Senti come saleeeee!!

Questo è genio puro.

E va preservato.

lollasd

Asmo

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La variante “Zarro” della specie Truzzo.

Lo Zarro (da alcuni pronunciato: Tzarro; in latino:Truzzus insubris; in milanese: Pirla), è una varietà del truzzo (discendente dal tabbozzo) diffusa a Milano, Pavia , Cossirano e nella Brianza e che ha nel capoluogo lombardo la sua meta principale di pellegrinaggio durante le quotidiane sessioni di cazzeggio. Dunque fa parte pure della grande famiglia dei pendolari, con la differenza che lo zarro non paga il biglietto del treno. Lo zarro è la variante del truzzo che, attraverso la Provincia di Como, è presente pure nel Canton Ticino, rendendo così i truzzi internazionali.
Da notare che essi non si considerano “truzzi”, ma “gente normale”. Eh, già.

Caratteristiche originali

Sebbene siano sempre e comunque truzzi, gli zarri hanno la peculiarità di non sfoggiare sfarzosi e colorati vestiti (a meno che non siano pure Pervert o vadano al P-Gold) ma tendono invece a vestirsi con pesanti giacconi neri (solitamente della Kejo). Questo avviene perché il loro segreto obbiettivo non è tanto quello di autoconservarsi e starsene per i cazzi propri, bensì di attirare nella propria orbita anche giovani di altre categorie come gli sfigati e i fighetta (che non fanno altro che cercare di copiarli). Inoltre tengono addosso a qualsiasi ora della giornata grossi occhiali da sole, anche se magari piove. In generale appartengono ai ceti medio-bassi della popolazione milanese e provengono da famiglie d’origine straniera, sarda o meridionale. In provincia sono invece solitamente giovani autoctoni.

Luoghi di ritrovo

In generale, gli zarri hanno quattro luoghi dove s’incontrano per esprimere opinioni e confrontarsi con il mondo:

  • L’oratorio.
  • La piazza del paese (o Piazza del Duomo).
  • La stazione ferroviaria.
  • La discoteca (ma solo di sera, ma anche pure nel pomeriggio il sabato, dài).

Spesso gli zarri brianzoli, dopo aver giocato per un paio d’ore all’oratorio dei loro paesi (non so, tipo Agrate Brianza o simili), prendono e partono per Milano, stando il resto del pomeriggio nella zona della Stazione Nord. Va detto che del calcio hanno una concezione abbastanza rudimentale, cioè tirano pallonate alla Holly e Benji da un capo all’altro del campo da calcio (o contro la chiesa) oppure vanno tutti addosso alla palla. Gli zarri meneghini, conoscendo ormai bene la città che abitano (vabbè, diciamo le vie vicino a loro), non vanno a bighellonare, ma cazzeggiano tranquillamente all’oratorio fumando, facendo i pirla avanti e indietro per la via col motorino e tentando di chiavare con le femmine (se le si può chiamare così) della loro specie. Per il resto, lo zarro medio è simile ai suoi omologhi dello Stivale.

Lo zarro e l’oratorio: a love story

Un quarto degli oratori italiani si trova nella diocesi di Milano. È dunque inevitabile che sia qui che molti giovani si conoscano e sviluppino la propria personalità, specie nei comuni minori, dove non c’è molto da fare per un ragazzino. A tale regola non sfugge nemmeno lo zarro. Infatti è qui che incontra il suo gruppo di amiconi (detto anche, in certe zone, la cumpa, la compa o anche la ggente), perché, va detto, la forza dello zarro sta nel gruppo e la forza del gruppo sta nello zarro. È qui che “impara” a giocare a calcio. È qui che sviluppa, infine, tutte le caratteristiche proprie della sua gente. All’inizio della sua carriera, lo zarro, che è ancora bambino, frequenta il catechismo, di cui fondamentalmente non ha un grande interesse. Pure, partecipa in modo attivo alle iniziative parrocchiali (ma non aiutare i poveri o stronzate del genere: quella è una perdita di tempo) e c’è chi giura di aver visto degli zarri che a messa facevano i chierichetti. Tale legame con l’oratorio rimarrà anche dopo la fine del catechismo. Se la stazione è il punto di ritrovo per le magiche avventure verso el gran Milàn, l’oratorio è la loro base operativa, dove possono cazzeggiare in modo protetto (si consideri quanto i preti li sopportino), fare nuove esperienze, conoscere gente, fare cose e sfottere i piccoli bambini non ancora zarri. Eh sì, nemmeno la società degli zarri è perfetta, anche qui esiste il nonnismo contro le reclute. Peccato.

Grandi nemici

Gli zarri hanno due nemici mortali: l’alternativo e lo scout. Per “alternativo” s’intende chiunque non sia né un fighetta (che pure non è molto amato, però è tollerato) né uno zarro. Per “scout” s’intende chiunque faccia la scout. Si ricordano enormi scontri tra le varie razze, in cui molti rampolli d’Italia offrirono anzitempo l’alma loro alla Grazia Celeste, sinché non si giunse a una sorta di tregua, secondo la quale nessuno romperà i coglioni all’altro, e questo è tutto, stretta la foglia larga la via dite la vostra ch’io ho detto la mia, ora scusate ma devo andare in bagno che mi scappa da stamattina, obbella zio ci vediamo domani a scuola (citazione necessaria).

Nonostante tale accordo, un po’ di ostilità vige ancora, considerando che scout (cattolici) e zarri si devono spartire gli oratori. Ciò però ha causato una sorta di sincretismo, vale a dire che molti scout sono diventati zarri e viceversa. Di solito però lo zarro scout esce presto dai ranghi dell’Associazione perché non riesce più ad andare all’Hollywood il sabato pomeriggio dato che deve fare attività.

Nomi zarri

  • Ivan
  • Marian
  • Carmine
  • Ruggero
  • Mirko
  • Frà
  • Kevin
  • Samir
  • Timothy
  • Samu(ele)
  • Salvatore
  • Nicholas/Nicolas/Nikolas/Nikholas/Niqolas (abbreviato in: Niko, Nico, Nikho)
  • Jessica/Jessicah/Gessica
  • Cinthia
  • Samantha/Samanthah/Shamhanhthah
  • Sharon/Sciaron
  • Meggy/Megghi
  • Erika
  • Marika
  • Katia/Katya/Catia/Catya
  • Nito
  • Christian
  • Daiana
  • Jonathan

È molto diffuso pure il nome “Zio” (pronunciato spesso Zìou), dato che tra di loro molti si chiamano l’un l’altro così.

Frasi zarre

Al contrario di molti suoi omologhi diffusi per lo Stivale, lo zarro non usa frasi dialettali (specie a Milano), soprattutto perché:

a) Non sa che cazzo sia un dialetto

b) In ogni caso non lo sa parlare, e quando ci prova dice cose senza alcun senso quali Ma va a ciappà el cul! (vai a prendere il culo).

Dunque preferisce usare un gergo tutto suo, di cui tipica è l’allocuzione

Oooooh!

la quale viene utilizzata in qualsiasi circostanza (ma può anche sostituirla con una sonora bestemmia). Ecco dunque un breve elenco di frasi tipiche usate dagli zarri almeno millemila volte in quintordici secondi tutti i dì.

