Noi ubriaconi irresponsabili!

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Ieri ho partecipato alla quindicesima edizione del Pub Crawl, evento che si tiene a cadenza annuale a Milano. È stata la seconda volta per me.
Tradizione importata dai paesi anglosassoni, si svolge in questa maniera: gruppi di persone si radunano alla prima tappa e poi si spostano per 9 pub della città bevendo una birra media in ogni pub.
La regola è che si beve rigorosamente con la mano sinistra (se lo fai con la destra ti chiamano un “buffalo” e ti devi bere la pinta tutta di fila, pena il disonore!), non si deve indicare (o anche qui “buffalo”) e forse qualcosa d’altro che ignoro in quanto regole minori senza troppe conseguenze.

Lo svolgimento della manifestazione è allegro e ci sono usanze che si ripetono nella città dove più il percorso lo consente e dove le tappe indicano.
Tra le varie c’è
– l’arrampicarsi su una “torre” in zona arena e appiccicare l’adesivo dell’evento sempre più in alto;
– una sosta alla colonna di S. Ambrogio di fronte alla basilica dove viene rievocata l’incornata del diavolo sulla colonna con tanto di spiegazione “storica”;
– la sfilata nuda maschile nel vicolo alla 6° tappa;
– andare a osannare il direttore di Burger King con cori da stadio;
– fare da tunnel alle auto che passano in vie piuttosto strette, offrendo all’automobilista di turno un sorso di birra, facendo cori, ola e “ohhhhhh” al passaggio dell’auto di turno
La cosa curiosa è che la maggior parte dei partecipanti proviene da un ambiente rugbistico, quindi non è difficile trovare gente ben piazzata e col fisico degno di sculture della Grecia antica. Accanto ovviamente a chi ha fatto della panza alcolica la propria ragione di vita, essendo altri gruppi composti da avventori di pub e amanti della “bionda”.

Ora, uno potrebbe immaginarsi uno scenario orribile tipo i tifosi olandesi a Roma che hanno fatto un casino sfasciando piazza Navona, o tipo gli hooligans inglesi e i fan russi che hanno messo a ferro e fuoco Lille e Marsiglia durante gli europei di quest’anno o gente che vomita dopo un tot e si butta riversa per le strade o tappeti di bicchieri di plastica o vetro sparsi in ogni dove. Perchè si sa, dove ci sono gli ubriachi, ci sono questi problemi. Sempre. Ovunque. Quantunque.

Invece, anche qui curiosamente, i bicchieri di plastica vengono buttati nei cestini e quelli di vetro riportati all’interno dei pub dove si prendono, la gente non vomita per strada, nessuno si ferma agli angoli dei pub per pisciare ma usa quelli interni al locale.

E tutta questa curiosità, quest’anno, ha raggiunto il suo apice alla tappa accanto al vicolo della sfilata nudista perchè sono successi tre fatti bizzarri.

Il primo: la strada, lì accanto, è a senso unico e stretta, che ci passa una sola macchina per volta. Ed è uno dei posti più divertenti dove fare il tunnell “ohhhh” alle macchine che passano di lì. La folla si distribuisce sui due lati e i “malcapitati” che devono passare di lì in macchina si trovano con sgomento di fronte a questa folla che inizia da lontano a fare “ohhhhhh”, a preparare le mani in basso per poi alzarle man mano che l’auto si avvicina e a cantare cose a caso. Generalmente questo avviene senza problemi: nessuno viene investito e le auto non subiscono danni.
Questo giro, un tizio di una cinquantina d’anni, con una auto grossa tipo espace o quei modelli che sembrano una via di mezzo tra un furgone e un’auto grande, ha deciso che gli davamo fastidio e dopo essersi fermato in mezzo alla folla e tirato giù il vetro, ha iniziato a fare mostra di se applaudendoci e dandoci dei cretini, a noi bighelloni ubriachi notturni che non abbiamo di meglio da fare nella vita che bruciarci il cervello bevendo birra a Milano, noi idioti che passiamo la nostra serata di sabato fuori per le via della città, noi malvagi esseri del crepuscolo che gli si parano davanti e gli fanno tunnel facendo “ohhhhhh” aspettando che…. beh, che si levi dai coglioni, in definitiva.
Ed è riuscito a prendersela anche con me che ero appoggiato al muro in disparte, senza nemmeno che fossi vicino alla sua auto…
Pazienza, questi paladini del bene sono ad ogni angolo, e noi ubriachi camminatori del Pub Crawl ci dobbiamo fare i conti e buonanotte. Noi ubriaconi li lasciamo perdere e che se ne vadano per la loro strada, che noi abbiamo altre tappe per completare la nostra!
Loro sono paladini del bene, noi del bere.

