INCEPTION: quelli tra sogno e realtà…

ATTENZIONE: QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER DEL FILM! SE NON LO AVETE VISTO E NON VOLETE ROVINARVI LA SORPRESA, NON LEGGETELO!!!
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DA ORA IN AVANTI SONO SOLO FATTI VOSTRI. BEVETE IEGHERMAISTER.
(La ripetizione è dovuta al fatto che pubblicando poi il link su facciabuco, compaiono le prime righe del testo e mi serviva spazio inutilmente ridondante perchè non apparissero spoiler nella preview del link. Abbiate pazienza… maledetta tecnologia…)

Troppa roba. In senso buono. Questo è quello che si può dire dopo aver visto il film.
Certo, è un film come tanti altri che tratta una storia come tante altre, quindi non è che sulla trama ci sia da spendere più di tanto.
E allora perchè “troppa roba”?
Perchè se come me avete teorie sul viaggio onirico, sulla realtà e le sue trame e sottotrame, non potete non pensare che questo film sia veramente geniale sotto certi aspetti.
La realtà nuda e cruda (la nostra dico) è che per capire bene di cosa si stia parlando va visto e si deve accettarlo quasi “come un atto di fede”.
E’ chiaro che se già non vi è piaciuto, non ha alcun senso mettersi a discutere sulla sua bellezza o meno.
Ma se vi è piaciuto, converrete con me che è molto interessante lo sviluppo dei concetti che il film affronta.
Il sogno, come realtà appartenente alla mente di chi sogna con la possibile intrusione/visita di altri che in qualche modo riescono a violare/condividere l’esperienza
Il subconscio come elemento inviolabile dell’essere umano che si pone come presenze ostili nei confronti degli intrusi.
La realtà così come la percepiamo, è veramente reale o è solo un sogno e noi non lo sappiamo? E se lo sappiamo, allora qual’è la vera realtà? Ma soprattutto, ce n’è una vera?

Si potrebbe parlarne per punti ma verrebbero fuori discorsi caotici e sconclusionati, per cui ne parlo in modo caotico e sconclusionato in modo da ricavarne i punti di cui sopra.
Lui si sbagliava, la moglie aveva ragione.
La trottola totemica ce lo rivela alla fine. Mentre tutti si aspettano che la moglie fosse una pazza fulminata depressa, la verità è che lei ci aveva visto giusto e tutto quello che è la proiezione di lui nel suo subconscio, non è nient’altro che lui stesso che si deve in qualche modo giustificare per non aver voluto seguire la ragione delle cose fino in fondo.
Lei, morendo, in realtà tornerà alla vita risvegliandosi; lui rimarrà dormiente nel suo sogno senza voler risvegliarsi.
Scaricherà tutta la colpa su di lei facendola passare agli occhi del mondo come la depressa che non voleva accettare la realtà, ma il problema è proprio questo: lei aveva già accettato la realtà e la realtà che ci viene narrata non è altro che il suo sogno, in cui lei rivive, viene proiettata e, in qualche modo, rientra di tanto in tanto per cercare di farlo uscire.
Una duplice figura che sembra la proiezione nella sua mente del ricordo di lei, ma che tutto sommato, di fatto, potrebbe benissimo essere lei stessa che si riaddormenta per intrufolarsi nuovamente nel suo sogno e cercare di destarlo.

Livelli di sogno a cascata che portano ad azioni particolari facendoci credere che sognare nel sogno sia cosa pericolosa, che sognare di sognare nel sogno sia ancora peggio. La realtà dei fatti è che lui non solo è già dentro il secondo livello, ma si spinge addirittura al quarto, non al terzo come richiesto.
Di fatto, non è dissimile da tutti i vecchi indiani sotto terra dal chimico che nel sogno ormai trovano la loro vera vita.
Vera vita che poi, tutto sommato, non sarebbe neanche da biasimare, se una volta arrivati al capolinea si prospettasse una nuova esistenza in cui tutto è possibile: le leggi della fisica non hanno più alcun senso e valore, la città si piega di fronte al proprio volere, le strade e gli edifici curvano per creare una realtà tridimensionale e paradossale come le scale di Escher. Chi non vorrebbe avere il potere di gestire un’universo di questa portata? Io, nella mia megalomania, farei volentieri a cambio anche subito.
Rimane solo un unico quesito: in tutto questo, in che modo ci si perde così completamente?

