Novembre dicembre gennaio febbraio marzo quasi aprile.

“Bravo, conosci l’ordine dei mesi. E sai anche contare?”
“Si, cinque, quasi sei.”
“Molto bene. E ora?”
“Ora niente. Finisce qui. Intanto però abbiamo fatto un aggiornamento per far sapere al mondo che non siamo morti e che torneremo sulla scia di un vecchio entusiasmo, perchè per come la vedo io, ci sarebbero gozzilioni di cose da dire!”
“Interessante… e a quanto corrisponderebbe un gozzilione come unità di misura?”
“Beh, questo ancora non è molto chiaro. Iniziamo col dire che è un’unità di misura plurima che vale un po’ per tutto: per il peso, per la lunghezza, per la quantità… anche per le pecore!”
“Pecore?”
“Si, sai quelle bestie bianche che vanno in giro a greggi e che fanno: beeee.. beeee… A cui si tosa la lana per farne robe? Ecco, loro.”
“Avevo intuito.”
“Oh…”

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La trilogia migliore.

Il tutto parte dalla domanda fatta da un mio amico su Facciabuco.
Ovviamente (se conosceste anche voi il soggetto lo capireste al volo), il Biaso ha posto la domanda incompleta cercando di aggiustare il tiro in corsa… 😀
Che opsioni si hanno? A caso?
L’unica limitazione al momento riguarda l’ambito cinematografico.
Quindi nel minestrone potrebbe esserci anche Underworld, Spiderman e X-Man, tra i tanti degli ultimi 10 anni.
Vogliamo poi dimenticare la trilogia del dollaro??

Ogni trilogia è figlia del suo tempo e ha le sue gravi pecche.
Una veloce scorsa.

Il Signore degli Anelli
Fantastico per gli effetti speciali e per aver portato in scena ciò che era stato fatto solo a metà nei primi anni 80.
Purtroppo, o si è veri appassionati, o è di una noia mortale. E lo dice un appassionato del fantasy. Ha certi punti morti, soprattutto nel secondo, da far impallidire.
Rivedibile.

Matrix
Sebbene il primo film meritasse parecchio, sono riusciti a trasfomrare in una puttanata galattica gli altri 2.
Sono semplicemente la spiegazione visionaria di come è strutturato un PC: dall’assemblaggio dei pezzi, all’inserimento di un virus, al formattone finale inevitabile e risolutore.
La stronzata sta proprio nel fatto che essendo ineluttabile, perde di senso la trilogia stessa. Perchè tante menate se tanto poi si riavvia tutto con un “format C:” ?

Star Wars
Come detto da qualcuno, abbraccia tutto l’universo mistico/filosofico/teologico umano.
Punti di vista. C’è chi lo accosta solo a dei cretini che combattono col le lucette, c’è chi riesce a vedere oltre.
La struttura a incastro delle parti di episodi porta ad un susseguirsi di cose che sono diventate poi modus operandi anche nelle serie TV di oggi. Al momento, per quanto ormai datata, rimane l’unico MUST sul quale non si può obiettare. Non aver mai visto Starwars è come non aver mai mangiato un piatto di pasta, un cucchiaino di nutella, essere arrivati vergini alla morte… insomma, non ha un senso.

Underworld
Beh, lei è figa.
Cioè, non i dite che vi aspettavate altri commenti a riguardo… per piacere…

Spiderman
Io ho trovato palloso il primo, figuratevi gli altri 2…

X-Man
Partendo dal primo in cui c’erano 4 mutanti in croce e via via arrivando all’ultimo dove sembra che nel mondo la cosa rara siano i NON-mutanti, il tutto è troppo incentrato sulla figura del Ghiottone (si, è la traduzione di wolverine.. pensavate fosse più figo eh? E invece no), tanto da far perdere di spessore gli altri personaggi.
Solo Magneto rimane a livelli alti, ma lì c’è dietro Ian McKellen…”Fuggite.. SCIOCCHI!”

