Caro Direttore (di banca)….

Caro Direttore di banca,

chiunque tu sia e ovunque tu sia, in qualunque filiale lavori e per qualsivoglia circuito bancario, ti faccio un appello accorato per evitare le mostruosità che tra ieri e oggi, 3 e 4 ottobre dell’anno del Signore 2017,  sono comparse in rete e neanche tempo zero sono diventate delle colossali merdate virali.

Ti faccio questo appello perchè a noi, correntisti obbligati dei vostri sistemi di strozzinaggio legalizzato da uno stato e un’Europa e un Mondo ormai in declino, non interessa che voi siate una “famiglia”, anzi, una “GRANDE famiglia”: che voi siate la “famiglia” (capisci ammè il virgolettato) delle famiglie, è ben chiaro da un sacco di tempo.
Da giovani si è un po’ inconsapevoli virgulti di come gira il mondo, pensiamo sempre che i sogni nel cassetto possano realizzarsi un domani, che ci sia una prospettiva di vita, di guadagno, di carriera, o quanto meno di poter mettere su una famiglia che se non è proprio quella del Mulino Bianco chi se ne frega: ci basterebbe anche solo una moglie/marito ed un figlio, anche unico, che magari poi trova cugini o altri figli unici in giro che gli faranno da fratelli e tutto sommato la vita gli passerà comunque.
Poi si cresce e in questo anno del Signore 2017 in cui al telegiornale parlano di ripresa economica (e noi ci chiediamo chi si stia riprendendo, visto che tutti si pongono vicendevolmente la stessa domanda. Quindi o tutti mentono, o mentono i TG..), in questo anno del Signore 2017, dicevo, quando ormai si è varcata la soglia dei 30, dei 40, dei 50 e così via, i sogni che avevamo abbiamo capito che ce li dobbiamo tenere appunto come sogni e che alla fine, o ci accontentiamo di quello che abbiamo, o ci disperiamo per quello che NON abbiamo, perchè nel nostro bellissimo paese, Qualcuno, ci ha portato via un po’ tutto e noi siamo qui a barcamenarci tra bene e male, giusto e non giusto, pane e marmellata, latte e miele e chi più ne ha più ne metta.

Non è un lamento ad un futuro possibile mai o non mai arrivato, badabèn!
È che, caro Direttore, come dicevo all’inizio, la percezione dell’uomo comune che ha un po’ studiato la vita e che ha capito anche solo in minima parte come girano le cose, è differente da quella che volete trasmettere voi.
A noi persone comuni, i vostri video, posso dirlo? lo dico: fanno girare il cazzo. A elica. Di motoscafo. Quei motoscafi che vincono le gare di velocità e che se avessero le ali decollerebbero.
Alle persone comuni, vedere che dei manigoldi come voi cerchino di travestirsi da persone per bene e che vogliono bene al cliente, non solo ci fa (posso dirlo? lo dico) girare il cazzo a elica, ma ci fa arrivare alla convinzione che sia anche giustificata la pena di morte.
Caro Direttore, ma ci pensi un po’: voi avete la tredicesima, la quattordicesima, a volte anche la quindicesima e se volete ci mettiamo dentro anche un set di pentole acciaio inox 18/10 con incluso accendisigari e alzacristalli elettrico, malattia retribuita, assicurazione, mutuo a tasso agevolato et similia che è inutile elencarle tutte.
Un comune mortale, queste cose, non solo non le vede nemmeno con il binocolo, ma spesso non sa nemmeno che cosa siano per due motivi: 1) ne ignora l’esistenza; 2) ha smesso di credere in Babbo Natale, figuriamoci alle altre favole dell’elenco precedente.

Caro Direttore, siamo onesti: voi (voi direttori, non voi in senso reverenziale) ci state sui coglioni. Tutti. Dal primo fino all’ultimo. Con i vostri modi garbati di prendere il sabbione e piantarcelo dove non batte il sole; sorridendo mentre ci dite di no e pensate alla perdita di tempo che il vostro correntista è, lì davanti a voi, mentre voi potreste essere sulla vostra bella barchetta o a giocare a tennis.
Voi, caro Direttore, siete quelli che hanno succhiato il cazzo e fatto pompini lunghissimi per arrivare al posto in cui siete e che ora che avete scoperto il sapore salato dello schizzo altrui, cercate di cancellare quel gusto rifacendovi sui correntisti in un modo o nell’altro: pignorate quando potete, alzate tassi di interesse con accordi unilaterali, inserite balzelli chiamati “spese bancarie” o “costi accessori” o ancora “rata abbonamento mensile per avere un conto corrente che prima era gratuito e ora non più” perchè vi siete resi conto che siete dei coglioni e non ci guadagnavate abbastanza per pagarvi il carburante della barca e via discorrendo.

Ora, caro Direttore, direi che il punto è abbastanza chiaro, quindi non mi dilungherò oltre sul fatto che è veramente improbabile che grazie a questi video possiate cancellare le vostre colpe dalla coscienza ed avvicinarvi di più alla plebe che agogna un minimo di respiro dalle vostre società di credito.
Mi esprimo invece sul fatto, caro Direttore, che sembrate esattamente quello che la gente dice di voi: dei poveri ritardati in giacca e cravatta che stanno sul cazzo a tutti ma che vorrebbero risultare simpatici.

Quando uno la comicità non la sa fare, spesso poi diventa grottesco e sfocia in tragedia.