Il secondo: ad un certo punto è arrivata un’ambulanza. Sempre nella via lì di prima, quella stretta.Ambulanza senza sirene spiegate e senza lampeggiante acceso. E tutti gli ubriachi dell’evento che cosa hanno fatto? Si sono spostati e l’hanno fatta passare velocemente e tranquillamente. Perchè alla fine, si, ci si ubriaca, ma si è sempre abbastanza lucidi da capire che se c’è un’ambulanza, non è il caso di trattenerla in una goliardata, che magari, se gli arriva la chiamata, hanno qualcosa di più importante e urgente da fare.

Il terzo: nel vicolo chiuso lì accanto, si svolge la sfilata dei nudisti. E mentre questi sfilavano nudi, è arrivata una volante con un poliziotto uomo e un poliziotto donna.
Si sono fatti strada fino al vicolo attraverso il capannello di persone e constatato che nessuno si stava accoltellando nel vicolo hanno spiegato con molta calma che erano stati chiamati perchè qualcuno delle case lì vicino aveva chiamato la polizia per schiamazzi.
Del resto, si sa, dove ci sono avventori dei pub c’è casino. E dove c’è casino ci son problemi. Infatti è risaputo che appena vedi un capannello di circa 100 persone fuori da un pub ci sono problemi di ordine pubblico perchè gli ubriaconi stanno sfasciando tutto e facendo disastri.
Beh, sapete cosa è successo quando la polizia ha chiesto di sgombrare? Che in maniera più o meno composta (c’era ancora qualche nudo nel vicolo per via della sfilata) la fiumana di gente si è spostata alla tappa dopo nell’arco di 3 minuti. Senza insultare gli agenti. Senza lamentarsi. Senza fare cori da stadio. Senza cercare di linciare le forze dell’ordine. Senza fare nulla di nulla se non continuare tranquillamente a fare il proprio evento.

Il resto della manifestazione, tra il prima e il dopo, si è svolta tranquillamente, perchè noi ubriaconi da Pub Crawl, siamo così molesti che buttiamo via tutti i bicchieri di plastica, non vomitiamo in giro, non pisciamo sui portoni, facciamo schiamazzi come fanno gli altri dove ci sono locali per andare a bere, non ci picchiamo con la gente, non facciamo casino più del dovuto e beviamo comunque sempre con la mano sinistra.

Keep calm and Pub Crawl.

Augh

 

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Rotto.

Sono rotto fisicamente e moralmente.
Sono rotto a partire dal cuore, a frantumi in pezzettini talmente piccoli che per rimetterlo insieme forse bisognerebbe fare una colata di resina e impastare il tutto, perchè a cercare di attaccarli con la colla, la vedo veramente difficile.
Il tempo aggiusta le cose. Così dicono. Beh, bella cazzata: il tempo ti fa solo stare più male e incattivire. Perchè obiettivamente, ditemi quante persone conoscete, col cuore a pezzi, che col tempo poi hanno sistemato tutto tornando a posto senza cicatrici? Ecco appunto…

Sono rotto continuando con le costole, quelle, vere, fisiche, perchè basta la cazzata di una notte per rimanere bloccato e compromesso su mille aspetti della vita che sembrano normali, ma che normali non lo sono più quando non puoi piegarti, sollevare pesi, soffiarti il naso, starnutire e – cosa peggiore – non puoi più dormire. Si, perchè non dormi come dormivi prima su un letto, appoggiato sul fianco. Quando hai le costole rotte dormi supino, appoggiato a dei cuscini, a 45 gradi circa, sul divano o su una poltrona. Questo dopo un po’. All’inizio appoggiato ad un tavolo come il peggiore degli ubriachi accasciato sul bancone del bar a fine nottata. Poi ti abitui ma ti tiri dietro tutti gli strascichi della cosa, iniziando dal fatto che dormi poche ore per notte e quindi arrivi a sera che sei sempre stanco perchè anche andar a dormire presto non ti serve a nulla se dormi tre ore, poi ti svegli, ne dormi male altre due, poi di nuovo in piedi e poi altre due e poi è ora di alzarsi per andare al lavoro… Ed ecco che il diagnosticato mese di guarigione inizia a diventare il doppio e sa solo il signore se dopo due sei a posto o ne servirà un terzo. Così, a ruota libera, con calma.