Ritorno al futuro
Non c’è da girarci troppo intorno: avrebbero dovuto chiuderlo al primo.
Il primo spacca di brutto, il secondo pecca di errore spaziotemporale, il terzo pecca di spiegazionismo, come la prima trilogia di Starwars (seconda in ordine di tempo).
– Errore spaziotemporale: il vecchio Bif ruba la macchina del tempo, torna indietro, consegna l’almanacco al giovane Bif, lo fa diventare ricchissimo deviando la linea temporale, torna nel futuro e… ERRONEAMENTE finisce nel futuro corretto dove ci sono Martin e Doc riportandogli la macchina. Sarebbe dovuto finire in un futuro alternativo deviato, visto che quando loro tornano indietro nel loro presente, non tornano nel loro presente ma in quello deviato.
– Pecca di spiegazionismo: a volte è bello che certe cose rimangano misteriose. Perchè dover dare a tutto una spiegazione?? Con il terzo film, ogni cosa torna al suo post… ok, si è vero, dovevano chiudere il discorso in qualche modo, ma a questo punto era già superfluo il secondo di film….

Indiana Jones
Lasciando perdere il 4° film (dove ormai il buon vecchio Harry è arrivato al capolinea e si vede…), Indiana Jones è un crescendo che parte dall’ Arca perduta passando per il Tempio Maledetto fino all’Ultima Crociata senza sosta.
Ogni personaggio ha il suo perchè, la sua ironia, i suoi motivi per fare quel che fa nel bene e nel male e il tutto non stanca mai.
MAI.
Cioè, non è che ci sia qui e là una scena noiosa in cui uno potrebbe addormentarsi e dire “madò, che palle…”.
E’ tutto ritmo, a 360°, per 3 film da 2 o 3 ore l’uno.
Insomma, dai, quando mai si è vista??

Ciascuno tragga le sue conclusioni, ma io penso di essere arrivato alla mia.
E non è un caso se da piccolo volevo fare l’archeologo e sono finito a fare l’esploratore.

Ciaps.

Quel che non ti uccide, ti risucchia.

Certo, i più maliziosi andranno a cercare significati perversi in questo articolo (e non ne troveranno, credo..), gli altri invece che hanno provato a fare come me, si saranno resi conto che ormai non si può nemmeno più morire virtualmente.
Oddio, qualcuno invero ci è riuscito: mi è capitato di amici scomparsi per sempre da FacciaBuco, da Messenger, ICQ, mail varie, da una ricerca qualunque su Goooogle… nulla, più nessuna traccia di loro, virtualmente debellati dal sistema, Missing In Action o direttamente RIP senza che nessuno ne sapesse più veramente nulla.
E allora mi chiedo, divagando un attimo, è veramente possibile?
Insomma, sono cose che vediamo accadere nei film: l’agente infiltrato di turno ha un solo contatto FBI che è il suo referente personale e che solo lui conosce, di cui nessun altro è a conoscenza perchè più gente ne sa e peggio è, perchè le talpe, le infiltrazioni, l’anima al diavolo.. e quindi è bene che nessuno ne sappia. E se questo contatto unico del mondo un giorno impazzisse e decidesse di cancellarti dal pianeta.. beh, tu saresti non più colui che eri con la tua identità segreta che è quella originale nascosta e custodita in un archivio, ma colui che stai impersonando e dovresti fare buon viso a cattiva sorte o fare quello che ti pare…. Beh, guardatevi “The Departed” che si avvicina molto a quello che intendo.
Quindi, riassumendo questa caotica introduzione, c’è chi è sparito dal web, chi ce l’ha fatta.
Io, nel mio piccolo, volevo solo allontanarmi da FacciaBuco per bazzecole ma anche perchè tutto sommato è anche bello cambiare ogni tanto.
E per andarmene da lì, ho voluto provare Twitter come scialuppa di salvataggio che mi facesse navigare verso un mare differente.
Ebbene, signori, non si può.

Il gorgo che ti risucchia è incredibile: si inizia allontanandosi da uno per finire su un altro e rendersi conto che il secondo non è come il primo a cui tutto sommato ormai eri affezionato in qualche lontano e vago modo (forse “abituato” è più corretto) e capire che le abitudini sono dure a morire e ti rivedi da solo in un nuovo universo fatto di tutto e nulla e sei circondato dalle persone di sempre perchè sono le stesse che ci sono anche su FacciaBuco ma è come se fossero dei cloni perchè non sono realmente loro o non sono gli stessi e poi inizi a cadere e a rotolare e ti ritrovi nel fango e annaspi e annaspi e la pioggia forte ti cade sulla faccia e ti entra in bocca e nella gola e non respiri più e le mani arrancano e vorresti urlare ma ti manca l’aria e ….. Silenzio.
Ti ritrovi come d’incanto in un attimo di silenzio e realizzi come funziona il tutto.
Riprendi fiato, la voce torna, i muscoli si rilassano e in men che non si dica riprendi il controllo di tutto.
E la lampadina che si è accesa ti dice: scrivi un post sul blog, linkalo su Twitter, posta il link su Facebook ed è come se avessi battuto i tacchi tre volte con le scarpette rosse.
Come per magia, ti ritroverai a casa.
Parte del sistema dal quale non vuoi in realtà scappare, risucchiato dal gorgo che non ti ha ucciso perchè hai scoperto che nell’occhio del ciclone c’è calma e quiete.
E così è.