Caro Direttore, fai una cosa, ascolta un cretino: lascia perdere, che i coglioni ce li avete già fatti girare abbastanza e che siate delle merde già lo sappiamo. Non abbiamo bisogno anche dell’evidenza filmata.

Un abbraccio, caro Direttore.

Augh
PS: Per chi se li fosse perso, vi invito a NON vederli. Ma se proprio ci tenete, ecco i video incriminati di riferimento.

http://www.giornalettismo.com/archives/2634282/bancarius-karma-intesa-sanpaolo

e

Vi spiego perchè “Despacito” ha avuto tanto successo.

Beh, perché è bella.

 

 

Augh.

Uno strano caso di insensata ragione.

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Igor: “Oh, guarda là quel tizio! Anche da morto rimane bruttissimo!”

Morte: “Hey, ragazzo, un po’ di serietà in queste cose. Cosa credi, che la morte sia uno scherzo?”

Igor: “Beh, in realtà si… sai, c’è quel precedente di quel tizio di circa duemila anni fa che è morto e poi risorto: non è che te la fa prendere troppo sul serio, ecco..”

Morte: “Dai, Igor, non essere fesso, ci credi veramente?? A Gesù dico…”

Igor: “Beh, nel dubbio, tra credere che sia esistito oppure no, non mi cambia la vita… certo non ho seguito troppo i suoi dettami e diciamo che mi è rimasto neutro, ma se è per questo credo anche a Thor e Loky, al pantheon greco e via dicendo…
E poi mica sono l’unico: dovresti sapere quanti seguaci ha avuto nei millenni a venire!”

Morte: “AH! Questa è bella! Credi in Dio e a Gesù e a tutte quelle cose sul cristianesimo… da non credere!
Hey, Satana, lo hai sentito???”

Satana: “Bah, umani… valli a capire…”

Igor: “Cosa?? Quel tizio sarebbe Satana? Il Diavolo???”

Morte: “Perchè, quanti altri Satana hai conosciuto in vita tua?”

Igor: “Ma mi prendi per il culo?? Cioè, Dio e Gesù non esisterebbero mentre Satana si???”

Morte: “Beh, lui ce l’hai di fronte…”

Igor:  “E poi mi dici che devo prendere seriamente questa faccenda…. ”

 

(stralcio da: “I dialoghi dell’assurdo”)

Noi ubriaconi irresponsabili!

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Ieri ho partecipato alla quindicesima edizione del Pub Crawl, evento che si tiene a cadenza annuale a Milano. È stata la seconda volta per me.
Tradizione importata dai paesi anglosassoni, si svolge in questa maniera: gruppi di persone si radunano alla prima tappa e poi si spostano per 9 pub della città bevendo una birra media in ogni pub.
La regola è che si beve rigorosamente con la mano sinistra (se lo fai con la destra ti chiamano un “buffalo” e ti devi bere la pinta tutta di fila, pena il disonore!), non si deve indicare (o anche qui “buffalo”) e forse qualcosa d’altro che ignoro in quanto regole minori senza troppe conseguenze.

Lo svolgimento della manifestazione è allegro e ci sono usanze che si ripetono nella città dove più il percorso lo consente e dove le tappe indicano.
Tra le varie c’è
– l’arrampicarsi su una “torre” in zona arena e appiccicare l’adesivo dell’evento sempre più in alto;
– una sosta alla colonna di S. Ambrogio di fronte alla basilica dove viene rievocata l’incornata del diavolo sulla colonna con tanto di spiegazione “storica”;
– la sfilata nuda maschile nel vicolo alla 6° tappa;
– andare a osannare il direttore di Burger King con cori da stadio;
– fare da tunnel alle auto che passano in vie piuttosto strette, offrendo all’automobilista di turno un sorso di birra, facendo cori, ola e “ohhhhhh” al passaggio dell’auto di turno
La cosa curiosa è che la maggior parte dei partecipanti proviene da un ambiente rugbistico, quindi non è difficile trovare gente ben piazzata e col fisico degno di sculture della Grecia antica. Accanto ovviamente a chi ha fatto della panza alcolica la propria ragione di vita, essendo altri gruppi composti da avventori di pub e amanti della “bionda”.

Ora, uno potrebbe immaginarsi uno scenario orribile tipo i tifosi olandesi a Roma che hanno fatto un casino sfasciando piazza Navona, o tipo gli hooligans inglesi e i fan russi che hanno messo a ferro e fuoco Lille e Marsiglia durante gli europei di quest’anno o gente che vomita dopo un tot e si butta riversa per le strade o tappeti di bicchieri di plastica o vetro sparsi in ogni dove. Perchè si sa, dove ci sono gli ubriachi, ci sono questi problemi. Sempre. Ovunque. Quantunque.

Invece, anche qui curiosamente, i bicchieri di plastica vengono buttati nei cestini e quelli di vetro riportati all’interno dei pub dove si prendono, la gente non vomita per strada, nessuno si ferma agli angoli dei pub per pisciare ma usa quelli interni al locale.

E tutta questa curiosità, quest’anno, ha raggiunto il suo apice alla tappa accanto al vicolo della sfilata nudista perchè sono successi tre fatti bizzarri.