Sono rotto nella testa, perchè quando prendo una decisione, cascasse il mondo, deve essere quella! E l’arrendersi è da vigliacchi, perchè si arrendono tutti e tu non puoi arrenderti, perchè non sei come gli altri, non vuoi esserlo, ti senti al di sopra di tutto e di tutti e quindi non puoi cedere! E il meccanismo è subdolo, ti si insinua nel cervello, in ogni neurone, ogni sinapsi e tutto inizia a funzionare in maniera anomala e non ti spieghi come mai certe cose per altri vanno bene e per te no. Non ti spieghi come facciano loro ad essere così sereni e in pace col mondo e tu no. Non ti spieghi come questo mondo riesca ancora ad ospitare sette miliardi di persone e tu non vorresti essere tra loro in questa assurda società malata.
E poi, alla fine, ti spieghi tutto in modo molto più semplice: non è il mondo che è sbagliato, sei tu. Si perchè sei tu a non voler concedere nulla a nessuno, tanto meno a te stesso. E sei tu ad esserti posto sopra il piedistallo, ad avere un ego smisurato ed averlo accresciuto nel tempo, quando invece bastava solo sedersi, rilassarsi, respirare e contare fino a dieci, che tanto il mondo continua a ruotare sia che tu ci sia, sia che tu non ci sia…

E infine, sono rotto nelle parti basse, più comunemente detti in modo gergale, coglioni.
Perchè ci si arriva, perchè ti ci portano, per uno, due, mille motivi, ma in generale perchè dopo tante cose, ti stufi, non hai più voglia che giri così, non hai più voglia che la cosa continui in questa maniera e per quanti sforzi fai per cercare di cambiare, di migliorare, di essere in armonia con te stesso, con l’altro, col mondo e con l’universo, la verità è che non si cambia, che il lupo perde il pelo ma non il vizio e travestirsi da pecora per nascondersi nel gregge ed azzannare, non serve a molto, perchè il gregge, per quanto fatto di pecore, sentirà sempre l’odore del lupo.

Sono rotto e mi sono rotto.
Succede.
Ci si riaggiusta. Con la santa pazienza.
O forse no. Ma a chi interessa? Le cose rotte, tanto, non le compra più nessuno.

Weather report

temporale

< Perchè piangi? Oggi eri così contento. Ti ho anche visto ridere ad un certo punto…>
< Perchè sei stato cattivo. >
< Io? E che avrei fatto questa volta di così malvagio? >
< Non hai notato quando ho iniziato ad intristirmi? >
< No, sinceramente non ho visto che ora era…. >
< È stato quando la hai uccisa. >
< Ho dovuto farlo. È la natura che ci porta al discorso “mors tua, vita mea”. Se non l’avessi fatto, sarebbe successo un disastro… Tu lo sai meglio di me. Chi più di te mi può capire? >
< Balle.. la tua è solo una corazza dietro la quale nasconderti. Se togliamo i pezzi dell’armatura, il corpo è sempre quello; senza più protezioni, ricomincerai a sanguinare come tutti gli esseri umani. >
< Mi ci ha portato lei a questo punto.. Sai bene che non avrei voluto. Sai meglio di me che mi sarei immolato per lei! E invece, guarda cosa mi ha costretto a fare! >
< CONTINUI A MENTIRE A TE STESSO, MA SAI BENISSIMO CHE QUELLE CHE DICI SONO SOLO MENZOGNE CHE RACCONTI A TE STESSO! >
< Inutile che tuoni contro di me! Le tue saette non mi fanno paura… Ormai l’ho fatto. La sostanza non cambia. E lei non farà nulla per cambiarla! >
< Non finchè tu non lo vorrai… >
< E allora non accadrà mai. Mai più. Il suo sacrificio è stato necessario. Odiami pure per questo e si, hai ragione, sono una brutta persona. Ma era l’unico modo per sopportare il male che cresceva dentro e sopire i demoni…. >
< Io non ti odierò mai più di quanto non lo faccia già tu e non lo farai in futuro… Io sono sopra le parti: siete voi umani a decidere il corso delle vostre quisquilie.. >
< Parli facile te: sei il cielo! Te ne stai lassù e ci tempesti di merda ogni volta che qualcuno ti rende triste… Se questo è il tuo distacco verso le cose che accadono qui sulla terra, siamo a posto… >
< Sei uno sciocco, Igor.. ma questo già lo sai da solo. >
< Già… lo so da solo.. ora continua a piangere e rinfrescami un po’, che è meglio…>
(Da “I dialoghi dell’assurdo – Igor e il Cielo”) 

