.
Quello là, che si vede guardando da casa mia, dal balcone del salotto, in direzione del centro città.

Asmo

La costante

Per chi ha seguito LOST, la serie tv, saprà sicuramente di cosa parlo. Per chi non l’ ha seguita, beh, si faccia una cultura e recuperi le puntate.

Per il mio mondo bizzarro, che potrei iniziare a chiamare anche ruota del karma, che gira, che mi fa incontrare oggi quello a cui pensavo allora, che mi fa ribaltare concetti che un giorno erano impriscindibili, che mi permette di affrontare con un buffo e sghengo sorriso le cose come si presentano perchè altrimenti sarebbe tutto molto più difficile, e per tanti altri strani motivi, è scrivendo la tesi di laurea e leggendo un libro che mi trovo di fronte a una pagina assurda che mi fa pensare che certe volte, se non si è predestinati, è solo perchè non si crede in certi tipi di discorsi. E se lo si è, è solo perchè ci si crede troppo. A me piace pensare di più alla seconda e, nel dubbio – finchè non vengo smentito – crederci. Un po’ come la teoria sugli alieni: esistono? Non esistono? Beh, io per non saper nè leggere nè scrivere, ci credo. Poi quando mi dimostreranno che nell’universo questo è l’ unico pianeta abitato da forme di vita, allora mi lascerò prendere dall’amarezza più profonda.. ma fino ad allora, perchè negarmi il piacere del pensare che Fantàsia esista?

Ok, smetto di divagare e cito testualmente (e attenzione, contiene spoiler. Se non volete sapere o intuire come girano le cose perchè dovete vedervi la puntata, non accusate poi me! Io ho avvisato) :

“La salvezza di Hume è legata a questo. Al fatto che Penny, otto anni dopo il loro ultimo incontro, risponda al telefono.
[...] Ora, quest aincredibile salvezza che ti viene dalla risposta del’altro, dal fatto che l’altro accetti di rispondere alla tua chiamata, non è altro che cio che chiami
amore.
[...] E tuttavia, se non c’è risposta, se lo spettro di questa possibilità non resta tale, ma prende corpo nel silenzio dell’altro alla mia chiamata, se l’altro, quando chiamo non mi risponde, allora non c’è rapporto, è la fine.
L’amore non è altro che questo: il fatto che l’altro possa non rispondere alla tua chiamata, che sia sempre libero di non rispondere, e che tuttavia, nonostante tutto – nonostante il tutto, tutto il resto e tutti gli altri – rispnda.
E proprio a te.
A te, e non a un’altra.
E che con quella risposta, ti salvi dalla distruzione del tempo, dischiudendo per te un’altra dimensione dell’essere.”

Bizzarro.

L’eclissi

Io l’avevo scritto al tempo, che il risveglio di Odino è un casino dal quale il mondo dovrebbe essere nascosto e preservato.

Precursore di tempistiche perfette, la mia mente è un labirinto bastardo che nessuno dovrebbe mai affrontare. Non esiste un filo d’Arianna che ti faccia uscire, non c’è un minotauro che ti insegue, nè tanto meno un pazzo con una motosega a 20 gradi sotto zero in mezzo ad alberi e siepi innevate. E, più recentemente cinematograficamente parlando, non ci sarà nemmeno Voldemort alla fine. C’è solo quello che voi non conoscete, che non sapete, che non potete interpretare. C’è una strada buia che verrà illuminata solamente dall’esclusione della luce dal pianeta in un pieno giorno di sole splendente.

Voglio/nonvoglio, vedo/nonvedo, ci sono/noncisono, luce/ombra, eroe/antieroe e tanto altro bla bla bla.

Mi serve un mondo capovolto, dove i bicchieri cadano sul soffitto, dove l’acqua si rovescia per aria, dove cadiamo tutti dall’altra parte. E poi? Poi si implode quando si finisce nello spazio siderale. E sticazzi per tutti.

Vorrei solo, per una volta seriamente, che il lupo non venga visto come il cattivone della storia, ma sia colui che salva tutti nel finale. Ma per farlo, ho bisogno di un regista che creda in questa assurda trama.

Ci troviamo durante l’eclissi e ne parliamo?