Il primo: la strada, lì accanto, è a senso unico e stretta, che ci passa una sola macchina per volta. Ed è uno dei posti più divertenti dove fare il tunnell “ohhhh” alle macchine che passano di lì. La folla si distribuisce sui due lati e i “malcapitati” che devono passare di lì in macchina si trovano con sgomento di fronte a questa folla che inizia da lontano a fare “ohhhhhh”, a preparare le mani in basso per poi alzarle man mano che l’auto si avvicina e a cantare cose a caso. Generalmente questo avviene senza problemi: nessuno viene investito e le auto non subiscono danni.
Questo giro, un tizio di una cinquantina d’anni, con una auto grossa tipo espace o quei modelli che sembrano una via di mezzo tra un furgone e un’auto grande, ha deciso che gli davamo fastidio e dopo essersi fermato in mezzo alla folla e tirato giù il vetro, ha iniziato a fare mostra di se applaudendoci e dandoci dei cretini, a noi bighelloni ubriachi notturni che non abbiamo di meglio da fare nella vita che bruciarci il cervello bevendo birra a Milano, noi idioti che passiamo la nostra serata di sabato fuori per le via della città, noi malvagi esseri del crepuscolo che gli si parano davanti e gli fanno tunnel facendo “ohhhhhh” aspettando che…. beh, che si levi dai coglioni, in definitiva.
Ed è riuscito a prendersela anche con me che ero appoggiato al muro in disparte, senza nemmeno che fossi vicino alla sua auto…
Pazienza, questi paladini del bene sono ad ogni angolo, e noi ubriachi camminatori del Pub Crawl ci dobbiamo fare i conti e buonanotte. Noi ubriaconi li lasciamo perdere e che se ne vadano per la loro strada, che noi abbiamo altre tappe per completare la nostra!
Loro sono paladini del bene, noi del bere.

Il secondo: ad un certo punto è arrivata un’ambulanza. Sempre nella via lì di prima, quella stretta.Ambulanza senza sirene spiegate e senza lampeggiante acceso. E tutti gli ubriachi dell’evento che cosa hanno fatto? Si sono spostati e l’hanno fatta passare velocemente e tranquillamente. Perchè alla fine, si, ci si ubriaca, ma si è sempre abbastanza lucidi da capire che se c’è un’ambulanza, non è il caso di trattenerla in una goliardata, che magari, se gli arriva la chiamata, hanno qualcosa di più importante e urgente da fare.

Il terzo: nel vicolo chiuso lì accanto, si svolge la sfilata dei nudisti. E mentre questi sfilavano nudi, è arrivata una volante con un poliziotto uomo e un poliziotto donna.
Si sono fatti strada fino al vicolo attraverso il capannello di persone e constatato che nessuno si stava accoltellando nel vicolo hanno spiegato con molta calma che erano stati chiamati perchè qualcuno delle case lì vicino aveva chiamato la polizia per schiamazzi.
Del resto, si sa, dove ci sono avventori dei pub c’è casino. E dove c’è casino ci son problemi. Infatti è risaputo che appena vedi un capannello di circa 100 persone fuori da un pub ci sono problemi di ordine pubblico perchè gli ubriaconi stanno sfasciando tutto e facendo disastri.
Beh, sapete cosa è successo quando la polizia ha chiesto di sgombrare? Che in maniera più o meno composta (c’era ancora qualche nudo nel vicolo per via della sfilata) la fiumana di gente si è spostata alla tappa dopo nell’arco di 3 minuti. Senza insultare gli agenti. Senza lamentarsi. Senza fare cori da stadio. Senza cercare di linciare le forze dell’ordine. Senza fare nulla di nulla se non continuare tranquillamente a fare il proprio evento.

Il resto della manifestazione, tra il prima e il dopo, si è svolta tranquillamente, perchè noi ubriaconi da Pub Crawl, siamo così molesti che buttiamo via tutti i bicchieri di plastica, non vomitiamo in giro, non pisciamo sui portoni, facciamo schiamazzi come fanno gli altri dove ci sono locali per andare a bere, non ci picchiamo con la gente, non facciamo casino più del dovuto e beviamo comunque sempre con la mano sinistra.

Keep calm and Pub Crawl.

Augh

 

“Not Penny’s boat”: come ti rinnovo la tradizione con antichi metodi.

maxresdefault(trattato di numerologia storica applicata ad antropologia del benessere )

L’altro giorno, lavorando su un testo comparativo di medicina applicata e fisica quantistica, mi sono improvvisamente venuti in mente alcuni parallelismi di frasi, situazioni e mondi completamente distanti e differenti tra loro, ma che tutto sommato ad oggi sono null’altro che una rivisitazione della stessa sostanza sotto forma differente. Un po’ come dire “la storia è ciclica” o “canta che ti passa” ed altre amenità simili.
È curioso come la mente riesca a spaziare su ambiti differenti per poi riuscire a tirare delle somme apparentemente distanti ma che in finale confluiscono in un’unica soluzione.

La frase “It’s not Penny’s boat” di lostiana memoria (per chi non la conosce, googli, che sicuramente trova almeno l’immagine del buon Charlie affogante con la mano appoggiata all’oblò e se ne faccia una cultura…) a mio avviso potrebbe tranquillamente essere equiparata alla stessa “The cake is a lie” di nerdiano uso e consumo e, andando indietro nel tempo, alla ben famigerata e cinematografica “La Cina è qui, signor Burton”.
Ora, analizzando l’ordine temporale delle sopra citate frasi, possiamo notare come si sia evoluto questo tipo di pensiero parallelamente all’uso e consumo della società del mezzo che lo rappresenta.
Per farvela più facile: cinema in un momento in cui i film erano l’apice dell’impersonificazione dell’uomo medio che in essi cercava la sua via di fuga; videogioco nel primo decennio del duemila in cui si sono riversate ondate di frustrazione alla ricerca di una via di fuga (ad oggi ancora non terminata); serie televisiva, anch’essa primi duemila, con trasposizione dell’io soggetto in quell’io oggetto che fa sognare ciascuno nel momento in cui cerca di immedesimarsi in un parallelo fantastico.

