Quel che non ti uccide, ti risucchia.

Certo, i più maliziosi andranno a cercare significati perversi in questo articolo (e non ne troveranno, credo..), gli altri invece che hanno provato a fare come me, si saranno resi conto che ormai non si può nemmeno più morire virtualmente.
Oddio, qualcuno invero ci è riuscito: mi è capitato di amici scomparsi per sempre da FacciaBuco, da Messenger, ICQ, mail varie, da una ricerca qualunque su Goooogle… nulla, più nessuna traccia di loro, virtualmente debellati dal sistema, Missing In Action o direttamente RIP senza che nessuno ne sapesse più veramente nulla.
E allora mi chiedo, divagando un attimo, è veramente possibile?
Insomma, sono cose che vediamo accadere nei film: l’agente infiltrato di turno ha un solo contatto FBI che è il suo referente personale e che solo lui conosce, di cui nessun altro è a conoscenza perchè più gente ne sa e peggio è, perchè le talpe, le infiltrazioni, l’anima al diavolo.. e quindi è bene che nessuno ne sappia. E se questo contatto unico del mondo un giorno impazzisse e decidesse di cancellarti dal pianeta.. beh, tu saresti non più colui che eri con la tua identità segreta che è quella originale nascosta e custodita in un archivio, ma colui che stai impersonando e dovresti fare buon viso a cattiva sorte o fare quello che ti pare…. Beh, guardatevi “The Departed” che si avvicina molto a quello che intendo.
Quindi, riassumendo questa caotica introduzione, c’è chi è sparito dal web, chi ce l’ha fatta.
Io, nel mio piccolo, volevo solo allontanarmi da FacciaBuco per bazzecole ma anche perchè tutto sommato è anche bello cambiare ogni tanto.
E per andarmene da lì, ho voluto provare Twitter come scialuppa di salvataggio che mi facesse navigare verso un mare differente.
Ebbene, signori, non si può.

Il gorgo che ti risucchia è incredibile: si inizia allontanandosi da uno per finire su un altro e rendersi conto che il secondo non è come il primo a cui tutto sommato ormai eri affezionato in qualche lontano e vago modo (forse “abituato” è più corretto) e capire che le abitudini sono dure a morire e ti rivedi da solo in un nuovo universo fatto di tutto e nulla e sei circondato dalle persone di sempre perchè sono le stesse che ci sono anche su FacciaBuco ma è come se fossero dei cloni perchè non sono realmente loro o non sono gli stessi e poi inizi a cadere e a rotolare e ti ritrovi nel fango e annaspi e annaspi e la pioggia forte ti cade sulla faccia e ti entra in bocca e nella gola e non respiri più e le mani arrancano e vorresti urlare ma ti manca l’aria e ….. Silenzio.
Ti ritrovi come d’incanto in un attimo di silenzio e realizzi come funziona il tutto.
Riprendi fiato, la voce torna, i muscoli si rilassano e in men che non si dica riprendi il controllo di tutto.
E la lampadina che si è accesa ti dice: scrivi un post sul blog, linkalo su Twitter, posta il link su Facebook ed è come se avessi battuto i tacchi tre volte con le scarpette rosse.
Come per magia, ti ritroverai a casa.
Parte del sistema dal quale non vuoi in realtà scappare, risucchiato dal gorgo che non ti ha ucciso perchè hai scoperto che nell’occhio del ciclone c’è calma e quiete.
E così è.

Asmo

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Il rispetto della morte.

Basta.
Non se ne può più.
Prima aveva un senso, ora no.
Si è perso.
Veramente.
Facciamo un favore a noi stessi, ma soprattutto facciamolo nel rispetto di una persona e di “un’entità”.
Il rispetto per la persona è la persona di Sara Scazzi, che come le cronache nere ripetono ormai da quasi 20 giorni, è dipartita.
In modo orribile o meno che sia, haimè, non è su quello che punto l’attenzione, ma sul fatto che è morta.
E’ morta e non c’è più nulla da fare se non arrestare il vero colpevole che a quanto pare è nelle mani della giustizia e che in qualche modo verrà condannato.
Pace all’anima di Sara che ci ha lasciato prematuramente, ma sono cose che succedono.
Starà sicuramente meglio lei di là che noi di qua (per chi crede in una vita dopo la morte. Per chi non ci crede, pace comunque, non voglio iniziare un dibattito a riguardo).