Lasciate perdere se non sapete gestire un sognatore…

Lasciate perdere se non sapete gestire un sognatore.
Amico, fidanzato, biscugino laterale: non importa chi sia. Veramente, non ha importanza, perché per quanto diciate e presumiate di conoscerlo bene, non sapete che un sognatore, prima di tutto, è un alieno.
Voi questo non lo capite, non potete capirlo ne mai lo capirete.
Non perché avete scarse attività intellettuali, ma perché lui è in una galassia, voi siete in un’altra.
Non parliamo di pianeti che gravitano nello stesso sistema solare.
Parliamo proprio di galassie.
Che a volte potrebbero confinare e sfiorarsi (e allora lì magari c’è un minimo di comprensione, ma mai ad un livello decente), ma che in ogni caso rimangono galassie separate, ciascuna con le proprie regole, ciascuna con le proprie orbite, i propri sistemi solari, i propri buchi neri.

Lasciate perdere se non sapete gestire un sognatore.
Nel migliore dei casi gli farete solo del male.
Con le vostre parole, con i vostri fatti, con semplici battute o con pesante incazzature.
Il risultato è che comunque vada, un sognatore, è un caso perso e voi non potete farci nulla.
Non potete consolarlo perché saprà che tanto la vostra consolazione non è quella che vuole, non è quel compatimento che cerca, non è quello che gli serve.
Non potete assecondarlo perché fiuterà lontano un chilometro che tanto dite cose in cui non credete e che lo fate solo per dargli ragione come la ragione che si da ai matti, ma che in fondo in fondo, alle spalle, o lo considerate un coglione, o non ve ne frega niente e pensate sia solo una perdita di tempo.
Non potete pensarla come lui perché il suo sogno non è il vostro. È il suo, con le sue regole, con le sue visioni. È la sua galassia e voi non potete entrarci: non avete l’Enterprise/TARDIS o altra nave spaziale in grado di penetrare quello spazio mentale che è la cosa più privata che esista.

Lasciate perdere se non sapete gestire un sognatore.
Nel peggiore dei casi distruggerete qualcosa con un punto di rottura talmente imprecisato che a volte serve una bomba nucleare a disintegrarlo, a volte un semplice alito di vento.
E voi sareste veramente in grado di premere quel grilletto? Di spingere quel bottone? Di assumervi quella responsabilità così pesante che non è possibile considerare umana?
Non siete dei, non siete esseri superiori, per quanto vi piaccia crederlo.
Siete parte di tutta la marmaglia che popola il mondo: chi in modo migliore, chi peggiore.
Siete solo una stella all’interno della galassia di cui sopra.
E vorreste avere sul serio l’ardire di essere la causa di un nuovo big bang?
Non sapete se vi siete sgommati nelle mutande con l’ultima scoreggia, figuratevi se potete prendere una decisione del genere…

Lasciate perdere se non sapete gestire un sognatore.
Con un alieno non ci parli: lui ha la sua lingua, tu hai la tua.
Già non ci capiamo sul pianeta tra popoli diversi (e anche nello stesso popolo abbiamo grossi problemi pur parlando la stessa lingua… ) figuriamoci tra razze.
La sua visione delle cose lo obnubila da quella che sembra essere una palese realtà per il resto del creato.
Un sognatore sente i rintocchi di una campana diversa.
Come le falene si lascia attrarre da un fuoco che lo brucerà. Inevitabilmente.
Ma lui lo sa. Lo sa e lo accetta.
E proprio per questo deciderà di bruciare.
E voi non potrete farci nulla, perchè non potrete gestirlo, non potrete fermarlo, non saprete fermarlo.
E sarà lui allora, a quel punto, ad avervi distrutto, ad aver premuto il bottone, ad aver innescato quel meccanismo di distruzione che voi non potete attuare nella sua galassia, ma che lui può decidere di attivare nella vostra.