Se l’infradito strutturale pesca a man bassa da un immaginario collettivo che è di pura derivazione nipponica (non a caso infatti sono stati i Giapponesi i primi a portare modelli di dissociazione societaria come pensieri puri di libertà ed estraniazione dal mondo in cui si vive e dalla realtà), possiamo però sostenere che questo tarlo si sia fatto strada in maniera così viscerale nella substrato sociale che è ormai possibile quasi vederne una rivendicazione nostrana. Infatti, considerando che siamo così imbevuti di retorica americana, ci risulta quasi difficile staccarci dallo stereotipo che ci viene suggerito ad ogni piè sospinto, tanto nelle serie TV quanto nei film e nei romanzi e fumetti o infine nei videogiochi che ad oggi permeano le giovani menti del fruitore disattento che come un recipiente vuoto ne viene colmato senza nemmeno rendersi conto del traboccante flusso di inutilità che lo satura.

Non sarebbe di certo un male sottintendere che questo (re?)flusso di coscienza vada in qualche maniera tamponato da un sistema di comprensione che si adatti ad un qualunque supporto mentale – banalmente per chi ancora non ha compreso alcuna delle tre citazioni sopra – ma non possiamo noi ergerci a difesa strenua di una inconcepibile carenza di dati di base che dovrebbero far parte del corredo genetico di ciascun individuo mediamente acculturato, soprattutto in un’epoca di fruizione mediatica che non lascia molto spazio all’errore e all’ignoranza nel senso più pragmatico del termine.
Insomma, per dirla con Boromir (ne Il Signore degli Anelli – La compagnia dell’anello – ndR): “È un Troll di Caverna!”

STAR WARS: Il risveglio della forza – Recensione senza spoiler di un film non ancora visto.

Star_Wars_The_Force_AwakensEd eccoci qui, a fare anche la recensione di questo ennesimo capitolo di Star Wars…. Che uno si immagina che ormai, dopo sei episodi di cui tre belli negli anni 80, tre un po’ cagosi nei duemila, quello là ha smesso di pensare a sta forza cosmica che tutti ci credono ma che nessuno riesce ad usare, e invece no. Taaac! Ecco il capitolo sette, dove la forza che dormigliava qui a là, decide di risvegliarsi per fare un culocosì a tutti i cattivi e ciaobbelli, “io so bbrutto so nero so calimero!”

Che razza di recensione è?
Eh, un attimo.. Calma e gesso che intanto bisogna spiegare una cosa.
Bisogna spiegare che questa sarà una recensione senza spoiler e se spoiler ci sono sono del tutto involontari, quindi potete leggere tranquillamente e considerare non attendibili le notizie riportate.
Un po’ come quando al tempo, col Valso, si parlava di fare il giornale “il Fallito”, giornale di notizie false e tendenziose che non interessano a nessuno. Poi è uscito Libero e ci hanno fottuto l’idea, ma questa è un’altra storia….
Insomma, no spoiler è la parola che in questi giorni sta impregnando i social, perchè voi grattaculosi che siete andati alla prima suscitate l’invidia di noi ciccipasticci che la prima manco ce la sognamo, un po’ perchè non ci interessava avere il biglietto, un po’ per andare controtendenza, un po’ per non essere hipster come voi che il risvoltino dei calzoni ve lo taglieremmo con la motosega e non avete idea di quello che faremmo alla vostra barbaccia e quella pettinatura da roccabbilli che vi portate dietro in tempi non sospetti.
(?) – Boh, tu lascia fare… – Ok.

Se quindi da una parte abbiamo la forza del bene che non vuole lo spoiler, dall’altra abbiamo una compagine di tamarri dei nostri tempi che non solo vanno al cinema alle prime, ma ci vanno pure vestiti da beduini, da frati, da camilli. L’unico che non si vede mai come costume, e francamente non se ne capisce bene il perchè, è quello dei sabipodi, che sono così teneri e omerici nei loro versi gutturali e nello sfoggio dei loro bastoniclava, che non ho ben capito perchè tutti si ostinino a voler comprare ammenicoli laser malfunzionanti quando potrebbero rubare il bastone della nonna ed essere perfettamente attrezzati.

Abbiamo eliminato il discorso spoiler? Si.
Abbiamo eliminato il discorso travestimenti/fans/hipster? Si.
Cosa rimane? LA trama.
Ohhh, la trama… (un po’ come “Albano…” Nella canzone di Caparezza).
La trama è sempre la solita: In una galassia lontana lontana….
E che volete che vi dica? Che vi racconti il film? Eggià.. e per quello esiste il cinema, andate a vederlo no?
In una galassia lontana lontana ci sono persone che fanno cose e vedono gente.
Quello che stupisce è come in una galassia lontana lontana parlino così bene anche il nostro linguaggio.
Questo dà da pensare che tutto sommato forse allora esistano gli universi specchio dove quello che c’è qui ha delle influenze anche di là. Avete presente Fringe, la serie TV? Ecco, una cosa simile ma più su base metrica decimale che su sistemi onanistici dove i galloni prendono il posto di polli grossi. Così, per farvelo capir in fretta eh… poi c’è sempre il beneficio del dubbio.