  • Minchia, oh!: Accidenti!
  • Oh, minchia, scusa!: Mi dispiace.
  • Oooh, bella zio!: Ciao come stai, ti trovo bene!
    • Oh, bellaaaa!: Direttamente derivata dalla frase precedente, indica un saluto generico.
  • Oooh, c’cazzo hai detto su mmmia madre?: Quando cercano un pretesto per litigare.
  • Oooh, ‘sti alternativi del cazzo!: Non mi piace molto lo stile di vita di quelli diversi da noi.
  • Oooh, guarda, le ggiovani marmotte!: Riferito agli scout.
  • Oooh, guarda che chiamo mio cuggino che ti fa bbrutto!: Ce lo dico alla mamma.
  • Ooh, ooh, zio!: Ehi, tu (riferito a un suo simile)!
  • Oh, ma sei troppo zarro!: Ti stimo (nel dirlo bisogna molto accentuare il troppo).
  • Oh, ma sei proprio uno zarro, tu!: Riferito da zarri verso loro simili che in effetti esagerano coi comportamenti tamarri.
  • OOOOOOOOOOOOOH!: In caso qualcuno faccia qulacosa di scorretto nei confronti dello zarro (ad esempio guardarli).
  • Oh, c’cazzo ti guardi?!, contratto spesso in Oh, cazzo guardi?: Posso fare qualcosa per te (traduzione del milanese Uè, cusa l’è che te vardet?)?
  • Oh, ma sei il capo dei seri!: Sei il migliore.
  • Oh, cioè, zio, fai proprio bbrutto!: Acciderbolina, sei proprio un grande!
  • Oooh, stai tranzollo!: Tranquillizzati.
  • Oh, ceh, che stòòria!: Incredibile!
  • Oh, ma come staaai!?: Che ti prende?
  • Oh, non mi devi rugare il cazzo!: Lasciami stare! Il cazzo è spesso facoltativo.
  • Oh, ma tua madre!: viene usata come risposta a qualsiasi tipo d’insulto.
  • Gnurf gnurf gnurf, oh!: Mah, che cazzo ne so, mica sono uno zarro, io.

Lo zarro, poi, a seconda della fiducia che attribuisce a un’altra persona (di solito uno della sua specie) può arrivare a rivelare cose inimmaginabili, quali:

  • Oh, zio, c’ho il cazzo in tiro!
  • Oh, oh, c’ho lo stronzo in canna, zio!

Se invece non gliene fotte niente di te, allora ti dirà:

  • Oooh, cazzo ti guardi, testa di minchia/faccia di merda/alternativo del cazzo?

Una cosa intrigante del gergo degli zarri è che a seconda di come pronunci una frase (o un grugnito) essa assume un significato diverso.

  • Oh, rispetto: Sei un figo.
  • Ooooh, rispèètto!: Bada con chi parli.

Va infine ricordato che a causa del loro successo come modello di vita tra i giovani lombardi, gran parte di queste espressioni sono utilizzate anche da altre categorie d’adolescenti. Però il copiràit è di loro appannaggio.

Il Truzzo: la giornata del truzzo.