Asmo

Il rispetto della morte.

Basta.
Non se ne può più.
Prima aveva un senso, ora no.
Si è perso.
Veramente.
Facciamo un favore a noi stessi, ma soprattutto facciamolo nel rispetto di una persona e di “un’entità”.
Il rispetto per la persona è la persona di Sara Scazzi, che come le cronache nere ripetono ormai da quasi 20 giorni, è dipartita.
In modo orribile o meno che sia, haimè, non è su quello che punto l’attenzione, ma sul fatto che è morta.
E’ morta e non c’è più nulla da fare se non arrestare il vero colpevole che a quanto pare è nelle mani della giustizia e che in qualche modo verrà condannato.
Pace all’anima di Sara che ci ha lasciato prematuramente, ma sono cose che succedono.
Starà sicuramente meglio lei di là che noi di qua (per chi crede in una vita dopo la morte. Per chi non ci crede, pace comunque, non voglio iniziare un dibattito a riguardo).

L’entità invece che andrebbe rispettata, è l’immaginaria quanto ormai effimera entità del “giornalismo” televisivo e stampato, ormai haimè morto e sepolto già da parecchio, ma che con questa vicenda dimostra sempre più di essere non “6 feet under”, ma verso il centro della terra, ormai fuso con il nucleo.
Siamo alla frutta.
Siamo ad un giornalismo becero e volgare.
Siamo ad un giornalismo che non è giornalismo.
Siamo ad un giornalismo in un paese che è ancora in crisi (nonostante il presidente del consiglio dica di no) non trova di meglio da fare che parlare ininterrottamente a cascata di questo caso dell’estate che evidentemente i giornalisti non hanno ancora capito essere concluso.
Sottoposti ad un bombardamento mediatico senza precedenti, nemmeno quando si trattò del caso Cogne o della strage di Erba, siamo arrivati al grottesco che non si vorrebbe mai vedere, che non si vorrebbe sentire, al quale non si vorrebbe essere sottoposti…
In questo caso, non è solo il parlarne, perchè se fosse solo questo, sarebbe anche semplicemente un dovere di cronaca.
In questo caso è tutto il circo mediatico che ne è stato messo su che non ha un senso e che fa rabbrividire in quanto non si capisce come mai l’essere umano, sempre pronto a dichiararsi superiore all’animale, non faccia altro che dimostrare una pochezza intellettuale così infima da fare rabbrividire persino le amebe unicellulari.

Il circo mediatico si propone con riprese televisive del portone di casa del (presunto) reo confesso assassino.
La gente, instupidita da questo stato delle cose, fa pellegrinaggi per andare a vedere il portone del garage dove si è consumata la tragedia.
Pellegrinaggio per che cosa? Per soddisfare la propria curiosità morbosa di essere dentro la scena, o molto più probabilmente, per avere la possibilità di apparire in televisione.
Il che è ancora più patetico e triste poichè non si cerca di apparire per un merito o un demerito (GF o contenitori domenicali osceni vari, ad esempio) ma per comparire in uno scorcio di inquadratura da telegiornale ignorante che non fa altro che assillare il paese con questa notizia probabilmente per deviare da cose più serie che al momento è meglio far passare in secondo piano.
E’ un fuoco che si autoalimenta senza bisogno di combustibile: una sorta di inspiegabile autocombustione che non si riesce a fermare. Più fanno riprese lì davanti, più la gente va come un gregge di pecore a curiosare in un posto che non meriterebbe nemmeno di essere inquadrato da lontano; più la gente va là, più la stupidità mediatica continua a riprendere quel luogo e così da capo, senza che la cosa abbia una fine.
C’è chi afferma di essere lì solo per manifestare solidarietà alla madre della ragazza. Ebbene, non sarebbe forse un’idea più saggia mandare un biglietto di condoglianze o portare un fiore sulla tomba della povera defunta? Evidentemente vivo in uno stato delle cose così alieno alla realtà del paese in cui mi trovo, che un’idea del genere è fuori da ogni logica di concepimento e, probabilmente, se dovessi esporla in pubblico, passerei per essere il matto del villaggio.