Comunque, senza andare troppo in giro a menare il can per l’aia, di fatto, cosa dicono i più che manco sanno nulla di quello di cui parlano?
Che gli spoiler che fanno per la maggiore sono quelli sulle morti. La morte nera più di tutte.
E ci dicono che è morto Han Solo. E ci dicono che è morto Ciubecca. E grazie al ciufolo, è una saga che si prolunga in anni nello spaziotempo, qualcuno morirà si. È morto Dartmoul, è morto Quigongin, morì addirittura il venerando Ioda e prima di lui anche Obiuanchenobi, muoiono alcuni sabipodi, muoiono persino i Giava e gli Iuòcs, muoino i Startrupper e i Stormtrupper e tutti gli altri Trupper, il generale Lee, l’ imperatore che cade giù dalla rupe meccanica e muore anche il Rankor, pace all’anima sua.
Quello che non vi hanno detto, o a cui non siete stati attenti, è che l’unico che non muore veramente, è Boba Fett (quello coi piedoni… babeh, questa era pessima, lo so da me..).
Si, perchè Boba viene buttato nella bocca del verme che lo mangia e ci metterà mille anni a digerirlo, ma appunto nessuno ha mai avuto la prova tangibile che sia stato digerito, perchè mille anni, ancora, non sono passati! Quindi te che ne sai che non sia ancora vivo? Che ne sai che magari fa un pertugio intestinale al verme ed esce di lato, come nella villa? Che ne sai tu di un campo di grano e come può uno scoglio arginare il mare?

Quindi in definitiva, è consigliatissimo, andate a vederlo e divertitevi un casino, come quando eravate piùggiovani e combattevate con le spatelase e facevate colla bocca “giùn”, “giàun”!

Augh.

Rotto.

Sono rotto fisicamente e moralmente.
Sono rotto a partire dal cuore, a frantumi in pezzettini talmente piccoli che per rimetterlo insieme forse bisognerebbe fare una colata di resina e impastare il tutto, perchè a cercare di attaccarli con la colla, la vedo veramente difficile.
Il tempo aggiusta le cose. Così dicono. Beh, bella cazzata: il tempo ti fa solo stare più male e incattivire. Perchè obiettivamente, ditemi quante persone conoscete, col cuore a pezzi, che col tempo poi hanno sistemato tutto tornando a posto senza cicatrici? Ecco appunto…

Sono rotto continuando con le costole, quelle, vere, fisiche, perchè basta la cazzata di una notte per rimanere bloccato e compromesso su mille aspetti della vita che sembrano normali, ma che normali non lo sono più quando non puoi piegarti, sollevare pesi, soffiarti il naso, starnutire e – cosa peggiore – non puoi più dormire. Si, perchè non dormi come dormivi prima su un letto, appoggiato sul fianco. Quando hai le costole rotte dormi supino, appoggiato a dei cuscini, a 45 gradi circa, sul divano o su una poltrona. Questo dopo un po’. All’inizio appoggiato ad un tavolo come il peggiore degli ubriachi accasciato sul bancone del bar a fine nottata. Poi ti abitui ma ti tiri dietro tutti gli strascichi della cosa, iniziando dal fatto che dormi poche ore per notte e quindi arrivi a sera che sei sempre stanco perchè anche andar a dormire presto non ti serve a nulla se dormi tre ore, poi ti svegli, ne dormi male altre due, poi di nuovo in piedi e poi altre due e poi è ora di alzarsi per andare al lavoro… Ed ecco che il diagnosticato mese di guarigione inizia a diventare il doppio e sa solo il signore se dopo due sei a posto o ne servirà un terzo. Così, a ruota libera, con calma.

Sono rotto nella testa, perchè quando prendo una decisione, cascasse il mondo, deve essere quella! E l’arrendersi è da vigliacchi, perchè si arrendono tutti e tu non puoi arrenderti, perchè non sei come gli altri, non vuoi esserlo, ti senti al di sopra di tutto e di tutti e quindi non puoi cedere! E il meccanismo è subdolo, ti si insinua nel cervello, in ogni neurone, ogni sinapsi e tutto inizia a funzionare in maniera anomala e non ti spieghi come mai certe cose per altri vanno bene e per te no. Non ti spieghi come facciano loro ad essere così sereni e in pace col mondo e tu no. Non ti spieghi come questo mondo riesca ancora ad ospitare sette miliardi di persone e tu non vorresti essere tra loro in questa assurda società malata.
E poi, alla fine, ti spieghi tutto in modo molto più semplice: non è il mondo che è sbagliato, sei tu. Si perchè sei tu a non voler concedere nulla a nessuno, tanto meno a te stesso. E sei tu ad esserti posto sopra il piedistallo, ad avere un ego smisurato ed averlo accresciuto nel tempo, quando invece bastava solo sedersi, rilassarsi, respirare e contare fino a dieci, che tanto il mondo continua a ruotare sia che tu ci sia, sia che tu non ci sia…

E infine, sono rotto nelle parti basse, più comunemente detti in modo gergale, coglioni.
Perchè ci si arriva, perchè ti ci portano, per uno, due, mille motivi, ma in generale perchè dopo tante cose, ti stufi, non hai più voglia che giri così, non hai più voglia che la cosa continui in questa maniera e per quanti sforzi fai per cercare di cambiare, di migliorare, di essere in armonia con te stesso, con l’altro, col mondo e con l’universo, la verità è che non si cambia, che il lupo perde il pelo ma non il vizio e travestirsi da pecora per nascondersi nel gregge ed azzannare, non serve a molto, perchè il gregge, per quanto fatto di pecore, sentirà sempre l’odore del lupo.