  • Come ogni persona quasi-semi-normale, il truzzo si sveglia alle 7:15 – 7:45 di mattina, e il suo primo pensiero è: “Oh sto sabato vado a ballare al [inserire nome di una discoteca a caso]. Ovviamente questo è il suo primo pensiero, indipendentemente dal giorno, fosse anche la domenica mattina nel dopo sbornia. Il secondo pensiero del truzzo è quello di staccare il cellulare, rimasto ovviamente acceso tutta la notte, dal cavo della ricarica e infilarselo nella tasca del pigiamino con gli orsacchiotti targati Dolce&Gabbana. Nei giorni festivi si sveglia solitamente a mezzogiorno, ora in cui sua madre accende l’aspirapolvere per pulire casa; il Truzzo si alza esclamando “Mapporco Diesel!!! Avevo ancora 3 ore da dormire!!”
  • Dopo una salutare colazione a base di qualsiasi cosa gli venga rifilata nel piatto dai loro genitori, si bevono 2 tazze di caffè, perché fa tanto “uomo vissuto”. A 15 anni. A 15 anni il caffè. Poco dopo, si recano in bagno, dove passano i successivi 45 minuti a impomatarsi, ingellarsi i capelli, provarsi vestiti e cose del genere: “Maglietta rosa attillata o maglietta verde fosforescente targata Armani? Questo è il dilemma”. Dopo essersi vestiti come il barista dei Pink Floyd ed essersi incementati i capelli come il cugino scemo di Little Tony, sono pronti per una fantastica giornata di sballo e divertimento!
  • Assicuratisi di avere il cellulare accesso in tasca, afferrano il casco del motorino (che non è mai integrale ma quasi sempre uno scodellino non omologato che è considerato più alla moda e può essere utilizzato insieme agli occhiali da sole) e, mentre se lo appoggiano 2 metri sopra la testa per non rovinare i capelli, pensano: “Oggi ho un’ interrogazione alla prima ora, ma io sono più intelligente di tutti gli altri, taglio”. Ovviamente non possono eseguire una delicata e complessa procedura come andare al bar da soli, per cui impugnano il loro fido cellulare e usano gli ultimi 3 centesimi per mandare questo messaggio ai 2-3 migliori amici prescelti del branco: “gg nn c vad a skuola…c ved al slt pst?”. Esperti di tutto il mondo, avvalendosi delle migliori tecnologie a disposizione dell’umanità hanno decodificato questo codice segreto per deficienti in “Oggi non vado a scuola, ci vediamo al solito posto/Bar?” A questo punto ricevono qualche squillo sul cellulare, segno che la loro ‘cumpa si stà già dirigendo li.
  • Mentre percorrono la strada a bordo della loro ferrari maranello extralusso completamente cromata e ritoccata (che per il resto del mondo appare come un motorino griffato e scassato), una delle due cellule cerebrali nella loro testa si suicida per la noia, mentre l’altra si concentra sulla guida. Per guida ovviamente si intende ondeggiare pericolosamente sulla strada come solo un alcolizzato sotto effetto di narcotici sarebbe in grado di fare, tentare di impennare con un cinquantino e urlare alla gente per strada “Mettiti a posto!”, “Ah-ha! Coglione!” e altre oscenità. Qualsiasi primate realizzerebbe che data la marmitta a cono modificata non si sente niente di cosa un imbecille possa urlare nel suo casco, ma qui stiamo parlando di truzzi.
  • Arrivato a scuola, il truzzo parcheggia il proprio bolide in modo tale da coprire 4 posti macchina, in verticale sul muro o in mezzo ad un incrocio. Tanto il vigile che passerà di lì rimarrà incantato da quanto è “in” quella diavoleria, e non gli farà la multa. Si certo, e poi c’era la marmotta che confezionava la cioccolata… Raggiunto il bar con i propri amici, i truzzi sfruttano la loro intelligenza (si fa per dire) collettiva per organizzare il prossimo sabato sera: dove andare, come vestirsi, in quanti e quali modi hanno vomitato l’ultima volta che sono stati lì, ecc. Dopo aver cazzeggiato per un’ora con i loro cellulari ascoltando pezzi di musica house (inventata da uno scienziato pazzo a cui squillò il cellulare posato vicino alla televisione) o musica techno (il rumore della batteria di pentole mondial casa che viene rovesciata per intero) e provando nuove, orrende, disgustose suonerie.
  • A questo punto entrano a scuola con aria strafottente nei confronti dei loro compagni più intelligenti e dei professori, che meditano sui mille modi possibili per far loro ripetere per la quarta volta la quinta elementare, e al primo quesito a cui vengono interrogati (in genere l’appello) chiedono subito di andare al bagno. A quel punto, afferrano il pacchetto di sigarette e vanno a fumare in bagno, raggiunti poco dopo da altri 3-4 truzzi per intossicarsi tutti in allegria e discutere dei temi sociali più di attualità. Recenti statistiche ci dicono che i temi più trattati siano le ragazze oggetto che conoscono, il grande fratello e temi politici (scrivere frasi del tipo “Padania Libera!” sui muri del cesso).
  • Prese le loro giornaliere 3-4 insufficienze, per meglio coronare la loro vita da perfetti falliti, sfruttano l’ultima pausa-cesso della giornata per defecare sul pavimento del bagno e far vedere ai 3-4 truzzi amichetti del caso il proprio orgoglio marrone, ghignandone in classe ad alta voce. In queste ultime ore scolastiche in genere si scatena il delirio, con avvenimenti anche peggiori. Si parte dal classico urlare a squarciagola le proprie conquiste sessuali da un lato all’altro della classe, al classico progettare il prossimo sabato sera. A volte impugnano tutto il loro coraggio e, in orgogliosi plotoni d’esecuzione di 15 persone decidono di lapidare con una mezza dozzina di palline di carta il secchione della classe. Mentre egli medita vendetta, il professore continua imperterrito a spiegare la sua lezione chiedendosi come sia possibile che 15 ventenni viziati possano ridere per una mezz’ora buona per una pallina di carta che manca il bersaglio.
  • All’uscita, non manca la classica sigaretta con gli amici (la quindicesima della giornata) mentre decidono quali cassonetti ribaltare il seguente pomeriggio, come sempre ridendo a crepapelle senza ragioni, a volte picchiandosi e a volte gareggiando coi motorini. Tutto questo sotto gli occhi imperterriti di qualsiasi altro essere senziente (vertebrati e non) nei paraggi, che si rassicura vedendoli. Infatti, alcune tribù di indigeni non ancora raggiunte dalla civiltà cominciano la giornata bastonandosi la testa con una canna di bambù, perché così la giornata può solo migliorare. Chi và a scuola coi truzzi non ne ha bisogno. Probabilmente, preferirebbe le bastonate, fossero anche con una spranga data sui testicoli.
  • Nell’immediato dopo pranzo, cucinato ovviamente da cuochi di fama internazionale, messaggiano per le successive due ore (dopo essersi fatti fare l’ennesima ricarica dal paparino) ascoltando quella accozzaglia di rumori che hanno la faccia tosta di chiamare musica, guardano il grande fratello, e ascoltano le notizie sportive dei telegiornali, solamente quelle. Infatti, informarsi di cosa succede del mondo proverebbe che sono dotati di un cervello, ma è accertato che se un truzzo ingoiasse un moscerino avrebbe più materia grigia nello stomaco che nella testa. Successivamente, escono di nuovo in sella al loro fido motorino, sempre secondo il loro stile di guida da perfetto primate cerebroleso ubriaco, ma non prima di aver controllato allo specchio che i loro abiti firmati comprati il giorno prima non siano passati di moda nell’arco della mattina.
  • Raggiunto il loro branco, cominciano il loro vagabondaggio per la città, eseguendo anche non nell’ordine le seguenti operazioni: pomiciare con le tredicenni che escono con loro, sbavare alle vetrine dei vestiti più “in”, rovesciare i cassonetti, picchiarsi tra di loro, picchiare oggetti inanimati, insultare ingiustificatamente chi incrocia il loro sguardo (attraverso lo specchio degli occhiali da sole sul genere Ciclope degli X-Men), insultare oggetti inanimati, farsi picchiare da chi hanno insultato, farsi picchiare da oggetti inanimati, truzzare il proprio veicolo, scambiarsi le suonerie del cellulare e cimentarsi in adulte discussioni aventi come tema le loro vacche da monta (femmine dei truzzi), il grande fratello, come e dove hanno vomitato il sabato prima, il tutto accompagnato naturalmente da risate ingiustificate, crisi epilettiche e deliri psico-fisici di ogni sorta.
  • Prima di tornare a casa il truzzo medio effettua uno spuntino in centro. Essi mangiano prevalentemente degli ammassi di pane, carne, verdura, code di rospo, ali di pipistrello e altri ingredienti generalmente usati dagli stregoni del IX secolo per i loro incantesimi in un mix che loro chiamano “Kebab”. Altre volte ingeriscono spazzatura riciclata, prodotta e distribuita da una azienda che ha risolto il problema della fame nel mondo rifilando a poveri deficienti dei panini che contengono ogni genere di porcherie che farebbero venire cancro/diabete/colesterolo solo guardandole. Questa benevola associazione che cerca di avvelenare i truzzi con la spazzatura che producono essi stessi gettando per terra qualsiasi cosa è oggi chiamata McDonald. Tornati a casa, il truzzo dice ai suoi genitori che salterà la cena perché vuole mantenere in forma il suo erculeo e atletico corpo. Come dargli torto, chi avrebbe fame dopo aver mangiato 15 kg di carne avariata condensata in un unico panino? Quei loro fisici flaccidi da medusa essiccata al sole non si mantengono da soli, infatti prima di truccarsi per la notte, indossando il pigiamino firmato da noti stilisti ricchioni, il truzzo medio accende a tutto volume il proprio stereo con la musica remixata da qualche drogato di Rocky 3, effettuando ben due flessioni e 3 addominali, quasi 4. Il tutto chiaramente con la finestra aperta, perché la vicina diciassettenne (speriamo figlia di un pazzoide tiratore scelto) lo veda nel suo tripudio di muscoli e si getti nelle sue braccia per una scopata notturna. Se qualcuno chiede, ovviamente, la sega mentale che racconterà agli amici del branco è che ha passato l’intera serata ad allenarsi con il bilanciere da 200 kg, si è sbattuto la vicina di casa che l’ha visto ed ha addirittura atterrato Chuck Norris con un calcio volante. Attaccato nuovamente il cellulare (sopravvissuto ai 666 sms quotidiani) al cavo della ricarica, il truzzo afferra Puffy, il fido orsetto di peluche che da sempre lo accompagna nelle sue dormite e và a dormire, fiero del fatto che ha passato un’altra giornata da sballo, come solo lui e i suoi amici sanno fare, perché loro sono i più fighi. Evidentemente inconsapevoli del fatto che vantarsi con gli amici delle proprie defecazioni, scoreggiare in faccia alle persone che incontrano per strada, vestirsi ed atteggiarsi come pagliacci eseguendo oscenità varie come eiaculare in pubblico (sì, succede a volte) non li rende degli strafighi solo perché i loro amici epilettici ridono. Li rende notoriamente solo dei coglioni in divisa con tanto di pubblico privato. Divisa firmata da 300 €, pagata dai genitori ovviamente

Il Truzzo: curiosità

La marca preferita dai Truzzi

  • Il gruppo hardcore preferito dai Truzzi Gabber sono i “Rotterdam Terron Corps”.
  • Un truzzo è così stupido e analfabeta che fa domande come questa (da notare l’immagine personale, e la maniera in cui ha scritto d’altronde nel commento della miglior risposta: ha scritto “dal tronte”).
  • Il massimo della loro cultura televisiva è Uomini E Donne dove l’ignoranza arriva a proporzioni bibliche.
  • Purtroppo la Truzzeria ha invaso anche i manga. Esempio di tale oscenità è il personaggio di Lavi Bookman di D.gray-man.
  • I truzzi hanno un quoziente intellettivo più basso di quello di uno stupido macaco (con tutto il rispetto per i macachi…)
  • Charles Darwin era arrivato alla conclusione che, se l’uomo deriva dalla scimmia, la scimmia deriva dal tabbozzo. La scienza moderna ha però dimostrato che sarebbe stato impossibile per la scimmia sviluppare tutti quei neuroni in così pochi milioni di anni.
  • Charles Darwin era convinto che Chuck Norris fosse un truzzo.
  • Charles Darwin è morto ucciso da Chuck Norris.
  • Una delle aspirazioni massime del truzzo è quella di scaracchiare a terra talmente forte e talmente velocemente da riuscire a levitare.
  • Se un truzzo riesce a ruttare e scoreggiare contemporaneamente, questo comincia a girare.
  • L’espressione “Oh… cazzo vuoi!!?“, per quanto possa risultare offensiva, è una delle formule più gentili con cui un tabbozzo possa rivolgersi a voi.
  • Se un truzzo vi chiede il pizzo, fategli una bella risata in faccia. Se ve lo chiede suo padre, lasciate il paese!
  • Se una pubblicità dice “…sono fatte con le uova del nonno!“, il truzzo comincia a pensare che gli anziani siano ovipari. Fino ad un attimo prima era convinto che le uova uscissero direttamente dalle natiche di un tal “S. Lunga”.
  • Il truzzo passa intere nottate a guardarselo ciondolare.
  • Dal ‘700 fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale il truzzo venne usato per trainare carri da trasporto (da cui il famoso “carro a truzzi”). In seguito alla diffusione delle automobili, il suo utilizzo venne limitato alla sola produzione di carne da macello. Nel 1994 la specie venne dichiarata protetta dal WWF (mortacci loro!) e i truzzi cominciarono ad andare in giro per strada liberamente e senza museruola (anti-scaracchio e anti-puttanate).
  • I truzzi si reputano molto fortunati. Sono convinti di essere sempre il 999999 visitatore di una pagina web.
  • Il loro ego è inversamente proporzionale al loro quoziente intellettivo.
  • Un truzzo chiamerebbe i carabinieri nel caso in cui non riuscisse ad arrestare un’emorragia.