Barbara D’urso, poi, si è dimostrata incredula quando durante la sua trasmissione, alcune persone hanno dichiarato di essere lì in pellegrinaggio per vedere il tutto e di aver organizzato una “gita” apposta.
Perchè quell’incredulità non è stata espressa invece nel momento in cui nel suo inutile quanto sciocco programma le era stato accennato ad un collegamento da quel luogo?
Perchè ci si trova a fare i conti sempre dopo e a fatto compiuto?

La sovraesposizione mediatica sortisce sempre l’effetto opposto: se ti vedo da tutte le parti, in tivù, al cinema, sul giornale, finirò con l’odiarti, non con l’apprezzarti di più.
Questa sovraesposizione mediatica non ha fatto altro che sottolineare con una bella matita B5 o con un bel pastello a cera nero che oltre ad una ragazzina morta, è sempre più morto quello spirito che invece che portare informazione, non fa altro che creare disinformazione.
Per cortesia, basta.

Asmo

PS: lo so che sarebbe più facile non accendere la TV, che le notizie si sentono anche in rete e bla bla bla, ma talvolta, il momento della TV prima di cena, a tavola con i genitori e la famiglia, dopo pranzo, non è altro che un sottofondo che dovrebbe servire a rilassarsi e quindi, talvolta distrattamente, rimane lì accesa e ci si presta attenzione. Quindi per cortesia, astenersi inutili commenti del tipo “puoi benissimo non accenderla”. Chi vuole fare commenti così “può benissimo non farli”.

Lo strano caso delle pubblicità dei telefonini…

C’era una volta, Pierino si volta.
No.
C’era una volta, tanto tanto tempo fa…
Nemmeno.
C’erano una volta le pubblicità.
Oggi c’è sterco televisivo movente.
La bizzarra situazione in cui il mondo si trova a creare paradossi è fonte di ispirazione più che degna per spiegare l’affermazione soprastante.
Tim, Wind, 3.. Ragazzi, vi prego, datemi una martellata fortissima su un ginocchio perchè fa meno male che dover assistere alla marea di guano pubblicitario che ci investe ogni volta che in Tivù appaiono questi spot.
Andiamo con ordine.
Un tempo fu Cristiane Filangeri: stordita quanto gnocca ragazza del treno che non si sa bene perchè o percome finisce sulle Alpi (o chi per esse) con la mucca lilla della Milka a fare da viso primario ad una serie infinita di spot Tim in cui non si sa bene come andrà a finire…
Questo è stato il “la” per una interminabile serie di facce che a più riprese trovavamo per mesi sul piccolo schermo a perseguitarci con le loro storielle e pubblicità.
Da Ctisiane siamo passati poi ai “regazzini” da vacanza in cui non si sa bene se la tipa avrebbe finalmente coronato il sogno sessuale del maniaco di turno che ci provava con lei con i Pan Di Stelle.