L’entità invece che andrebbe rispettata, è l’immaginaria quanto ormai effimera entità del “giornalismo” televisivo e stampato, ormai haimè morto e sepolto già da parecchio, ma che con questa vicenda dimostra sempre più di essere non “6 feet under”, ma verso il centro della terra, ormai fuso con il nucleo.
Siamo alla frutta.
Siamo ad un giornalismo becero e volgare.
Siamo ad un giornalismo che non è giornalismo.
Siamo ad un giornalismo in un paese che è ancora in crisi (nonostante il presidente del consiglio dica di no) non trova di meglio da fare che parlare ininterrottamente a cascata di questo caso dell’estate che evidentemente i giornalisti non hanno ancora capito essere concluso.
Sottoposti ad un bombardamento mediatico senza precedenti, nemmeno quando si trattò del caso Cogne o della strage di Erba, siamo arrivati al grottesco che non si vorrebbe mai vedere, che non si vorrebbe sentire, al quale non si vorrebbe essere sottoposti…
In questo caso, non è solo il parlarne, perchè se fosse solo questo, sarebbe anche semplicemente un dovere di cronaca.
In questo caso è tutto il circo mediatico che ne è stato messo su che non ha un senso e che fa rabbrividire in quanto non si capisce come mai l’essere umano, sempre pronto a dichiararsi superiore all’animale, non faccia altro che dimostrare una pochezza intellettuale così infima da fare rabbrividire persino le amebe unicellulari.

Il circo mediatico si propone con riprese televisive del portone di casa del (presunto) reo confesso assassino.
La gente, instupidita da questo stato delle cose, fa pellegrinaggi per andare a vedere il portone del garage dove si è consumata la tragedia.
Pellegrinaggio per che cosa? Per soddisfare la propria curiosità morbosa di essere dentro la scena, o molto più probabilmente, per avere la possibilità di apparire in televisione.
Il che è ancora più patetico e triste poichè non si cerca di apparire per un merito o un demerito (GF o contenitori domenicali osceni vari, ad esempio) ma per comparire in uno scorcio di inquadratura da telegiornale ignorante che non fa altro che assillare il paese con questa notizia probabilmente per deviare da cose più serie che al momento è meglio far passare in secondo piano.
E’ un fuoco che si autoalimenta senza bisogno di combustibile: una sorta di inspiegabile autocombustione che non si riesce a fermare. Più fanno riprese lì davanti, più la gente va come un gregge di pecore a curiosare in un posto che non meriterebbe nemmeno di essere inquadrato da lontano; più la gente va là, più la stupidità mediatica continua a riprendere quel luogo e così da capo, senza che la cosa abbia una fine.
C’è chi afferma di essere lì solo per manifestare solidarietà alla madre della ragazza. Ebbene, non sarebbe forse un’idea più saggia mandare un biglietto di condoglianze o portare un fiore sulla tomba della povera defunta? Evidentemente vivo in uno stato delle cose così alieno alla realtà del paese in cui mi trovo, che un’idea del genere è fuori da ogni logica di concepimento e, probabilmente, se dovessi esporla in pubblico, passerei per essere il matto del villaggio.

Barbara D’urso, poi, si è dimostrata incredula quando durante la sua trasmissione, alcune persone hanno dichiarato di essere lì in pellegrinaggio per vedere il tutto e di aver organizzato una “gita” apposta.
Perchè quell’incredulità non è stata espressa invece nel momento in cui nel suo inutile quanto sciocco programma le era stato accennato ad un collegamento da quel luogo?
Perchè ci si trova a fare i conti sempre dopo e a fatto compiuto?

La sovraesposizione mediatica sortisce sempre l’effetto opposto: se ti vedo da tutte le parti, in tivù, al cinema, sul giornale, finirò con l’odiarti, non con l’apprezzarti di più.
Questa sovraesposizione mediatica non ha fatto altro che sottolineare con una bella matita B5 o con un bel pastello a cera nero che oltre ad una ragazzina morta, è sempre più morto quello spirito che invece che portare informazione, non fa altro che creare disinformazione.
Per cortesia, basta.