Il Truzzo: usi e costumi. Bella zio!

Comportamenti e Psiche

Esistono svariati tipi di truzzi e la loro stirpe è in continua mutazione, se così si può definire. I truzzi hanno un processo inverso di crescita cerebrale: sappiamo che nell’organismo di una persona normale, il lavoro di “potatura” dei neuroni comincia verso la terza età. I truzzi, invece, intraprendono tale cambiamento a partire dalla nascita, arrivando a circa 9 anni ad avere le capacità intellettuali di un comodino. Preferiscono il linguaggio fisico, e solitamente si esprimono semplicemente dimenandosi goffamente in discoteca o tirandosi testate a vicenda, ma sforzandosi riescono anche a parlare: il loro linguaggio verbale è molto rozzo e disarticolato, consistente per il 90% in versi simili a quelli di Chewbecca, intramezzati da continui “minchia” e “cioè”, e per il restante 10% di bestemmie, neologismi incomprensibili e discorsi aventi come centro della trattazione le loro moto o le vacche che conoscono. Un esempio di questo linguaggio (diversi ricercatori sul campo si sono adoperati per avere questo esempio) è: “Crossami la sizza che la smuzzo”

Leggenda narra che due o tre di loro siano riusciti a mettere insieme delle frasi di senso compiuto. Purtroppo non avevano comunque niente di interessante da dire.

Alcuni truzzi memorizzano il prezzo di ogni singolo abito che indossano, allo scopo di difendersi da eventuali nemici della loro specie o delle razze rivali rispondendo agli insulti dicendogli che loro indossano abiti più costosi dei loro, quindi si verificano due situazioni:

  • Contro altri truzzi subiscono una risposta identica che vede cambiare solo il prezzo dell’abito; a tal punto il truzzo se ne va con aria offesa per tornare poi con abiti più costosi
  • Contro membri di altre razze vengono semplicemente pestati con maggior forza e i loro costosissimi vestiti sporcati con quello che si ha a disposizione.
  • Se un truzzo incontra un metallaro il discorso cambia. Il pestaggio non è più un semplice metodo per dimostrare le incongruenze culturali tra le due tipologie di esseri, ma si trasforma in un metodo intelligente e diverso per fare in modo che il metallaro passi allegramente un’altra serata.

Il cellulare

Un’altra caratteristica fondamentale del truzzo medio è l’importanza data al telefono cellulare. Grazie alla moderna tecnologia questi complessi sistemi di comunicazione hanno perso quasi totalmente il ruolo che ricoprivano in origine. Abbiamo cellulari che scattano foto, vanno su internet, ti gestiscono la dieta, ti friggono le patatine se hai fame, amministrano il tuo conto bancario ma non fanno neanche una maledettissima chiamata. Il cellulare del truzzo deve essere sempre alla moda; questa sottospecie la cambia almeno una volta al mese e deve avere ogni funzionalità da nominare ai propri amici che increduli rimarranno a bocca aperta dallo stupore non sapendo cosa cavolo sia. Il telefono del truzzo deve avere attaccato ogni genere di inutile gadget, come un minuscolo Winnie the Pooh vestito da tavoletta del cesso, oppure un compact disc vero o una fashionissima iniziale del/la tuo/a lui/lei/loro; inoltre deve essere pieno di immagini ad effetto sapientemente scaricate dal truzzo più vicino con la nuova tecnologia Bluetruzz.

Il “must” di ogni truzzo è di certo il nuovissimo Motorola firmato niente di meno che da Dolce&Gabbana. Cosa ci può essere di meglio per un truzzo se non un cellulare che unisce il design unico del Motorola alla marca più in voga del momento? Niente! Infatti oltre a questo c’è da aggiungere che un cellulare Motorola “normale” costa circa meno della metà rispetto a quello della D&G. Perché tale differenza? Il telefono di marca vanta un colore dorato ed un pendaglietto con il celeberrimo logo. Per una persona normale potrebbe sembrare un’assurdità, ma per il truzzo è il più alto degli status symbol. E non basta! Eh no, signori, perché c’è anche il modello Nokia firmato da nientepopòdimenoche Cavalli! Stessa storia del Motorola, il colore è un simpatico zebra “striscepedonali”.

Ovviamente, siccome abbocca a qualsiasi tipo di pubblicità, il truzzo non può rimanere indifferente ad uno spot pubblicitario che gli impone di chiamare il solito numero a 5 cifre e scaricare la suoneria e lo sfondo più fèscion del momento (ovvero dei 5 minuti di durata dello spot). Il truzzo spende quindi vagonate di soldi in cagnolini che cantano, margherite che ballano, gatti con occhi assolutamente inquietanti e stranamente fissi in un punto senza mai muoversi, rane invasate che si credono Axel Foley, mucche che scorreggiano o qualsivoglia visione di chissà quale personaggio drogato. In particolare sembrano essere gli unici individui a prendere in considerazione il coglione delle pubblicità delle suonerie anche dopo averlo visto in faccia e avere ascoltato la sua voce.(Evans li ucciderà tutti un giorno)

Modo di ascoltare la “musica”

Prima di parlare da qualsiasi punto di vista dello pseudo-genere musicale detto truzzume, bisogna considerare che all’ascoltatore di tale genere, una volta perso temporaneamente il parziale uso dell’unico neurone presente nel vuoto sotto le chiome ingellate, sia per eccessivo consumo di omogenizzati, sia perché diengì dicono di fare così (dogma della loro fede), ogni suono arriva al cervello come tale genere musicale, che sia il muggito di una mucca] o il flash di un’ennesima foto scattata a Gigi D’Agostino magari stavolta mentre si ficca la racchetta da ping-pong nel culo

Il truzzo non può utilizzare le cuffie, neanche ad un volume che supera il rumore di un jet in decollo. Il Truzzo è molto generoso e preferisce così far ascoltare la sua musica a tutti quelli che gli sono intorno. Forse perché nel luogo di culto si sostiene la teoria di far sentire a tutti e non al singolo, o perché i truzzi non posseggono intelligenza singola, o perché dato che il neurone è fuori uso, non permette loro di compiere il gesto di portarsi le cuffie alle orecchie.

Perciò il truzzo ascolta la “musica” house usando le casse del telefonino, gasandosi e cercando consensi della gente intorno a lui, convinto ed abituato al fatto che siano tutti truzzi, e che quindi ascoltano ciò che lui considera la roba più “figa” del mondo. Solitamente smette di ascoltare la musica quando si accorge che tutti i presenti nelle immediate vicinanze lo stanno colpendo con sguardi assatanati e occhi iniettati di sangue e brandiscono asce insanguinate, pistole e/o spranghe.

Crede anche di avere una memoria fantasmagorica in quanto ha immagazzinato nella scatola cranica vuota le pochissime parole (solitamente un miscuglio farfugliante di parole prese a caso tra: sex, bitch, drug, ass, fuck, centromediano metodista e bosone) ripetute all’infinito della sua “canzone” truzza preferita. Quando poi si arriva all’inglese finge di cantare sapendolo peggio di quelli della pubblicità della Coca Cola light.