Lasciate perdere se non sapete gestire un sognatore.
Perchè è una persona irrazionale, lunatica, empatica, che assorbe energie, che prosciuga le forze vitali degli altri, che bruciando dentro brucia dentro anche chi lo circonda.
È una persona che disloca lo spazio e il tempo senza che voi lo capiate, vedendo oltre il velo della linearità e trovando la retta sulla superficie della bolla in cui è chiuso.
È una persona contraddittoria che vede il muro bianco e il muro nero contemporaneamente, che vede sfumature di grigio dove non ci sono, che vede la quarta dimensione dove voi fate fatica a percepire a malapena la terza.
È una persona al di fuori del concetto di bene e male, che esula dalle logiche di giusto o sbagliato e che nonostante ciò cerca la giustizia e il meglio per tutti, sapendo che non le troverà mai e che non potrà mai essere e rendere felice gli altri.

Lasciate perdere se non sapete gestire un sognatore.
No, non è una minaccia.
È solo qualcosa più grande di voi.

(da “I dialoghi dell’assurdo”)

Contratti e sindacati. Ma perchè la gente parla? E soprattutto, io che ne so?

Le fonti:
Da una parte questo:
http://www.italynewsweek.com/cucinelli-divide-gli-utili-con-i-dipendenti.html
E seguendo il primo, incuriosito dal perchè i sindacati siano contro, si arriva a questo:
http://www.ilsitodifirenze.it/content/906-la-tods-di-diego-della-valle-bonus-1400-%E2%82%AC-e-cure-mediche-e-ai-dipendenti

E allora le domande sorgono spontanee, e in questo mondo un po’ bizzarro viene da domandarsi qualche cosa.
Qualche cosa del tipo che una volta che un titolare decide di fare qualcosa apparentemente utile, perchè noi abbiamo dei sindacati che devono farsi notare dando sempre contro e rompendo le palle in varia misura??

Poi però andando un po’ più in profondità e facendo un po’ di dietrologia, la domanda passa all’altro lato e ci si chiede: ma questi padroni di azienda che elargiscono bonus, lo fanno solo per gettare fumo negli occhi, o è una mossa veramente caritatevole e di aiuto verso i propri dipendenti?
Ora, io non so quanto prenda da contratto e che tipo di contratto abbia un operaio che lavora per Della Valle, ma SE siamo alle solite per cui si prendono quei 700€ scarsi per 12 ore di lavoro al giorno per 6 giorni lavorativi su sette, forse ecco che tutta questa gentilezza di bonus assume una tonalità differente, del tipo “siccome non vi pago un cazzo, allora vi do il bonus una tantum così state zitti e siete allocchi contenti”.

Io suppongo che chiedendo a una parte, ti dicano una cosa, chiedendo all’altra ti dicano l’opposto.
Non voglio fare l’avvocato del diavolo, ma non mi piace mai prendere per oro colato quello che vene dato in pasto ai giornali come notizia bomba tanto per far ascolti, vendite e quant’altro.

Rimane sempre un po’ il dilemma della vita: meglio l’uovo oggi o la gallina domani?
Boh, a ciascuno il suo pensiero.

O_o

Sky Doll

Rubo bellamente e a man bassa la prefazione da “Sky Doll – Decade”.
Per chi non conosce Sky Doll, un po’ di cultura in più ogni tanto non fa mai male, quindi andate a farvi un giro in rete scrivendo su Gooooooogle “Sky Doll” e vedrete che già la wiki vi darà i primi risultati a dovere.
Oppure, andate sul sito (credo ufficiale) SKY DOLL e guardatevi un po’ di immagini, rendendo omaggio a Barbucci e Canepa, i due autori/disegnatori di questo fantastico fumetto 😉