Asmo

PS: lo so che sarebbe più facile non accendere la TV, che le notizie si sentono anche in rete e bla bla bla, ma talvolta, il momento della TV prima di cena, a tavola con i genitori e la famiglia, dopo pranzo, non è altro che un sottofondo che dovrebbe servire a rilassarsi e quindi, talvolta distrattamente, rimane lì accesa e ci si presta attenzione. Quindi per cortesia, astenersi inutili commenti del tipo “puoi benissimo non accenderla”. Chi vuole fare commenti così “può benissimo non farli”.

Lo strano caso delle pubblicità dei telefonini…

C’era una volta, Pierino si volta.
No.
C’era una volta, tanto tanto tempo fa…
Nemmeno.
C’erano una volta le pubblicità.
Oggi c’è sterco televisivo movente.
La bizzarra situazione in cui il mondo si trova a creare paradossi è fonte di ispirazione più che degna per spiegare l’affermazione soprastante.
Tim, Wind, 3.. Ragazzi, vi prego, datemi una martellata fortissima su un ginocchio perchè fa meno male che dover assistere alla marea di guano pubblicitario che ci investe ogni volta che in Tivù appaiono questi spot.
Andiamo con ordine.
Un tempo fu Cristiane Filangeri: stordita quanto gnocca ragazza del treno che non si sa bene perchè o percome finisce sulle Alpi (o chi per esse) con la mucca lilla della Milka a fare da viso primario ad una serie infinita di spot Tim in cui non si sa bene come andrà a finire…
Questo è stato il “la” per una interminabile serie di facce che a più riprese trovavamo per mesi sul piccolo schermo a perseguitarci con le loro storielle e pubblicità.
Da Ctisiane siamo passati poi ai “regazzini” da vacanza in cui non si sa bene se la tipa avrebbe finalmente coronato il sogno sessuale del maniaco di turno che ci provava con lei con i Pan Di Stelle.

Visto il successo di questi filoni narrativi agganciati sapientemente l’uno all’altro con tecniche da fiction televisiva (confrontare tecnica del “cliffhanger” usata nelle serie TV), non solo TIM ha continuato con Tim Tribù e compagnia (avessero veramente sparato De Sica dal cannone del Gianicolo…), ma gli altri operatori sopra citati non hanno potuto fare a meno di lanciarsi in una concorrenza da stupido plagio che non solo non risulta simpatica ma ottiene l’effetto contrario e irrita come poche altre cose provenienti dal tubo catodico (Gerri Scotti e Carlo Conti sono fuori quota quanto Antonella Clerici e l’oca che l’accompagna alla Prova del cuoco, ma di questo scriverò in un altro post…).
TIM è in vacca. E non parlo di quella che ostruiva i binari al tempo della Filangeri.
TIM è proprio andata a donne di facili costumi con De Sica che ha scambiato la televisione e gli spot pubblicitari per i cinepanettoni orrendi che fa ogni anno…
Finita la storia del vigile del Gianicolo (almeno 4 anni fa mi pare), torna alla ribalta con l’inutile quanto sexy Belen Rodriguez.
Ora, passi che ci sia una gnocca di mezzo che almeno ti fa vedere un po’ di curve (e noi maschi ringraziamo), ma sinceramente l’utilità di Belen?
De Sica la percula per tutti gli spot:
– lasciandola legata ad un ordigno esplosivo
– facendole prendere da mangiare e poi rubandole il piatto da bravo cafone
– arrivando in muta da sub ad una festa, acchiappando due povere mentecatte al volo e lasciandola lì con il padrone di casa/flyer da spiaggia
– portandola a mangiare dalla zia per poi lasciarla fuori dalla porta quando scopre che la zia ha preparato il suo piatto preferito…
– le altre che non ricordo ma che sicuramente ci saranno…
Insomma, un esempio classico di maschilismo stupido e becero che fa ridere i dementi e che non ha un suo senso di esistere. Chi, accompagnandosi a una come Belen, la tratterebbe in questo modo? E anche se fosse vero, la cosa farebbe veramente ridere?
Certo, pretesti da teatrino delle marionette dell’asilo tanto per parlare del proprio prodotto, ma per Diana, possibile che le teste pensanti che devono creare questi spot, si riducano sempre a scrivere solo queste povere porcate e non riescano ad inventarsi qualcosa di veramente ironico e che possa colpire in positivo il pubblico?
Lo so, domande retoriche, ma si parla di assurdo e bizzarro: sono d’obbligo.
E poi ogni tanto il neurone rimbalza….