E comunque, quando i truzzi sentono la loro pseudo-musica non si limitano a gesticolare in modo strano come i rapper o a scuotere la testa come i metallari (il pogo non si menziona, si sporcherebbero i vestiti), ma eseguono i loro assurdi “balletti” che riprodurranno il sabato successivo “alla disco”. Essi si distinguono anche nel riprodurre un vocabolo tutto loro di dubbio significato quale “unz” a ritmo di “musica”.

Il truzzo è talmente ossessionato dalla house che gli basta sentirla per mettersi a ballare: non importa il fastidio che arreca alla gente ed ancora meno il luogo, basta che inizi a sentirla e si metterà a ballare come un posseduto sotto convulsioni.

Kit d’élite che un Truzzo deve sempre avere con sé

Esemplare Maschile
  • Piastra: Indispensabile per lucidare e lisciare i capelli, anche se lunghi meno di mezzo millimetro, cosicché i pidocchi scivolino via velocemente. (Negli ultimi anni tuttavia si è constatato che i pidocchi hanno imparato a fare trekking in queste pareti lisce)
  • Trucco: Sì avete capito bene TRUCCO. Non il trucco di David Copperfield, il trucco che usa anche Elisabetta Canalis! Eh sì, sembra infatti che il truzzo maschio voglia assomigliare il più possibile alla truzza femmina. Fa spesso uso di cipria rosa per far risaltare i suoi zigomi sempre lampadati, per cui color ano sporco. Oltretutto essendo la cipria rosa il truzzo viene ad essere vestito tutto di un’unico colore, proprio come l’esemplare femmina. Gli scienziati fanno sempre più fatica a distinguere il sesso del truzzo.
  • Preservativo: Ed ecco qui l’ultima moda, portare il preservativo nel portafogli (moda naturalmente sbagliata, i preservativi scadono nel portafogli, e dato il nullo utilizzo che i truzzi ne fanno il che è molto probabile). Audaci antropologi si sono infatti avventurati nell’esplorazione di portafogli truzziani, rinvenendo non di rado nient’altro che semplici palloncini colorati. Palloncini spesso irrimediabilmente bucati dall’inaccorta collocazione o dal lungo tempo di inutilizzo. Grossa tragedia per il truzzo che, data la sua natura naïf, non può certo prevedere né porre rimedio all’inevitabile macello interfamiliare. Prevedibile la persecuzione repressiva di molti genitori con figlie.
Esemplare Femminile
  • Il kit di trucco che serve ad un fotografo per fare il calendario a Elisabetta Canalis: Le truzze dentro al loro astuccino, degno del gonnellino di Eta Beta, tengono di solito: Rossetto, Matita, Ombretto, Forbici dalla punta arrotondataTonio Cartonio), Fondotinta, Lip-gloss, Preistorici campioncini di profumo, Fard, Crema coprente per i foruncoli, Cerone compatto (del tipo che usano le pompe funebri, Berlusconi ed Emilio Fede), Crema idratante, Eye-liner, Lisciante per i capelli, Autoabbronzante, Latte detergente, Unghie finte, Smalto, Specchietto, Tonico al carciofo, Diserbante industriale per insetti, Pinzette, Solvente per unghie, Ciglia finte, Orecchini, Piastra (come i truzzi maschi), Parrucca, Spazzola, Pettine, Elastici vari, Foto di Scamarcio con autografo finto, libro Tre Mesi Sopra il Cesso, Spazzolone del cesso, Caramelline per l’alito, Ombrello, Pinzatrice, Mollettine a forma di Hello Kitty, Cazzuola, Pennello, Cemento a presa rapida, Asfalto, Una carota, Padella antiaderente, Forbici dalla punta arrotondata (di scorta), Carta igienica, Colla vinilica, Martello pneumatico, Borraccia termica, Colla per ceretta, Pistola ad acqua, Scatola integra di preservativi scaduti da 5 anni, Zigulì allo yogurt spacciate per pillole contraccettive, Giovanni Muciaccia, copia firmata Armani della piccozza di Mario Tozzi, Lentine colorate, Arricciaciglia, Mattoni che appesantiscano un po’ la borsa (tra cui diversi modelli di cellulare), occhiali da sole Dior con la montatura bianca spessa 4cm con tanto di custodia che potrebbe contenere la borsetta stessa, svariati tipi di accendini decorati con scritte, loghi o nomi(tipo kikka, D&G o Diabolika4e) fatti con il bianchetto battuto in una cartoleria (quindi “da spavento”!), pezzi di carta non meglio identificati e spezzettati dalla lunga permanenza nel suddetto luogo, arachidi, panettone, polpettone, led di scorta in caso alla disco siano finiti, graffette.. e non mi viene più in mente niente.

In ogni caso, tutta roba che Mc Gyver sarebbe in grado di ricavare in due secondi, data la presenza della graffetta

Fumo, alcool e droga

  • Sigarette: Il tipico truzzo dice di fumare di tutto, ma fuma solo per farsi il “fiko”. Generalmente e soprattutto al Nord Italia il truzzo medio fuma Marlboro Light (o Camel Light), anche se molti tendono a passare alle Davidoff…. che costando di più ovviamente li rende più fichi. Fa più figo ancora comprare invece che un pacchetto da 20, due da 10.
  • Alcool: Il simpaticone non ha mai assaggiato la birra, e si limita in realtà a versarla gradualmente per terra quando i suoi simili non lo guardano, inconsapevole del fatto che detti simili adoperano lo stesso puerile stratagemma. Il truzzo fa ciò per mostrare come sia in grado di non ubriacarsi a prescindere dalla quantità d’alcol ingurgitata. Quando il truzzo si trova nel proprio luogo di culto, la discoteca, a volte riesce anche a bere le sacre bevande offerte dal barista, solitamente un incapace che mescola liquidi a random. Sebbene abbiano un contenuto alcoolico, studi scientifici dimostrano che l’effettiva portata di questi sedicenti cocktails è di 0,002 gradi; comunque questo basta al truzzo in questione per ubriacarsi come se un normale essere umano avesse bevuto sei botti di whisky. Per questo l’individuo spesso finisce in una rissa oppure all’ospedale, per una sana lavanda gastrica.

La classica birra del truzzo è la Corona con una fettina di limone. La sceglie non perchè sia buona (anzi, secondo tutti i normali fa molto cagare, è infatti birra allungata con acqua), ma semplicemente perchè costa il doppio di una birra normale e quindi “fa figo” spendere 4 euro per una birra di merda. Quando si trova in feste di compleanno organizzate in casa di qualcuno (quindi non in discoteca), si diverte a fare mix tra vari tipi di alcolici, convinto che mescolando tre bevande l’alcool triplichi, anziché fare una media tra le tre gradazioni.

  • Droga: Quando il truzzo va in discoteca fa finta di prendere ecstasy, mentre in realtà prende medicinali per le emorroidi (o caramelle Dietorelle), dopo averci scritto sopra “ecstasy” con un pennarello. Tutto ciò ovviamente solo nei casi più fortunati: generalmente gli spacciatori, tramite truzzo-radar in dotazione, individuano il minchione di turno e gli vendono a prezzi sedici volte più alti le palline che si usano in genere nei vasi da fiori, dopo averle intinte nella scolorina. Tanto il truzzo si “sballa” lo stesso.
Il medesimo, di seguito, si atteggerà per il locale mostrando la classica spanna simbolo della cannetta per sniffare o in alternativa vagherà come un deficiente a occhi sbarrati per ostentare un fantomatico consumo di 12000 pasticche. Verrà smascherato prontamente in quanto esso ballerà come un orso beone incurante del ritmo.:Tocco finale avviene sul cellulare con ripresa di lui e i suoi simili in un concerto di spanne e occhi sbarrati per poi prontamente inserire il video su Youtube e nella descrizione aggiungere “…troppo fuori, serata da desfo”. In altri casi, il truzzo fa uso di zucchero a velo al posto della cocaina, spesso in luoghi pubblici. Purtroppo questi soggetti non hanno la capacità di riconoscerne la differenza.
  • Canne: Quando i truzzi non hanno un cazzo da fare (praticamente sempre), si ritrovano alle 2 di pomeriggio, a casa di uno di loro, e vanno a farsi le canne sul balcone, ma invece di fumarsi fumo… …si fumano o salvia o aghi di pino essiccati, rosmarino o origano o ancora cacca di pecora spacciata per hashish afgano e dopo il consumo di solito esordiscono con frasi del tipo “minchia sta roba spacca” “Mi sono in botta”. Dopo essersene fatta una tutti,e facendo finta di non capire nulla, barcollare ed avere svarioni , i più sboroni se ne fanno un’altra e appena la finiscono… …BLUEEEUUURRRPPP!!!… …un getto di vomito, a mo’ di esorcista, di colore fluorescente contenente anche gli scarti delle cose mangiate 3 settimane prima, va a inondare la gente che passa sotto al balcone, prontamente gli altri si mettono a ridere di lui.