Il risveglio di Odino

“oggi è una giornata un po’ anomala, di quelle che quando il mondo prende una certa direzione, va tutto in merda.. salvo poi rivelarsi un gigantesco scherzo solamente alla fine… ma da qui alla fine, la tensione è alta, una parola è poca e due sono troppe ecc ecc ecc

“capisco..ecco io avrei detto una cosa tipo non rompermi le balle è una giornata di merda..però preferisco la tua spiegazione “

“no, non è quello.. è che a volte ti aspetti delle cose che non succedono e ci stai di merda.. poi succedono tutte insieme quando hai meno tempo per cagartele e ormai le avevi rimosse… quindi aspettativa + non succede = giornata di merda MA il tutto non è che debba per forza essere merda.. cioè, lo è ma con sfumature di cioccolato…”

“beh ma questa è la vita no?”

“la vita è altro. la vita è sapere che tutto funziona così e saperlo accettare.
io, invece, che vivo nel mio iperuranio, so che la vita non è questa e nel mio mondo di utopia inizio ad annoiarmi, essendo un sognatore.
E quando la noia sopraggiunge… beh, è come se si fosse risvegliato Odino…”

“e che centra Odino mo?”

“beh, Odino dorme sempre. Quando si risveglia è un casino… iniziano i drammi per il cosmo.. una sorta di apocalisse imminente…”

“ah ecco, certo, tutto chiaro ora…”

(da I dialoghi dell’assurdo)

E poteva essere diversamente?

:asd:

Sinomaciao. Porcalatroia.

“Esistono cose che sfuggono totalmente al controllo dell’ intelletto, che dissimulano una realtà coscienziosa e sana, che ti si riversano addosso come un carroattrezzi quando sbanda… Esistono queste cose che sono cose inspiegabili, che non so nemmeno come definire, quindi mi limito a chiamarle cose. Esistono cose che non voglio che vadano così eppure ci vanno. Esistono cose che voi umani… Esistono un vaffanculo di tutto cuore a tutto e tutti, tranne che a te, perchè ti ho amata, perchè ti amo ancora, perchè non voglio che tu vada via da come io so che sei, anche se tu non mi ami più, anche se hai fatto di tutto per fartela passare e ci sei riuscita, anche se ora potrei prendermi un proiettile in testa e non sapresti nemmeno che la chiazza sul muro è il mio sangue misto cervello, anche se ora potrebbe esplodere una bomba atomica sotto la mia sedia e tu non sapresti nemmeno che io sono stato il primo a saltare..

Esiste un mondo di merda, in cui non posso che essere il vendicatore uscito dalla tana, con addosso un corvomatrix, una 44 callaghan in tasca e una katana di un metro e rotti sulle spalle.

E poi esiste un mondo dove io e te ci amiamo e lascio abiti e armi nella scatola sopra l’armadio.

Solo che non sono più io quello che può decidere in che mondo vivere. Allevierai mai la mia tortura?

Mondobastardo.”

(estratto da “I dialoghi dell’assurdo“)

Fantasy sdoganato di bassa lega…

E allora…

tutto succede per un taglietto durante il compleanno (così si vede nel trailer, non è uno spoiler, non rompetemi le palle..).

Ora, chi è il babbo che si taglia con la carta dei regali di compleanno??giusto Bella, perchè è maldestra. E va bene, e tutto sto casino succede per un taglietto. E quando ha le sue cose cosa accade??? Che tutti i vampiri del mondo impazziscono? O “quel” sangue non conta? Eh, si, lo so, fa schifo, ma ditelo a loro, che si perdono i pezzi durante il periodo. Io mi son fatto 1 anno di servizio civile dimmerda perchè non ho quel problema.. a ciascuno il suo.

La domanda dopo riguarda più una cosa tecnica di montaggio della sequenza: perchè il mannaro prima non ha la maglia, poi si e poi no? Cioè, cazzo, dai, ma che errori sono?? Posso andare io a lavorare lì al posto del regista/montatore/quellochehasbagliato??

E così abbiamo finito i tecnicismi. Ora, che i libri di Twilight siano la cosa più imba del mondo, ci sta anche, ma che mi prendano il fantasy più puro e lo rigirino a “cazzodicane” così come gli conviene no.

Qui abbiamo mannari che si trasformano di giorno fuori dalle fasi lunari, e soprattutto acquisiscono forma lupina. Un mannaro è mezzo e mezzo. Altrimenti chiamatelo… che ne so.. come in True Blood, shapeshifter! Ci vuole tanto a dare i nomi giusti?