“Al mondo ci sono due grandi multinazionali con un apparente obiettivo comune: la manipolazione delle masse a scopo di lucro.
Una di esse è la Walt Disney Company, L’altra, altrettanto e forse ancora più celebre, è la Chiesa Cattolica.
Nel 1997 ci trovammo coinvolti, più o meno consensualmente, in una stretta relazione con entrambe. Per Disney ci occupavamo di creare, disegnare e colorare storie, illustrazioni, copertine e progetti tra i più disparati. Ma poco a poco, la cosa ci fece sprofondare in un girone infernale nel quale nessun artista meriterebbe mai di mettere piede: riunioni di marketing, brainstorming, focus group, briefing, debriefing e misunderstanding di ogni tipo….
Allo stesso tempo, il capo della seconda multinazionale, quello senza le grandi orecchie nere e e tonde, ma dotato di un bastone dall’estremità a spirale altrettanto scenografico, preparava il suo Giubileo. Per quelli che ne ignorano i dettagli, si trattò di quella celebrazione religiosa che aveva come scopo – e che ebbe come conseguenza – il ritorno trionfale del potere spirituale negli affari politici della moderna società occidentale. Non c’è da stupirsi se ci venne l’impulso sempre più urgente di sfuggire a tutto ciò. Cominciammo a sognare un mondo lontano dal nostro, ma ironicamente molto somigliante. Un mondo dove perfino un essere artificiale può sfuggire ai meccanismi della società e cercare il significato della propria esistenza. Un mondo color rosa e blu elettrico e con un’infinità di sfumature di viola. Dove al bisogno si può cercare un riparo su un altro pianeta, che si raggiunge facilmente come un viaggio in camper (abbiamo detto “facilmente”, non “comodamente”). All’arrivo è probabile che non si trovi quel che si cerca, ma il viaggio insegna parecchie cose. Dopo tre anni di gestazione, nacque SkyDoll. Aveva un’infinità di sfumature di viola negli occhi, un grande sorriso e qualche domanda da fare.”

Gli autori, Barbucci e Canepa.

Il bizzarro caso del BANDO PUBBLICO

Questa volta non voglio porre l’attenzione su Macao, che in realtà qui viene citata solamente perchè cade in questo fuoco incrociato, ma dare un’occhiata da vicino al discorso “Bando Pubblico”.

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_maggio_14/pisapia-lavoratori-arte-macao-bando-pubblico-giuliano-pisapia-201177340950.shtml

Situazione in breve per chi non la conosce.
Giovani occupano edificio a Milano.
Il sindaco risponde: avete idee? volete essere supportati? non occupate e cercate finanziamenti con un BANDO PUBBLICO per andare avanti.

Ora, tutto molto bello e fascinoso, se non fosse che i bandi pubblici in ITALIA sono delle chimere belle e buone.
Il bando pubblico…
Il bando pubblico funziona in questa maniera: il comune, la regione, lo stato, la comunità europea (una di queste strutture) apre dei bandi pubblici finanziando progetti di chi parteciperà. Quindi uno si iscrive al bando, presenta il progetto, attende di vincere il bando, vince, ottiene i soldi, inizia il progetto, apre studio/ufficio/impresa, lavora, paga le tasse, invecchia, va in pensione, riceve la pensione, muore felice dopo aver procreato e lascia in eredità i suoi averi alla progenie.
Anzi, scusate, devo essermi perso per strada e aver sbagliato qualcosa, perchè dimenticavo che ho scritto “in ITALIA”.

Già, perchè (partiamo dal fondo) in Italia, in realtà, volendo potresti lasciare in eredità qualcosa, se mai avessi qualcosa in effetti.
Qualcosa che non sia stato pignorato o divorato da tasse, balzelli, accise e via andare.
E lo faresti se a tutti gli effetti avessi figliato e creato una progenie, che, si sa, coi tempi che corrono, tempi in cui è difficile trovare un lavoro che ti paghi uno stipendi per campare, figurati trovarne uno che ti dia uno stipendi per mantenere famiglia…
Ma questo è un dettaglio, poichè c’è chi ci riesce e va avanti tranquillo.
L’ostacolo è più che altro ottenere la pensione, perchè per il sistema che abbiamo, si alza l’età pensionabile, lo stato non ha soldi e cerca di pagare sempre più tardi i propri debiti.
E questo strettamente correlato al punto prima: “paga le tasse”. E che ve lo dico a fare….
Ovviamente, difficile pagare tasse se non si lavora.
E salendo nella scala, non puoi lavorare se non apri qualcosa (o se non vieni assunto, ok, ma qui si parla di bandi per finanziamenti per aprire imprese. E ora più che mai, aprire un’impresa è da considerare proprio nel suo significato più ancestrale di impresa, come atto eroico fuori da ogni schema, sovrumano, qualcosa che va oltre il normale e per cui essere ricordato ab aeternum!).
Solo che come fai ad aprire qualcosa, se non hai i soldi e non li hai ottenuti in qualche modo?
Beh, ovviamente, c’è chi ha fondi a perdere da investire, chi li ruba, e chi ci prova tramite bando.
Sperando di vincere.
E, dulcis in fundo, arriviamo al cardine del problema: vincere il bando!
E non potevo dirlo subito? Si, ma così crea più pathos.