Dopo questa fase anche gli altri cominciano a vomitare; dopo la fine della fase “esorcistica”, si mettono in competizione per chi aveva vomitato di più, non riuscendo a porre un rimedio a ciò, si affacciano alla finestra per vedere chi aveva lasciato lo schiazzo più grande.

Cultura truzza

Ormai è scientificamente dimostrato: il truzzo NON è a conoscenza della cultura o, perlomeno, non ha ben chiaro in cosa consista.

Il truzzo tende a ridicolizzare e distruggere la cultura; può avvenire anche l’inverso, perché le teste dei truzzi sono mollicce e gli spigoli di certe enciclopedie molto duri.

Gli esperimenti sono stati impietosi. A domande tipo “hai mai pensato di farti una cultura?”, il 58% dei soggetti hanno risposto “cuRtura? eccheccussè?”, il 25% è stato colto da risate spastiche inarrestabili accompagnate da svenimenti, convulsioni epilettiche ed altre espressioni di sofferenza. Il 10% ha cercato invano di capire la domanda: alcuni si sono slogati la corteccia cerebrale per lo sforzo, altri sono andati in loop cerebrale per ore e si sono poi accasciati al suolo, stremati; infine un buon 7% si è semplicemente dato alla fuga dopo aver compreso, circa 45 minuti dopo, che il termine “cultura” non era riferito alla figa che avevano visto il precedente sabato sera in discoteca.

Rivolgendosi in particolare a ciò che i truzzi identificano come cultura,deduciamo che il loro ideale di saggezza è direttamente derivato dall’eccessiva autostima,vale a dire che non intendono imparare nulla poiché si credono intelligenti.Altro riferimento va fatto sul comportamento del truzzo 2^ fase a scuola,dove nella sua media troneggiano i 2 ed i 3,voti che egli giustifica con il disimpegno,e non con la reale assenza di Q.I.

Spesso accade che i truzzi si lamentino dei voti con il prof,come dargli torto?Nessun Q.I. dovrebbe essere 0 non 2.

Compleanno Truzzo

Il truzzo medio, raggiunta la sua maggiore età, organizza una festa, solitamente in una discoteca ma a volte anche in locali privati o case dislocate in periferia (grazie a Dio). Solitamente queste feste sono caratterizzate da musica truzza a tutto volume e da luci intermittenti ad alta velocità che sono in funzione ininterrottamente per tutta la serata. Per le persone normali, è impossibile restare tutta la sera davanti a questo spettacolo di luci che fanno rincoglionire e musica che fa cagare, persino un emo si suiciderebbe. A tal proposito, qualora fossero invitate dal truzzo, si premuniscono di tappi per le orecchie e biancheria intima di ricambio, ma nonostante ciò, è impossibile per loro sfuggire ai flash; quindi devono andarsene per forza prima o poi, se vogliono restare vive. Molte volte si imbucano per mettere in atto il terribile Manuale dello scroccone data l’abbondanza di tavola calda e di birra(che prontamente il truzzo fa finta di bere) presenti a queste feste, mentre il truzzo, accumula un mare di soldi (circa 3000 € o più) da parte di amici e parenti che non spenderà per comprarsi la patente (ah no, a quello ci pensa il suo babbo)bensì per completare il suo equipaggiamento truzzo (vestiti,etc).

Sport

A parte qualche rara eccezione, il truzzo pratica generalmente tre tipi di sport: il calcio (noto sport in cui più si è stupidi più si è bravi), la palestra e la danza. ogni tanto in palestra praticano sport violenti tipo boxe, ovviamente vengono massacrati dagli altri atleti, ricordando che la nobile arte non è uno sport per bambine represse. Come in discoteca, anche nell’ambito sportivo il truzzo si distingue dal resto del mondo, specialmente per ciò che riguarda il maschio della specie. Non esistono Truzzi che giocano a Rugby

Calcio

Si, logicamente, prevedibilmente, spassionatamente vivono di calcio. Per questo è il nostro sport nazionale.

Palestra

La palestra è, al pari della discoteca, un luogo di culto per il truzzo, che vi trova molte occasioni di cimentarsi in riti e sfide con i suoi simili. Di norma il truzzo sceglie la palestra più costosa che trova, che in genere è caratterizzata dalla presenza di attrezzi con televisore e, a volte, console e lettore cd incorporati. L’attività principale del truzzo in palestra è bere il Red Bull o il Burn, il resto del tempo lo passa a fissare i culi delle ragazze presenti e avvicinarsi a loro per tentare di rimorchiarle. Gli unici momenti in cui si allena sono quando deve tenere testa ad un suo simile in una gara di pesi. Questa sfida è molto simile al rito di accoppiamento dei pavoni: mentre alzano i pesi da ben 10 chili con la macchina, i due sfidanti si fissano con il loro sguardo da triglia, fra l’ilarità generale. L’attività fisica svolta in tale luogo da un truzzo si limita agli esercizi per bicipiti o addominali,i quali potranno poi essere sfoggiati indossando canottiere attillate o a rete,oppure magliette a maniche lunghe eccessivamente strette che “inavvertitamente”fanno notare braccia sproporzionate rispetto al resto del corpo(un segno di riconoscimento sono i pettorali assenti). Non disponendo di pazienza per costruirsi un fisico REALE come gli atleti normali,i truzzi tendono a sovraccaricare integratori e steroidi,credendo di aumentare la velocità di potenziamento,mentre invece non fanno altro che disintegrare ulteriormente il loro fegato già devastato dall’eccessivo consumo di fritture e di allucinogeni che usano per farsi apparire dei VERI amici(i quali sono spesso o leoni albini o orsi polari).

Danza

Sport più congeniale al truzzo di sesso femminile o presunto tale(ma anche truzzi “maschi” non mancano di questo sport,viste le poche differenze con la truzza femmina), che in discoteca trova un habitat ideale alla riproduzione, alternativo alla consueta auto/motoretta.

La stragrande maggioranza dei truzzi che cercano di entrare in una scuola di ballo lo fa esclusivamente per tentare approcci diretti con tutti i membri di sesso femminile della loro specie; ciò, unito al fatto che il truzzo medio balla con la grazia di un tarantolato in crisi di astinenza da eroina, fa sì che coloro che tentano questa strada vengano buttati quasi immediatamente fuori a calci nel sedere.

La maggior parte dei truzzi pertanto ha la possibilità di mostrare i propri stili di ballo soltanto in discoteca. Questi “stili” sono uno più brutto dell’altro: uno dei più affascinanti consiste nello stare con la schiena dritta mentre le braccia vengono fatte ondeggiare senza alcun criterio a destra ed a sinistra, o viceversa. Colpisce la straordinaria somiglianza con i balletti dei Teletubbies, per questo a volte chiamati anche Teletruzzies

Ogni danzatore truzzo, a discapito di quale stile adotti, è comunque riconoscibile dai seguenti fattori:

  • Balla da far schifo;
  • Ripete fino alla nausea gli stessi tre o quattro movimenti strampalati, molto in voga le emulazioni di operai metalmeccanici/carpentieri o più semplicemente aleggio da galline;
  • Ogni tanto urla frasi senza senso e cori da stadio;
  • Presenta perennemente l’espressione di uno che pensa di essere sexy ed atletico.
  • Invoca l’arrivo di una qualche truzza, meglio nota come TROIA, per farsi fare un lavoretto di mano (sega) o di bocca (pompino). In questo rituale spesso rimangono coinvolte ragazze che rimangono scioccate dalla volgarità di tali episodi.
  • L’espressione e i movimenti non presentano quasi nulla di umano o minimamente comprensibile.