I vampiri beduini che stanno al sole non si sbriciolano, bruciano o altro, ma anzi, brillano come se la loro pelle fosse fatta di diamanti. Per questo si nascondono altrimenti con il loro splendore ammalierebbero l’ umanità intera. E sticazzi! E’ sempre stato così! Il vampiro VUOLE ammaliare gli altri, usarli come cibo oppure trasformarli in esseri come lui. Certo non siamo ai limiti estremi di Blade, dove si suppone una società utopistica vampirica (si, e poi il vampiro agricoltore, allevatore e pescatore chi lo fa? ), ma non puoi trasformare un vampiro in un angelo….

Aspetto solo di vedere demoni che salvano esseri umani (non citatemi Hellboy o vi uccido! quello è un’altra cosa!) e la frittata è completa.

Insomma, non si scherza sul multiverso e le sue regole.

Io a una coccinella non dico mica che è un leone.

Ahug.

Asmo

Le assurde follie di Asmo-imperatore!

Le follie dell’ imperatore era il titolo di un film, mi pare con Gion Gudman. Beh, poi, per scorprire se è lui o meno, basta andare su gooooooooooooooogle e cercare, non è che ci voglia la gaia scienza… e che poi se anche la scienza non è gaia, non ci vuole manco quella triste. Ma tant’è.

Le follie di Asmo-imperatore invece sono circostanziate alla bizzarra inutilità del quotidiano che gravita attorno a un universo parallelo dove le cose succedono.

Tipo, hai presente quando pensi una cosa e accade? Come in un film banana. Massì, dai, quei film banali e sconati, ma che al posto di dire banali Noi (io) chiamiamo banana, per decisione subitanea della regale corte di decisionalità sui termini del 15-6-2009 con regio decreto ministeriale sottoscritto da Sciui (che ancora non lo sa, ma che io so essere lui d’accordo con la regia decisione, pena l’amputazione della falangina dell’anulare sinistro).

Ecco, tornando al film banana, che poi sennò si perde la bucc.. hemm..il segno, come in quei film appunto dove c’è una protagonista femminile stragnocca (o semplicemente bella..ma proprio bella bella…, come Gennifer Conelli – A beautiful mind, Hulk… – o come la nostrana Cristiana Capotondi – ho già scritto di lei in qualche vecchio articolo), dove c’è questa protagonista dicevo, che alla fine la si incontra per strada, ti sorride, le sorridi, vi guardate intensamente e a lei scoppia la testa. Bum! Così, per non far sembrare banale e scontato il finale. Dove la guardi, lei ti guarda, e vi baciate e tutti vissero felici e contenti. Ecco. Quel tipo di film.

O dove l’ omino del gelato riesce a realizzare i suoi sogni e dal semplice camioncino con musichetta di americana memoria passa all’ impero assoluto della Algida e smazza al mondo suppostoni di Magnum con i gusti più svariati, che innescano le passioni più libidinose, che croccano con un suono irreale che non esiste in natura e che se messo nel microonde 30 secondi appena uscito dal freezer acquista quel non so chè di divino di cui un amico particolare di un altro amico parlava.

Ecco, le assurde follie di Asmo-imperatore prevedono che il mondo incominci a cambiare (il mondo non è più quello di una volta, il mondo è cambiato con wind… così recita l’ incipit del film del Signore degli Anelli… beh, forse non parla proprio di wind.. di quello ne parlava la voce di Mina quando il rigore di baggio a USA 94 entrava in reteinvece che finire in curva..).

Queste follie prevedono che qualcosa di strano decida di piovere dal cielo e contaminare tutti con una sacra aura di pazzesco che risolve i casi più disparati, alla ricerca di una felicità che non si sa bene perchè tutti dovrebbero ottenere, nella più tradizionale formula del sogno americano, ma che comunque sarebbe possibile e, verificandosi, ci farebbe vivere in un mondo migliore.

Ne siamo sicuri? Stiamo sempre parlando di Asmo-imperatore. E faccio fatica a pensare a uno solo dei 10 comandamenti che non abbia mentalmente infranto.

Poi, tutto sommato, alla fine, penso che potrebbe anche andare bene così, e che la dissociazione mentale dalla realtà (altresì detta arte autonoma del mio ego), tutto sommato, sia un rifugio abbastanza sicuro dove stare a crogiolarsi tranquilli, senza che i rompipalle sconfinino, lasciando spazio solamente a ciò che nessuno di voi vorrebbe mai veramente scoprire.