Visto il successo di questi filoni narrativi agganciati sapientemente l’uno all’altro con tecniche da fiction televisiva (confrontare tecnica del “cliffhanger” usata nelle serie TV), non solo TIM ha continuato con Tim Tribù e compagnia (avessero veramente sparato De Sica dal cannone del Gianicolo…), ma gli altri operatori sopra citati non hanno potuto fare a meno di lanciarsi in una concorrenza da stupido plagio che non solo non risulta simpatica ma ottiene l’effetto contrario e irrita come poche altre cose provenienti dal tubo catodico (Gerri Scotti e Carlo Conti sono fuori quota quanto Antonella Clerici e l’oca che l’accompagna alla Prova del cuoco, ma di questo scriverò in un altro post…).
TIM è in vacca. E non parlo di quella che ostruiva i binari al tempo della Filangeri.
TIM è proprio andata a donne di facili costumi con De Sica che ha scambiato la televisione e gli spot pubblicitari per i cinepanettoni orrendi che fa ogni anno…
Finita la storia del vigile del Gianicolo (almeno 4 anni fa mi pare), torna alla ribalta con l’inutile quanto sexy Belen Rodriguez.
Ora, passi che ci sia una gnocca di mezzo che almeno ti fa vedere un po’ di curve (e noi maschi ringraziamo), ma sinceramente l’utilità di Belen?
De Sica la percula per tutti gli spot:
– lasciandola legata ad un ordigno esplosivo
– facendole prendere da mangiare e poi rubandole il piatto da bravo cafone
– arrivando in muta da sub ad una festa, acchiappando due povere mentecatte al volo e lasciandola lì con il padrone di casa/flyer da spiaggia
– portandola a mangiare dalla zia per poi lasciarla fuori dalla porta quando scopre che la zia ha preparato il suo piatto preferito…
– le altre che non ricordo ma che sicuramente ci saranno…
Insomma, un esempio classico di maschilismo stupido e becero che fa ridere i dementi e che non ha un suo senso di esistere. Chi, accompagnandosi a una come Belen, la tratterebbe in questo modo? E anche se fosse vero, la cosa farebbe veramente ridere?
Certo, pretesti da teatrino delle marionette dell’asilo tanto per parlare del proprio prodotto, ma per Diana, possibile che le teste pensanti che devono creare questi spot, si riducano sempre a scrivere solo queste povere porcate e non riescano ad inventarsi qualcosa di veramente ironico e che possa colpire in positivo il pubblico?
Lo so, domande retoriche, ma si parla di assurdo e bizzarro: sono d’obbligo.
E poi ogni tanto il neurone rimbalza….

E quindi, senza perdere troppo il filo, ecco che Wind si è lanciata con quei tre beoti di Aldo Giovanni e Giacomo a romperci le palle prima al mare, poi in montagna, per poi tornare al mare, per poi magari un domani morire in un pozzo nero, in cui i tre imbecilli cercano di fare i simpatici sponsorizzando il prodotto senza però esserne capaci (a parte le facce da topo muschiato di Giovanni, che sono uno spasso da guardare, lo devo ammettere).
MA se il magico trio risulta antipatico, beh, rispetto a Panariello sono gli dei incontrastati della simpatia mondiale.
Panariello si manifesta nella veste parodistica di Briatore e a suon di “Cicci&Ciucci” fa lo spandone ostentando ricchezza che la tenera quanto angelica Incontrada cerca di placare con battute che fanno da contrappeso.
Partire da Zelig per finire a fare spot con Panariello, secondo me è una delle cose più umilianti del mondo.
Certo, io non faccio parte del settore, quindi probabilmente non capisco la situazione. Magari per la Incontrada è un salto di qualità. Ma può veramente un “artista” (si, le “” sono d’obbligo) televisivo ridursi veramente così male facendo un tuffo sul cemento e passare dal re incontrastato dell’umorismo e comicità italiana degli ultimi 20 anni Claudio Bisio, ad un poveraccio che per far ridere deve fare imitazioni (ancora imitazioni??? ebbasta, dai, gli anni ’80 son finiti, per il sacro leo!!) e parlare di cacca e pipì in accento “toshano” perchè se parlasse in italiano non se lo filerebbe nessuno??
La vera domanda, ora è: Panariello fa ridere?
Quello che disturba di tutta sta manfrina, è che poi gente del genere prende milionate per fare ste cose, e altri le prendono per pensarle…..
Lo so che la cosa non stupisce più perchè ormai siamo tutti dei coglioni assuefatti, ma ogni tanto, ripeto, il neurone rimbalza….

La 3 si è limitata parecchio a riguardo: devo dire che tra tutte le sopracitate è stata la più morigerata. Ci ha sfrangiato i gioielli di famiglia per un anno quasi con l’omino che veniva risucchiato nel teatro da una Gerini ai minimi storici, ma tutto sommato non hanno esagerato quantomeno con i passaggi televisivi…
Certo, magari qualcosa di più simpatico potevano farlo, ma alla fine hanno puntato sul prodotto, non sul “chi li rappresenta”, ormai cosa rara di questi tempi.