Alcuni esempi pratici:

Chiunque abbia un minimo di conoscenza autentica della danza e non sia uno di loro sente il dovere d’umiliarlo pubblicamente nel suo habitat naturale, ossia la discoteca, facendogli capire quanto i suoi gesti scoordinati non siano esattamente cool e trendy ed esponendolo al pubblico ludibrio.

Rare eccezioni di bravi ballerini/e tra i truzzi ce ne sono, ma questi soggetti presentano, ancor più dei loro simili, una vera e propria carestia di neuroni. Pertanto la loro principale occupazione consiste nel guardare programmi come Amici di Mario de Filippi o Paso Adelante.

Il Truzzo: dalle origini a oggi, i tratti di una specie. Minchia oh!

Il Truzzo

Il truzzo (pl. -i, Homo inutilis, subsp. tamarrensis) è una sottospecie animale di Homo Sapiens Neanderthaliensis, della famiglia degli ominidi, di cui rappresenta un ramo filogenetico sviluppatosi per degenerazione spontanea. Esistono numerosissime varietà di truzzo che si distinguono in base all’area geografica in cui questi attecchiscono.

I moderni motori di ricerca ci hanno aiutato a mappare tutti i truzzi d'Italia.

I moderni motori di ricerca ci hanno aiutato a mappare tutti i truzzi d’Italia.

ipotesi d'espansione dei truzzi nel 2015

ipotesi d’espansione dei truzzi nel 2015

Il nome truzzo deriva dal latino truzzi, -orum. Il termine è un pluralia tantum: infatti, non esiste il truzzo singolo. Eminenti studiosi sostengono che l’appellativo venisse impiegato come pesante insulto rivolto ai liberti che cominciavano a vestirsi con toghe e tuniche da gran signori, sperperando tutti i propri sesterzi in capi d’abbigliamento.

In epoca moderna, per truzzo si intende genericamente la fauna che popola habitat quali discoteche, discopub e luoghi limitrofi. Sono caratterizzati da un aspetto simile e noiosamente ripetitivo, dalle stesse routine all’interno del branco, omologazione di pensiero a livello formicaio, da una serie di simboli tribali identici e ricorrenti. Pur trattandosi di animali fondamentalmente statici, ricorrono talvolta a spostamenti per recarsi da una disco ad un’altra, preferendo come mezzo per tale transumanza qualsiasi cosa non abbia i finestrini e invece possegga un impianto stereo a cui hanno dimenticato tutto eccetto i bassi. Nei casi più evoluti di truzzaggine tale mezzo è anche provvisto (nell’ordine) di: marmittone-fracassone, adesivi sulle fiancate/cofano e luci al neon. Si riconoscono perché emanano un alone di musica merdosa. Curiosità: la femmina è spesso molto più volgare dell’uomo.

Le divinità di questo genere di obbrobrio umano sono riconducibili, dopo numerosi studi e ricerche, a Domenico Dolce e Stefano Gabbana; ultimamente questi esemplari sono a capo della specie truzza.

Possibili utilizzi del truzzo

Il truzzo ha molti usi:

  • Dà gli stipendi a tutti i lavoratori delle fabbriche di alcool, fumo e a tutti gli spacciatori in discoteca grazie al suo elevatissimo consumo di questi elementi di “sballo”
  • Viene utilizzato dai Metallari come oggetto di svago nelle ore piu noiose della giornata
  • Serve per accendere i roghi, grazie alla loro nota simpatia vengono picchiati e successivamente usati per accendere quei caldi fuochi sulla spiaggia
  • Può essere usato come sacco da boxe per i metallari (data la loro grande amicizia verso i truzzi)

L’accoppiamento

Il truzzo maschio esegue il rito dell’accoppiamento in discoteca, o perlomeno spera di farlo; esso passa una notte intera a tentare di rimorchiare la prima figa che incontra, ovviamente della stessa sottospecie. A volte tenta l’approccio inviando suoi simili ad abbordare truzze per lui: nel 97% di questi casi, i truzzi che dovrebbero fare semplicemente “da tramite” dimenticano l’obiettivo iniziale durante i 10 metri di tragitto, e finiscono per provarci con la truzza in questione. A volte invece prova ad attaccarsi al culo di una ragazza mentre balla che, se è truzza, si gira e gliela dà, e se invece non lo è si gira e lo manda a cagare. Quando l’approccio con la truzza fallisce, il truzzo beve per la depressione e finisce per restare senza patente o nei casi più gravi causare incidenti, oppure si cimenta in uno dei suoi hobby più deleteri: scatenare risse, fuori o dentro la discoteca, spesso contro i propri simili, ma anche contro altre tipologie a lui avverse che passavano lì intorno.

Tratti distintivi

Be’, i truzzi sono inconfondibili… per vari motivi.

Il truzzo ha sempre un colorito caffelatte fosforescente, causato dalle continue visite ai solarium, che, anche quando si trova in Antartide durante i sei mesi notturni, lo rendono radioattivo e perennemente abbronzato, come se si fosse fatto il bagno nel fondotinta. Anche se a dire la verità forse se lo fanno proprio il bagno nel fondotinta, e per mascherare l’olezzo ( buonissimo peraltro ) del fondotinta si fanno un altro bagno, stavolta in Chanel n.5, il che li rende odorabili anche da 1 km di distanza. Il truzzo ama depilarsi le sopracciglia fino alla frazione di millimetro in segno di virilità, il suo fascino raggiunge l’apice durante la ricrescita dei peli depilati, che creano un gradevole contrasto con quelli lasciati intonsi. il truzzo più creativo riesce persino a creare dei gustosi effetti artistici depilando interamente in altezza piccole porzioni di sopracciglio, ottenendo così un lieve tratto di interruzione che fa inspiegabilmente bagnare le mutande delle truzze femmine.

L’abbigliamento tipico dell’esponente della specie è, come per i pinguini, pressoché identico per tutti gli individui, anche se soggetto di volta in volta a cambiamenti imposti da una potentissima istituzione chiamata moda, dominata da individui temibili, nonché decisamente ricchioni: gli stilisti.

In msn quando si deve inviare un messaggio,si scrivono le frasi da dire e poi si clicca invio, solo che ci sono esemplari truzzi femminili e maschili che per qualche inspiegabile motivo si accingono a scrivere parola per parola e premere dopo ogni singola parola invio (come se fossero incapaci di costruire frasi sensate), in modo da fare discussioni lunghe, senza punteggiatura, e che risultano noiose, e rompi co-glio-ni a qualsiasi persona che non sia filotruzza. Termine tecnico : scrittura a rate

La femmina di truzzo

Femmina di truzzo nel suo habitat con indosso un abito di sua crazione

Femmina di truzzo nel suo habitat con indosso un abito di sua crazione

Altresì riconoscibili sono le truzze femmine, chiamate anche Donna oggetto, Bratz, vacche da monta, Sbarbine,scalda pene ambulante,o più comunemente Barbie, a seconda dell’età. In ogni caso si fa notare che i termini che meglio descrivono le loro caratteristiche psicofisiche ed attitudinali sono “vacche da monta” o “troioni da combattimento”. Per i più giovani sono disponibili ottimi esemplari di pornobimbe.