“Se continui a guardare dentro l’abisso, prima o poi l’abisso guarderà dentro di te”. Chtulu rise. All’ inglese. Inteso come “sorgi”, non come passato remoto di ridere. Anche se ci sta pure la versione italiana. Che rida o che risorga, chiccazzo avrebbe il coraggio di dire qualcosa in contrario a Chtulu???

Il delirio porta saggezza. O forse era la notte che portava consiglio. Chissenefrega, nel mondo di Asmo-imperatore funziona così.

Volemose bene. Ahug.

Asmo

Per esempio, non è vero che poi mi dilungo spesso su un solo argomento….

LA genialità di Max Gazzè è qualcosa di sublime in questa canzone,  una del suo primo album.

Gazzè è assurdamente geniale in senso totale. Con un solo brano riesce a mandare affanculo il mondo, far provare sensi di colpa, ribattere a critiche inusitate e a cuocere uova al tegamino su una griglia senza che il materiale coli al piano di sotto.

Un estratto che del resto, con sana e lucida follia, non si può osservare da lontano senza essersi calati nel ruolo almeno una volta.

Per esempio, poniamo che ci sia questa Valentina (ovviamente nome fittizio, giusto per la canzone) come donna da amare e poniamo che i giochi siano fatti senza che si sia fatto proprio nulla. Cosa accadrebbe se la mente vagasse là dove il desiderio spinge senza che vi siano prove di una evidente complicità?

Arriviamo al ridondante gioco delle parti del cacciatore e della preda di cui tutti si stancano prima o poi ma che rende sublime il momento finale dello sparo.

Tradotto: non è che se un’ottovolante gira in tondo, noi perforza dobbiamo seguire quella traiettoria.

Certo, abbiamo la fisica contro, ma non è necessariamente quello il sistema pratico per eccellenza che ci possa vincolare e incatenare a modelli precostruiti dai quali non poter uscire.

Diciamocela: il più delle volte è solo l’apparenza quella che conta. E sotto il vestito? Niente. Bel film. Ma la realtà è che sotto il vestito invece c’è molto di più di quanto non si voglia mostrare con una semplice T-shirt e un paio di jeans.

Solo che arriviamo al dilemma dualistico dell’ uomo/eroe per il proprio cervello (che in ogni caso è meglio che rimanga spento, perchè pensare provoca danni…): come faccio, io, modello di una galassia che non esiste se non lontana dalla mia orbita gravitazionale, a far sì che due pianeti si scontrino e cadano nel cosmo per generare infinite stelle danzanti, laddove so quasi per certo che l’altro pianeta è già circondato da un satellite?

La soluzione si presenta sotto duplice forma:

A) da un lato accetto con rassegnazione che il gioco delle parti imponga che il mio colpo sia andato a vuoto e nemmeno il rimbalzo favorevole potrebbe darmi una mano nel catturare la mia preda. Tragica visione dell’oggetto che si allontana e conseguente perdita dell’ obiettivo.

B) dall’altro, ricarico il fucile sper sparare nuovamente, sperando di avere miglior sorte.

Ora, la vera preoccupazione però qui è un’altra: come lascio il segno su un licantropo se non ho proiettili d’argento?

Ecco. Penso che ogni tanto ci sia un momento in cui ci si accorge subito se la carica elettrica è partita. E ogni tanto no. Io, generalmente, riesco sempre a fare in modo che anche se la carica elettrica parte, si consumi durante il tragitto, in modo da rendere completamente isolante lo spazio circostante.

Che poi, in fin dei conti, per dirla alla giapponese, “nana korobi ya oki“. Ma fino a quando tutto ciò? Fino a quando si avrà questa voglia? Fino a quando ci si deve rassegnare a non avere quella che per una volta guardi negli occhi e ti fa sciogliere?

Ecco, in conclusione, penso che ci siano autostrade da percorrere, piene di svincoli. Ogni tanto è anche bello prenderne uno, uscire al casello, fermarsi fuori porta e godersi la giornata.

Se ci avete capito qualcosa, spiegatemelo, perchè io che l’ ho scritto, oggi, non ci ho capito proprio nulla.

Asmo.