Sky Doll

Rubo bellamente e a man bassa la prefazione da “Sky Doll – Decade”.
Per chi non conosce Sky Doll, un po’ di cultura in più ogni tanto non fa mai male, quindi andate a farvi un giro in rete scrivendo su Gooooooogle “Sky Doll” e vedrete che già la wiki vi darà i primi risultati a dovere.
Oppure, andate sul sito (credo ufficiale) SKY DOLL e guardatevi un po’ di immagini, rendendo omaggio a Barbucci e Canepa, i due autori/disegnatori di questo fantastico fumetto 😉

“Al mondo ci sono due grandi multinazionali con un apparente obiettivo comune: la manipolazione delle masse a scopo di lucro.
Una di esse è la Walt Disney Company, L’altra, altrettanto e forse ancora più celebre, è la Chiesa Cattolica.
Nel 1997 ci trovammo coinvolti, più o meno consensualmente, in una stretta relazione con entrambe. Per Disney ci occupavamo di creare, disegnare e colorare storie, illustrazioni, copertine e progetti tra i più disparati. Ma poco a poco, la cosa ci fece sprofondare in un girone infernale nel quale nessun artista meriterebbe mai di mettere piede: riunioni di marketing, brainstorming, focus group, briefing, debriefing e misunderstanding di ogni tipo….
Allo stesso tempo, il capo della seconda multinazionale, quello senza le grandi orecchie nere e e tonde, ma dotato di un bastone dall’estremità a spirale altrettanto scenografico, preparava il suo Giubileo. Per quelli che ne ignorano i dettagli, si trattò di quella celebrazione religiosa che aveva come scopo – e che ebbe come conseguenza – il ritorno trionfale del potere spirituale negli affari politici della moderna società occidentale. Non c’è da stupirsi se ci venne l’impulso sempre più urgente di sfuggire a tutto ciò. Cominciammo a sognare un mondo lontano dal nostro, ma ironicamente molto somigliante. Un mondo dove perfino un essere artificiale può sfuggire ai meccanismi della società e cercare il significato della propria esistenza. Un mondo color rosa e blu elettrico e con un’infinità di sfumature di viola. Dove al bisogno si può cercare un riparo su un altro pianeta, che si raggiunge facilmente come un viaggio in camper (abbiamo detto “facilmente”, non “comodamente”). All’arrivo è probabile che non si trovi quel che si cerca, ma il viaggio insegna parecchie cose. Dopo tre anni di gestazione, nacque SkyDoll. Aveva un’infinità di sfumature di viola negli occhi, un grande sorriso e qualche domanda da fare.”

Gli autori, Barbucci e Canepa.

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