Sono rotto e mi sono rotto.
Succede.
Ci si riaggiusta. Con la santa pazienza.
O forse no. Ma a chi interessa? Le cose rotte, tanto, non le compra più nessuno.

Weather report

temporale

< Perchè piangi? Oggi eri così contento. Ti ho anche visto ridere ad un certo punto…>
< Perchè sei stato cattivo. >
< Io? E che avrei fatto questa volta di così malvagio? >
< Non hai notato quando ho iniziato ad intristirmi? >
< No, sinceramente non ho visto che ora era…. >
< È stato quando la hai uccisa. >
< Ho dovuto farlo. È la natura che ci porta al discorso “mors tua, vita mea”. Se non l’avessi fatto, sarebbe successo un disastro… Tu lo sai meglio di me. Chi più di te mi può capire? >
< Balle.. la tua è solo una corazza dietro la quale nasconderti. Se togliamo i pezzi dell’armatura, il corpo è sempre quello; senza più protezioni, ricomincerai a sanguinare come tutti gli esseri umani. >
< Mi ci ha portato lei a questo punto.. Sai bene che non avrei voluto. Sai meglio di me che mi sarei immolato per lei! E invece, guarda cosa mi ha costretto a fare! >
< CONTINUI A MENTIRE A TE STESSO, MA SAI BENISSIMO CHE QUELLE CHE DICI SONO SOLO MENZOGNE CHE RACCONTI A TE STESSO! >
< Inutile che tuoni contro di me! Le tue saette non mi fanno paura… Ormai l’ho fatto. La sostanza non cambia. E lei non farà nulla per cambiarla! >
< Non finchè tu non lo vorrai… >
< E allora non accadrà mai. Mai più. Il suo sacrificio è stato necessario. Odiami pure per questo e si, hai ragione, sono una brutta persona. Ma era l’unico modo per sopportare il male che cresceva dentro e sopire i demoni…. >
< Io non ti odierò mai più di quanto non lo faccia già tu e non lo farai in futuro… Io sono sopra le parti: siete voi umani a decidere il corso delle vostre quisquilie.. >
< Parli facile te: sei il cielo! Te ne stai lassù e ci tempesti di merda ogni volta che qualcuno ti rende triste… Se questo è il tuo distacco verso le cose che accadono qui sulla terra, siamo a posto… >
< Sei uno sciocco, Igor.. ma questo già lo sai da solo. >
< Già… lo so da solo.. ora continua a piangere e rinfrescami un po’, che è meglio…>
(Da “I dialoghi dell’assurdo – Igor e il Cielo”) 

EXPO 2015

Ebbene si, alla fine ci sono andato.
Io sono uno di quelli scettici, che non ci voleva andare e che si era prefissato l’idea di andarci casomai verso la fine, una volta che tutto sarebbe già stato approntato per il meglio, una volta che si fosse stati sicuri della sua scenicità ben fatta e non con mezzi padiglioni chiusi coperti da tendaggi e via discorrendo.
E invece ci sono andato a maggio, il 16, dopo 15 giorni scarsi dall’apertura.
E… meraviglia delle meraviglie….e niente, Expo è lì, con il suo caravanserraglio di roba che…
Andiamo con ordine.

Come ci arrivo?
Andate col passante, dicevano, che in macchina c’è casino, che in metro è lontanissima, che in aereo non possono paracadutarvici, che l’elicottero non ce l’avete, il sottomarino non ci passa dalle vie d’acqua e il carroarmato lascia giù i segni dei cingoli e non è bello su una struttura appena costruita.

E allora, ok, andiamoci col passante.
Tanto il biglietto ti costa solo di più di un urbano normale (e infatti lì è interrurbano, cazzopretendipurete???), ma il tempo di percorrenza è solo di una ventina di minuti, mezz’ora scarsa se non tieni conto dell’orologio, non hai sbatta di cercare parcheggio e tutto sommato, 5 minuti di camminata dall’uscita del passante ai cancelli per vidimare il biglietto non sono mica sta tortura! Eddai! Ecchè! Eh!
Voto Expo passante: 9. Perchè sono un pigro. Sennò era 10.
Gli stand (padiglioni, pavillons, etc…)
Allora, di base, uno cosa ci va a fare ad Expo?
Ecco, esatto, nessuno lo sa di preciso.
Per cui una delle prime ragioni perchè ci si va è andare a vedere i padiglioni delle varie nazioni, senza tener conto di quello che c’è dentro e senza interessarsi veramente al perchè e percome sia stato allestito tutto il circo.
Quindi diciamocelo, se non ce li facevano vedere al TG, certi padiglioni manco col cazzo appeso a una corda trainata da una quadriga di cavalli bianchi ti passava per la testa di andarli a vedere!