A differenza del maschio che solitamente ama il multicolore sfrenato, la truzza femmina ha una particolare tendenza ad una sindrome chiamata: abbinamento ossessivo-compulsivo. Tende infatti ad abbinare tra loro ogni parte del proprio ridottissimo vestiario. Noterete infatti che il bordino, solitamente rosa, della maglietta-top-reggiseno che indossano, si intona con il colore dell’ombretto che si sono spalmate sopra le palpebre, tramite ausilio di spatole, cazzuole o, per le più fini, un pennello in pelo di cinghiale, o che il fiocchetto delle loro ballerine si intona perfettamente col colore dei loro occhi. Lo scopo di tale pittura rituale è tutt’ora ignoto dato l’uso ostinato di occhiali da sole integrali, più simili a dei caschi da astronauta per intenderci che a degli occhiali veri e propri.

E come non notare i loro “vari” soprannomi e nickname usati in internet, per sembrare più attraenti e irresistibili: DoLcE BaMbOlIn4 FaShIoN, BiMbA CaZzUtA, BiMbA HoUzEtTaRa, BiMbA LeSa, BiMbA Kionza, TeCNHOLeSa, BαмвOlιиα pOp-[kiLL]eR, SkIzZa, BiMbA StilOsA,BiMbA FoTtUtAmEnTe StilOsA, BiMbA MoNeLlA, _Mao_maO_sGhEmBe_mAo_MaO_, вαмвOlιиα ѕтяσиzα ѕємρℓι¢ємєитє, L’µñï©å dêå ®î©©îã, PiSkElLa HoUsE, PrInCiPeSsA dE BoRgAtA (queste ultime due solo a Roma, visto il dialetto), HoUsEtTiNa, HoUsEtTa-PeRfEtTa, pIkKoLa TeNeRa HoUsEtToNa, °*°*°[Nn sN uNa PiSkElLinA]°*°*°, BiMbA dIaBoLiKa, L@ PIKKOL@ BIMB@ DI@BOLIK@ @LL’@TT@CCO, BiMbo_Roces!!, TeChNoBaBy, PiCcOlA UCell@, Xx_тяυzzєттα.ℓєѕα_xX, BiMbA—>HoUsE, [P]rincipessinA-[V]iziatA. E, ovviamente, le foto che modificano, inserendo scritte quali LA MAMMA MI HA FATTO MONELLA, LA MAMMA MI HA FATTO TECHNO-FOLLE, SONO STRONZA E ME NE VANTO, Mi piacciono li Skin è me ne vanto e altre frasi autentiche e piene di emozioni (come no!): SE le STELLE sono IN cielo IO sono L’ECCEZZIONE (notarsi la doppia ZZ,che fa molto intellighente), IO domino IO regno IO komando IO vinco SEMPRE (come no! Magari è pure alta un metro e un cazzo, tacchi compresi), “IO sono IO e VOI nun siete un CAZZO”,(citazione stranamente colta, ma probabilmente non sa nemmeno da dove arriva) o ancora le citazioni delle loro canzoni house come “eRrArE è UmAnO, pErSeVeRaRe è DI-A-BO-LI-KA!

Da segnalare anche il fatto che non esistono truzze di corporatura media, esse sono tutte o anoressiche o tendenti all’elefantismo, da ciò consegue che per essere truzze bisogna soffrire di tiroide.

Come le blatte o altri animali poco evoluti, ad esempio molluschi, celenterati o i Pokémon; in certi casi, le truzze femmine sono attratte da tutto ciò che luccica e brilla come paiettes dai colori sgargianti ed accecanti utili anche come possibili scudi difensivi dai predatori naturali o per stordire le prede, solitamente gufi o cani randagi, dei quali poi si nutrono perché “L’ho letto su TopGirl, cioè, che Cameron Diaz, cioè, fa questa dieta!”.

Le Paillettes sono presenti anche negli orecchini, nelle cinture, nei cerchietti e, ovviamente, nell’articolo che più segna l’appartenenza alla categoria: la PINKO BAG. Oggetto inutile e di pessimo gusto ha la discutibile caratteristica di seminare pailettes e lustrini ovunque la truzza si rechi, sia essa la discoteca o il negozio di vestiario di fiducia. Si narra di fratelli normali di truzze che, accecati da queste borse, abbiano perso il lume della ragione ed abbiano compiuto una strage multipla. È anche solito tra le truzze usare il casco dello scooter come borsetta o, intelligentemente, portare il marsupio dell’Eastpak sottobraccio, così da far perdere al marsupio lo scopo per cui è stato creato, quello di essere comodo e di non far girare le palle mentre si cammina tenendolo sottobraccio.

Da ricordare che il loro obiettivo consiste, ad ogni uscita diurna o serale, di trovare qualcuno da farsi per trovare consenso fra le amiche: non chi piace ad una, ma chi piace a molte può riuscire a ingravidare una di queste prima della Cresima. Questo motiva il perché girino sempre in gruppi almeno di tre: cercano la maggioranza per trovare consenso al simile da sbattersi nel bagno o in qualche luogo tranquillo. C’è gente che arriverebbbe vergine al matrimonio, ma loro non riescono ad arrivare vergini alla comunione.

Oltre a farsi ingroppare solo per vanità, e per scalare la loro altissima gerarchia sociale, le truzze cercano come secondo fine l’otremodo spropositato consumo di qualsiasi tipo di droga, che cercano di scroccare ai loro compagni di serata(naturalmente quasi tutti sconosciuti), ricambiando con prestazioni sessuali.

Citazioni sui Truzzi.

“Voglio vederti morire, Voglio vederti soffrire, Voglio vederti sanguinare, Voglio vederti sudare.”

- Atroci su Truzzo

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“Non siete neanche fottuti esseri umani, siete solo pezzi informi di materia organica anfibia comunemente detta merda!”

- Sergente Hartman su Truzzi

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“Guarda figliolo: l'inutilità.”

- Pitagora su Truzzi

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“E vidi un col capo sì di merda lordo che non parea s' era laico o cherco.”

- Dante Alighieri su Truzzi

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“TUNX TUNX TUNX TUNX...”

- Neurone su cervello dei truzzi

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“Bella zio.”

- Truzzo su qualsiasi cosa

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“Non è tutto Oro quel che luccica, ma di sicuro è firmato D&G”

- Truzzo sui Proverbi

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“Baby shut up and driveeeeeeeeeeeee daje ingleseeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee SEI IL BEST DJ IN THE EUROPE continua cosi a spakkareeeeeeeeeeeeeeeeeee”

- Truzzo su DJ sfigato

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“Cioè vecchio, non ti puoi immaginare, cioè, dove son stato st'estate, cioè, un posto che faceva troppo di peso, cioè vez, una figata assurda, pieno di sberge da svezzare, cioè, faceva troppo di bamba, poi la sera del sound, cioè della vera busseria, come quella dello Scialé, mica i posti da zarri e puppa, cioè, era un posto 1 po' fuori city ma d'avvero da sturbo”

- Truzzo su "Depressione Oggi" parlando di Loiano

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“Escono dalle pareti!! Escono dalle fottute pareti!!!”

- Ellen Ripley su Truzzi

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“L'esistenza si fa sempre + robosa..lo smarrone si moltiplica...c'è mia mamma che mi stressa per qualunque cosa..e c'ho zero di ricarica. Quando senti che lo sclero sta salendo accetta il mio consiglio..fai uno sbadiglio...e dopo staaai tranzollo,levati il cappio dal colloo...vaaai fratelloo,poi ci becchiamo sul celluu!”

- Mirko di Mai Dire Martedì su l'Esistenza

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“Minchia oh.”

- Truzzo su qualsiasi cosa

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“Quo mentula sunt?”

- Catone in "De truzzae orationes"

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“Oh, zio c'hai probblemi?? Vuoi fare BBrutto con me?!”

- Truzzo su Chiunque

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“è passato tt!!!! 17 anni volati cm un bikkiere d acqua”

- messaggio personale di un truzzo su MSN

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“e xò il tasto me lo porta a giustare”

- lo stesso truzzo parlando della riparazione della sua PSP