Non ho volutamente citato Vodafone. Perchè? Perchè sono gli unici che in qualche modo sono riusciti a creare un gioco sottile di autoironia con Totti che è una sorta di pennellata artistica.
La “romanità” di Totti è genuina, spontanea, piacevole. Non è la becera e volgare romanità da romanaccio cafone di DeSica che si sente il padrone del mondo (anche se fa le figure barbine e in teoria dovrebbe fare da contr’altare…).
Totti si prende in giro in modo sapientemente autoironico coadiuvato da una moglie fantastica che gli regge il gioco e nel loro gioco della coppia si divertono a fare l’ignorantotto spaesato e la mogliettina avveduta che come la fatina di Pinocchio lo tiene per mano e lo porta sulla giusta strada.
Che sia così anche nella realtà e quanto ci sia di finzione in tutto questo, non ci è dato da sapere a meno di conoscerli personalmente, ma non sono la falsa famiglia da Mulino Bianco.
Sono più che convinto che così come li vediamo negli spot, alla stessa maniera siano genuini anche nella vita.

E quindi il senso di sto post?
Il solito: ci vuole veramente così tanto a fare le cose per bene e non rompere l’anima con il mezzo catodico senza dover imbottire l’utenza di schifezza?
Evidentemente si.
Mi si potrebbe rispondere: “nel bene o nel male, purchè se ne parli”, e infatti tu sei qui a scriverne.
Vero, ma a volte mi piacerebbe scrivere di una cosa che è strana perchè è fatta a modo….

Engioi de spot.
Asmo

Nemo profeta in patria.

In realtà, nemo profeta e basta, visto che quando dico le cose nessuno mi ascolta e poi escono le notizione sui giornali a tutta pagina che dicono esattamente quello che io sostengo fin da subito.
Non so, anche qui siamo nel bizzarro tutto sommato: avrò questo potere che mi perseguita fino alla fine, o smetterò prima o poi di essere “il Cassandro” della situazione (o più semplicemente di far funzionare 2 neuroni…)?

Prima vi metto le fonti, così potete continuare con me a seguire questo triste filo logico.
Fonte 1
http://archiviostorico.corriere.it/2010/luglio/01/Universita_flop_della_laurea_breve_co_9_100701056.shtml
Fonte 2
http://archiviostorico.corriere.it/2010/luglio/01/Cosi_inutile_piccole_aziende_non_co_9_100701031.shtml

Di cosa parliamo?
Della riforma universitaria iniziata 10 anni fa.
Correva il 1999, una data apocalittica vista col senno di poi. Si, perchè il senno di poi ci dice che se il mondo non è terminato con la chiusura dell’anno mille (duemila? teoria dell’anno zero, ciascuno scelga la sua), in realtà si è rivelata un’apocalisse tutta la nuova manfrina che i dementi che ci governavano allora hanno appoggiato facendola passare come una cosa rivoluzionaria.
Ora, io non voglio proprio prendermela con la Gelmini (anche perchè al tempo mi pare ci fosse dietro la Moratti al ministero della Pubblica Istruzione), ma va da sè che non ci vogliono 10 anni per capire che una cosa è sbagliata e non ci vuole un pozzo di scienza per capire che stai facendo male una cosa che è già in una pessima situazione.
La pessima situazione era il sistema universitario italiano in cui troppa gente si ritirava dai corsi, non arrivava alla fine della carriera, non ci metteva impegno, il sistema dei baronati è venuto fuori negli ultimi 10 anni (ma guarda un po’), non abbiamo a tutt’oggi strutture adeguate per gli insegnamenti e un livello adeguato di insegnamento e via discorrendo. Insomma, si potrebbe sparar su questa croce rossa bendati e da dietro un muro, sicuri di riuscire a fare comunque un pregevole “headshot” dei migliori FPS*.
Fare male la riforma consiste nel fatto che si sono mischiate e accavallate in pochi mesi (come al solito) situazioni non chiare in cui gli stessi studenti non riuscivano a venirne fuori e le segreterie didattiche non sapevano che pesci pigliare rimandando decisioni e attendendo che dall’alto arrivassero ordini migliori.
La cosa sbagliata è che se già la matematica è una cosa che non piace e al liceo si fa fatica a studiare, figurarsi per chi il liceo lo ha finito da un pezzo (leggi: i nostri ministri, belli freschi e giovani che con la loro età media di 56/60 anni chissà che cosa si ricorderanno della più semplice algebra lineare..): ecco che il semplice 2+2=4 risulterà un complicatissimo 5, 6, 7 ecc, con visioni improbabili delle più elementari regole.
A cosa mi riferisco, per farla in breve?
Io finisco il liceo a 19 anni.
Inizio l’università che me ne prende 5.
Mettiamo anche un solo anno fuori corso, o un anno per scrivere la tesi, arriviamo a 6.
esco laureato a 19+6=25 anni in una ipotesi rosea e ottimistica.
Pincopallino finisce il liceo a 19 anni.
Inizia l’università facendo il 3+2.
L’anno della tesi non ce l’ha (si consegna tesina di 10 pagine e hai la prima laurea…) e decide di non fare manco il +2, quindi esce laureato a 19+3=22 anni.
Entrambi ci presentiamo in azienda e…. STUPORE!!!! Prendono lui invece che me perchè gli costa meno!!!!
Prendono lui perchè è più giovane.
Prendono lui perchè lo possono plasmare come gli pare mentre io sono già un essere senziente che non accetta certe regole.
Prendono lui per altri mille banali e stupidi motivi.
Incredibile poi scoprire che Pincopallino nei 3 anni ha fatto meno della metà del programma che io avevo fatto solo al 1° anno, che quindi la sua competenza è si e no 1/10 della mia.
Beh, in tutte queste incredibili circostanze bizzarre, ecco che dopo ben 10 anni si sono resi conto che tutto sommato il 2+2=4 da me annunciato** 5 minuti dopo aver appreso la notizia della riforma, anche per chi governa ha iniziato a diventare palese.