Se la trottola totemica dovrebbe indicargli il livello di realtà a cui si trova, in che modo lui riesce a superare persino questo baluardo?
Di conseguenza, le risposte possono essere solo due: o abbiamo visto tutto il suo sogno, e nel sogno lui è padrone anche di queste cose, potendo fare persino dei totem ciò che vuole e il totem in realtà non è altro che un costrutto che lui si è dato, tanto per spiegarsi qualcosa e impiegare il tempo, oppure…… oppure tutto il film è sbagliato.
Allo stato attuale, preferisco pensare che anche nei sogni ci possa essere un momento di scazzo 😀

Solo un paio di note tecniche: troppe sparatorie e lento in alcuni punti. A volte si vorrebbe andare avanti veloce per sapere come va a finire il tutto, invece tocca sorbirsi momenti di dialoghi interminabili e sparatorie in cui se invece che morire cinquanta cattivi ne morivano dieci, le cose sarebbero state uguali.
Molti lo hanno paragonato a Matrix. Per piacere, le bestemmie da altre parti, grazie.
Invece, per certi versi, potrebbe assomigliare vagamente a Shutter Island, altro grande film che se non avete visto merita di essere guardato.

Asmo

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2 commenti

  1. Concordo su quanto hai scritto Asmo, convinta anche io che la trottola finale rivela la posizione di lui e di lei in questo film.
    Il tema è molto interessante e il film lo sviluppa bene e tiene davvero con il fiato sospeso nonostante certi momenti siano, come hai detto, lenti, ho un solo appunto sull’argomento, il sogno a livelli lo posso comprendere ma il sogno con intrusioni esterne? questa è una parte che mi lascia perplessa, come è possibile che una mente estranea si introduca nel nostro sogno plasmandolo? ha senso l’autodifesa con attacco ma.. ma come spiegare questa “comunicazione”, insomma il film su questo punto mi ha un pò lasciato il vuoto, i congegni etc mi sono sembrati troppo banali.
    Attendo il 2, perchè ci sarà sicuramente 😀

  2. eh, interessante…
    iniziamo a divagare su come funziona il meccanismo:D
    secondo me serve un minimo di contatto (anche solo visivo) tra due persone in modo che uno possa in qualche modo entrare nel subconscio dell’altro, anche se non se ne accorge.
    Posto questo, quando vengono collegati tutti alla macchina che li manda a sognare, si ritrovano nel sogno e lì sono fatti della macchina che determina chi è il sognatore e chi sono gli intrusi.
    Ora il problema è la moglie.
    Qui viene spiegata come il senso di colpa suo che la fa rivivere.
    Sapendo che però alla fine lui sogna, lei in realtà si suppone essersi svegliata quando si butta dalla finestra.
    Quindi quella che agisce nella sua testa e cerca di ucciderlo, è la vera moglie che funziona come esterna che cerca di riportarlo in vita (ipotesi 1) o è veramente solo un parto del suo subconscio (ipotesi 2)?
    Nel caso in cui sia l’ipotesi 1 (la più plausibile), ci si rifà a sopra: lei evidentemente si attacca alla macchina dove è lui ed entra nel suo sogno (il tutto non mostrato comunque nel film).
    In caso sia l’ipotesi 2 (meno plausibile alla realtà dei fatti della fine del film), ecco che in realtà è lui stesso a farsi del bene e del male. Così alla stessa maniera, Ellen Page che fa l’architetto che l’aiuta, potrebbe semplicemente essere ridotta a un suo desiderio di fuga e di aiuto che prende forma in lei e quindi altri non sarebbe che lui stesso a fare da architetto con altre sembianze e una parte di sè separata da quella coscientemente onirica. Da questo ecco che la manipolazione della realtà che noi sappiamo essere sogno, altri non è che una sua stessa manipolazione vista con prospettiva differente.
    Della serie “hei, ma quanti siamo qui dentro?” = personalità multiple 😀
    Anche se tutto sommato, poi, questo ricade in tecnicismi che sono divertenti da chiedersi ma che secondo me è anche superfluo spiegare 😀
    Dovrei provare a rivederlo e ascoltare il discorso finale suo e della moglie perchè la chiave tutto sommato è lì. 🙂


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