Però c’è quello del Brasile con il suo ponte di corde dove tutti vogliono salire e dove c’è specificatamente scritto che è lì perchè tutti si divertano ma: non puoi saltare, non puoi sedertici, non puoi buttarti in giro, non puoi rimbalzare, non puoi fare la cacca in testa a quelli sotto. Però se cammini sotto e guardi su, puoi vedere sotto le gonne delle tipe e se ti capita la gnocca, beh, forse un suo perchè ce l’ha…. O_o (tralasciamo 10 minuti di coda sotto il sole dell’inferno di Milano quando picchia, perchè una sbirciata sotto le gonne val bene la fila…o.O )

E poi dai, c’è quello della Corea! Che ha un sacco di coreane che ti dicono “ciao” e sorridono e c’è un baNbino-biafra che farebbe scappare anche i fantasmi, ci sono due schermi telecomandati che fanno vedere frutta fresca a pezzettoni (e no, non è vomito… ) a cui vengono fatti i raggi X e c’è un muro su cui c’è scritto “cosa ti piace mangiare?” e insieme a tutta l’installazione di scritte noi che siamo italiani e forse un po’ vandali abbiamo decorato con penne e matite tutto quello che sul muro non era stato aggiunto (ad esempio il lampredotto… scempio!).
Ad essere sincero non so se sia fatto apposta per poter aggiungere scritte (tipo i numeri di telefono in bagno in autogrill) o se siano veri e propri vandalismi… vero è che le coreano ti cinghiano se provi a camminare vicino a certi muri, mentre vicino a quello nessuno ti dice nulla…. O_o

E poi quello della Cina! Che aveva una coda troppo lunga e nel quale non sono entrato.

E poi quello del Giappone! Che anche qui c’era la coda e quindi nulla…

E poi quello del… aspettate, faccio prima a dirvi dove sono entrato, che è una lista più corta:
– Russia (fidatevi, la madre Russia non tradisce: open bar di vodka… fate voi…)
– Olanda (ecco, in realtà l’Olanda ha una serie di baracchini stile Luride… ma forse non ho capito io che quello era il padiglione e l’ho scambiato per l’area sosta magereccia…)
– Francia (giusto perchè c’era la focacceria subito lì e sono entrato dall’uscita… beh, potete saltarlo allegramente. Libertè egalitè, in cul a tè!)
– Cile (c’aveva la coda… io sono andato solo al ristorante. Ecco, voi evitate anche quello, ve lo consiglio…)
– Irlanda (che vale veramente la pena di vederlo, come mi disse la tizia all’ingresso… si, perchè c’è una grande sala dove proiettano una roba che ho skippato e poi finisce. Esperienza trascendentale…).
– Slow Food. Ha rotto il cazzo slofùd. Io volevo andare da mecdonald! Porcocazzo, da mecdonald!! E invece slofùd… (è stato il migliore).

Si ma alla fine cosa c’è in sti padiglioni?
Nulla.
Video e installazioni pseudo artistiche dopo la seconda delle quali vorreste esservi strangolati nel ponte di corde del Brasile.
Secondo me se vi cercate info su uichipedia, ne trovate di migliori e perdete meno tempo.

I ristoranti interni

Ovviamente, su una fiera dell’alimentazione, uno che si aspetta? Che si mangi.
E si mangia? Si.
Come e cosa? Poco e niente, con posate di legno a caso e per lo più seduti scomodi dove capita.
Quindi perchè andare a mangiare lì??
MA È OVVIO, salmi! Perchè quello che trovate lì non lo troverete da nessun altra parte a meno che non siate del paese di origine dello stand!
Poi mi rendo conto che sono a Milano e che qui siamo pieni di ristoranti etnici di ogni tipo e che quindi forse era meglio se Expo lo facevano a Canicattì, che magari lì un giapponese vero o un ristorante guatemalteco, fanno fatica a trovarlo in piazza…. O_o

Quanto costa?
Suvvia, scherziamo???? L’emozione di assaggiare cibi di tutto il mondo a botte di 10, 15, 20 € a porzione completa non sarà mica il deterrente che vi farà tirare indietro le braccine! Su, su, non farete mica gli spilorci!
Di per sè, in verità, non è caro mangiare a Expo.
Il problema è che uno che ci va vorrebbe assaggiare TUTTO lo scibile culinario, quindi ecco che 4/5/10€ a padiglione, per novantundici padiglioni fa… ESAHIUGA SOLDI SPESI!
Ecco, magari state un po’ abbottonati e vedete che non è che spendete tutto sto granchè… poi, se volete la mia, pranzo al sacco con michetta e mortadella e avete svoltato la giornata…Ah, sisi.

E quindi suggerisci di non andare, da quel che ho capito.
Bravo, non hai capito un cazzo!
A EXPO ci si deve andare giusto per lo spettacolo serale dell’albero della vita, che si illumina di led colorati a caso (alcuni rotti… vabeh, ma è giovane, imparerà.. anche tu alla sua età eri impaziente.. ), che spara petardi e fa fontane di luce e che se ti siedi dietro perchè c’è posto e io non voglio stare in mezzo alla folla, ti puoi pure fare la doccia gratis che dopo una giornata di sole lì dentro è una manna dal cielo!
Si, babbeh, ma a me che cazzo me ne frega di un albero che si illumina??
Sciocco miscredente: quando sarai là, ti sembrerà di essere uno di quei cosi azzurri di Avatar che adorano il loro Ygdrasil e ti sentirai parte di qualcosa di più grande di te, fondendo la tua anima con l’intera popolazione mondiale e finalmente capirai cosa vuol dire essere parte di qualcosa di così bello, grande e maestoso!
(Poi finisce lo spettacolo e ti accorgi che ci sono i nani che ti corrono intorno urlando e i genitori che non li hanno tenuti al guinzaglio, ma questa è un’altra storia….)