Perchè in Italia (non so nel resto del mondo, ma qui è così…), quando ci sono i finanziamenti pubblici (comune, regione, comunità europea ecc..), il meccanismo diventa di altra natura.
Il meccanismo è che io mi iscrivo al bando, devo essere superveloce a presentare tutte le pratiche (tipo che in mezz’ora già è chiuso tutto il sistema e i soldi sono finiti, e quindi bisogna in qualche modo floddare i server di richieste, perchè altrimenti si è tagliati fuori) e poi aspettare il risultato.
Ovviamente, ci sono studi specializzati nel far vincere i bandi.
Come e cosa ci guadagnano?
Ci guadagnano una percentuale sul bando (non so quanto, ipotizzo.. un 5%? tipo che tu chiedi 100.000€ di finanziamento e lo studio che ti fa vincere il bando se ne prende 5.000… oltre ovviamente ai costi della pratica che sono un fisso) e sono specializzati perchè conoscono i meccanismi, sanno dove ungere gli ingranaggi, sanno che mani muovere e sanno sotto quale bicchiere sta la pallina.
Quindi è chiaro già che io, privato cittadino che voglio iscrivermi sperando di vincere un bando di finanziamento, sono già fregato in partenza se non mi rivolgo a qualcuno che è gia dentro nel sistema.

Ma, ancora meglio, solitamente perchè viene iniziato un bando di finanziamento?
Viene iniziato non perchè lo stato sia generoso e vuole regalare i soldi alla gente…. Non perchè sanno che un domani rientreranno di quei soldi perchè l’azienda che vince funzionerà… Non perchè bla bla bla mettete i motivi che vi pare sinomaciao certocomenò evviva evviva…
Il bando viene iniziato perchè io, parente del signor ICS che è personaggio importante e influente nel paese, voglio soldi che posso ricavare facilmente (tanti soldi, diciamo nell’ordine delle centinaia di migliaia di Euro) e quindi sicuramente vincerò il bando perchè il mio parente signor ICS di cui sopra sarà in grado di averli e con quei soldi la mia futura azienda farà da garante alle altre del signor ICS, la sponsorizzerà, possibilmente gli porterà anche tanti bei voti se il signor ICS è in politica, creando quel meccanismo di flusso e riflusso per cui i soldi continueranno ad andare da una all’altra, spostandosi solo nominalmente ma rimanendo sempre lungo lo stesso tratto di costa, in modo che il signor ICS possa continuare ad arricchirsi, ad apparire benevolo nei confronti del mondo e a salvare “famiglia”, apparenze, capra e cavoli.
Solo che non può sputtanarsi così facilmente e vincere dei soldi in cui è l’unico partecipante.
Percui “facciamo un bando: un po’ li vinco io, un po’ li vinceranno altri, ma intanto almeno una fetta grossa della torta sono sicuro che me la mangerò…”

Vi risparmio tutta la tiritera economica a riguardo per cui uno vince un bando ma i soldi gli vengono dati solo se ha delle garanzie che dimostrino alla banca che quei soldi gli possano essere elargiti in qualche modo. Della serie “ok, tu dimostrami che hai 100.000€ per coprire le spese e tutto, e io poi ti do i 100.000€ che mi stai chiedendo (che non sono mai a fondo perduto e che poi nel tempo mi ridarai..)”.

In definitiva, quindi, partecipate a bandi pubblici, se avete idee, se volete metter su qualcosa, perchè qualche briciola, per voi, da qualche parte, magari rimane.
(ovviamente non parliamo di bandi di assunzione, dove nelle modalità, generalmente, come requisito manca solo di avere nome, cognome e data di nascita di chi lo deve vincere… ma questo è un altro discorso…).

Augh.

PS: Tutto quanto riportato sono informazioni casuali, mendaci, fallaci, false e tendenziose, allorchè anche un po’ maliziose e soprattutto prive di fondamento. A parte il link in alto, ovviamente.
MA, come un vecchio senatore della repubblica italiana disse qualche anno fa, “a pensar male si fa peccato, ma ogni tanto si indovina…” Ed essendo italiano, preferisco mettere le mani avanti…