Nemo profeta in patria e soprattutto meglio tardi che mai a volte….
Potrei andare avanti con proverbi e citazioni per almeno altre 40 righe, ma sorvolo perchè ho già tediato abbastanza con questa mia manifestazione di logica superiore a quella di chi ci governa.
E in ogni caso, io non faccio testo, visto che ho finito 4 o 5 anni fuori corso, nell’attesa di avere ragione nel sottopormi in prima persona a questo grosso, stupido esperimento sociale (poco importa se nel frattempo ho lavoricchiato, ho espanso la mia conoscenza facendo corsi integrativi alla mia attività e, diciamolo, un po’ ho anche cazzeggiato…:sono stato l’ultimo del vecchio ordinamento ad uscire come tale dalla mia facoltà, senza far cambi o passaggi al farlocco 3+2).

Grazie a chi di dovere, per una volta, di aver assurdamente aperto gli occhi ed essersi reso conto che il danno fatto ha compromesso solamente una generazione, al momento.
In ogni caso, sono e resto convinto, che all’assurdo non c’è mai fine.

Asmo.

Note di Redazione
*FPS: First Presonal Shooter: videogiochi in soggettiva stile Quake o Unreal Tournament in cui ci si spara contro.
L’headshot è il colpo in testa che uccide il nemico all’istante. Talvolta difficile da realizzare, solo esercitandosi bene si può fare a dovere.
** a me stesso, nella mia testa, al mondo che mi conosce.. .non ho certo fatto proclami al mondo su rete nazionale… 😀

Come un pesce rosso.

Dentro la mia boccia
che non è una boccia qualunque
è una boccia con dentro gli altri miei fratelli
fratelli?
sono altro pesci rossi come me, che devono vivere la mia vita senza poter scegliere chi c’è e che non c’è: nel senso, io non posso scegliere se Berlusconi, la Merkel o Obama siano o non siano quelli che vogliono farsi eleggere presidenti.. sono loro, non si scappa… e io non posso fare altro che prendere cognizione del fatto che siano loro…
certo, posso scegliermi la cerchia più ristretta, ma alla fine non è quello che fa la differenza…
ma a parte loro che possono essere o non essere politicamente validi, di fatto non posso io scegliermi gli altri compagni di boccia..
i fratellini sono lì, volenti o nolenti…
e c’è quella spinta bolliciosa di aria che arriva da dietro per fare un riflusso di ossigeno che mi devo sorbire… e crea corrente…e non posso fare altro che nuotare contro, insieme agli altri e farmi due palle così perchè dovrò nuotare tutto il tempo in un’acqua statica per non andare a sbattere con la faccia contro il vetro…
e il tunz tunz tunz della musica, martellante, fa vibrare l’acqua e mi tocca pure sentirmi le vibrazioni che mi tormentano tutto il tempo…
e fuori quegli idioti che si muovono..
insomma, fratellini, sempre loro
vibrazioni stordenti…
mondo piatto…
porcocazzo che vita di merda quella di un pesce rosso in una boccia!

Asmo