VOTO GENERALE
Voto 10.
Perchè alla fine ce l’abbiamo fatta contro tutti i pronostici.
Perchè poteva essere peggio di così.
Perchè è solo quell’italico sentore che ci fa protestare per tutto senza nemmeno sapere perchè lo facciamo, quindi per una volta, si vada oltre e si sia un po’ fieri di essere il centro del mondo, almeno culinariamente per questi 6 mesi.

Lasciate perdere se non sapete gestire un sognatore…

Lasciate perdere se non sapete gestire un sognatore.
Amico, fidanzato, biscugino laterale: non importa chi sia. Veramente, non ha importanza, perché per quanto diciate e presumiate di conoscerlo bene, non sapete che un sognatore, prima di tutto, è un alieno.
Voi questo non lo capite, non potete capirlo ne mai lo capirete.
Non perché avete scarse attività intellettuali, ma perché lui è in una galassia, voi siete in un’altra.
Non parliamo di pianeti che gravitano nello stesso sistema solare.
Parliamo proprio di galassie.
Che a volte potrebbero confinare e sfiorarsi (e allora lì magari c’è un minimo di comprensione, ma mai ad un livello decente), ma che in ogni caso rimangono galassie separate, ciascuna con le proprie regole, ciascuna con le proprie orbite, i propri sistemi solari, i propri buchi neri.

Lasciate perdere se non sapete gestire un sognatore.
Nel migliore dei casi gli farete solo del male.
Con le vostre parole, con i vostri fatti, con semplici battute o con pesante incazzature.
Il risultato è che comunque vada, un sognatore, è un caso perso e voi non potete farci nulla.
Non potete consolarlo perché saprà che tanto la vostra consolazione non è quella che vuole, non è quel compatimento che cerca, non è quello che gli serve.
Non potete assecondarlo perché fiuterà lontano un chilometro che tanto dite cose in cui non credete e che lo fate solo per dargli ragione come la ragione che si da ai matti, ma che in fondo in fondo, alle spalle, o lo considerate un coglione, o non ve ne frega niente e pensate sia solo una perdita di tempo.
Non potete pensarla come lui perché il suo sogno non è il vostro. È il suo, con le sue regole, con le sue visioni. È la sua galassia e voi non potete entrarci: non avete l’Enterprise/TARDIS o altra nave spaziale in grado di penetrare quello spazio mentale che è la cosa più privata che esista.

Lasciate perdere se non sapete gestire un sognatore.
Nel peggiore dei casi distruggerete qualcosa con un punto di rottura talmente imprecisato che a volte serve una bomba nucleare a disintegrarlo, a volte un semplice alito di vento.
E voi sareste veramente in grado di premere quel grilletto? Di spingere quel bottone? Di assumervi quella responsabilità così pesante che non è possibile considerare umana?
Non siete dei, non siete esseri superiori, per quanto vi piaccia crederlo.
Siete parte di tutta la marmaglia che popola il mondo: chi in modo migliore, chi peggiore.
Siete solo una stella all’interno della galassia di cui sopra.
E vorreste avere sul serio l’ardire di essere la causa di un nuovo big bang?
Non sapete se vi siete sgommati nelle mutande con l’ultima scoreggia, figuratevi se potete prendere una decisione del genere…

Lasciate perdere se non sapete gestire un sognatore.
Con un alieno non ci parli: lui ha la sua lingua, tu hai la tua.
Già non ci capiamo sul pianeta tra popoli diversi (e anche nello stesso popolo abbiamo grossi problemi pur parlando la stessa lingua… ) figuriamoci tra razze.
La sua visione delle cose lo obnubila da quella che sembra essere una palese realtà per il resto del creato.
Un sognatore sente i rintocchi di una campana diversa.
Come le falene si lascia attrarre da un fuoco che lo brucerà. Inevitabilmente.
Ma lui lo sa. Lo sa e lo accetta.
E proprio per questo deciderà di bruciare.
E voi non potrete farci nulla, perchè non potrete gestirlo, non potrete fermarlo, non saprete fermarlo.
E sarà lui allora, a quel punto, ad avervi distrutto, ad aver premuto il bottone, ad aver innescato quel meccanismo di distruzione che voi non potete attuare nella sua galassia, ma che lui può decidere di attivare nella vostra.

Lasciate perdere se non sapete gestire un sognatore.
Perchè è una persona irrazionale, lunatica, empatica, che assorbe energie, che prosciuga le forze vitali degli altri, che bruciando dentro brucia dentro anche chi lo circonda.
È una persona che disloca lo spazio e il tempo senza che voi lo capiate, vedendo oltre il velo della linearità e trovando la retta sulla superficie della bolla in cui è chiuso.
È una persona contraddittoria che vede il muro bianco e il muro nero contemporaneamente, che vede sfumature di grigio dove non ci sono, che vede la quarta dimensione dove voi fate fatica a percepire a malapena la terza.
È una persona al di fuori del concetto di bene e male, che esula dalle logiche di giusto o sbagliato e che nonostante ciò cerca la giustizia e il meglio per tutti, sapendo che non le troverà mai e che non potrà mai essere e rendere felice gli altri.

Lasciate perdere se non sapete gestire un sognatore.
No, non è una minaccia.
È solo qualcosa più grande di voi.

(da “I dialoghi dell’assurdo”)