E quindi, senza perdere troppo il filo, ecco che Wind si è lanciata con quei tre beoti di Aldo Giovanni e Giacomo a romperci le palle prima al mare, poi in montagna, per poi tornare al mare, per poi magari un domani morire in un pozzo nero, in cui i tre imbecilli cercano di fare i simpatici sponsorizzando il prodotto senza però esserne capaci (a parte le facce da topo muschiato di Giovanni, che sono uno spasso da guardare, lo devo ammettere).
MA se il magico trio risulta antipatico, beh, rispetto a Panariello sono gli dei incontrastati della simpatia mondiale.
Panariello si manifesta nella veste parodistica di Briatore e a suon di “Cicci&Ciucci” fa lo spandone ostentando ricchezza che la tenera quanto angelica Incontrada cerca di placare con battute che fanno da contrappeso.
Partire da Zelig per finire a fare spot con Panariello, secondo me è una delle cose più umilianti del mondo.
Certo, io non faccio parte del settore, quindi probabilmente non capisco la situazione. Magari per la Incontrada è un salto di qualità. Ma può veramente un “artista” (si, le “” sono d’obbligo) televisivo ridursi veramente così male facendo un tuffo sul cemento e passare dal re incontrastato dell’umorismo e comicità italiana degli ultimi 20 anni Claudio Bisio, ad un poveraccio che per far ridere deve fare imitazioni (ancora imitazioni??? ebbasta, dai, gli anni ’80 son finiti, per il sacro leo!!) e parlare di cacca e pipì in accento “toshano” perchè se parlasse in italiano non se lo filerebbe nessuno??
La vera domanda, ora è: Panariello fa ridere?
Quello che disturba di tutta sta manfrina, è che poi gente del genere prende milionate per fare ste cose, e altri le prendono per pensarle…..
Lo so che la cosa non stupisce più perchè ormai siamo tutti dei coglioni assuefatti, ma ogni tanto, ripeto, il neurone rimbalza….

La 3 si è limitata parecchio a riguardo: devo dire che tra tutte le sopracitate è stata la più morigerata. Ci ha sfrangiato i gioielli di famiglia per un anno quasi con l’omino che veniva risucchiato nel teatro da una Gerini ai minimi storici, ma tutto sommato non hanno esagerato quantomeno con i passaggi televisivi…
Certo, magari qualcosa di più simpatico potevano farlo, ma alla fine hanno puntato sul prodotto, non sul “chi li rappresenta”, ormai cosa rara di questi tempi.

Non ho volutamente citato Vodafone. Perchè? Perchè sono gli unici che in qualche modo sono riusciti a creare un gioco sottile di autoironia con Totti che è una sorta di pennellata artistica.
La “romanità” di Totti è genuina, spontanea, piacevole. Non è la becera e volgare romanità da romanaccio cafone di DeSica che si sente il padrone del mondo (anche se fa le figure barbine e in teoria dovrebbe fare da contr’altare…).
Totti si prende in giro in modo sapientemente autoironico coadiuvato da una moglie fantastica che gli regge il gioco e nel loro gioco della coppia si divertono a fare l’ignorantotto spaesato e la mogliettina avveduta che come la fatina di Pinocchio lo tiene per mano e lo porta sulla giusta strada.
Che sia così anche nella realtà e quanto ci sia di finzione in tutto questo, non ci è dato da sapere a meno di conoscerli personalmente, ma non sono la falsa famiglia da Mulino Bianco.
Sono più che convinto che così come li vediamo negli spot, alla stessa maniera siano genuini anche nella vita.

E quindi il senso di sto post?
Il solito: ci vuole veramente così tanto a fare le cose per bene e non rompere l’anima con il mezzo catodico senza dover imbottire l’utenza di schifezza?
Evidentemente si.
Mi si potrebbe rispondere: “nel bene o nel male, purchè se ne parli”, e infatti tu sei qui a scriverne.
Vero, ma a volte mi piacerebbe scrivere di una cosa che è strana perchè è fatta a modo….

Engioi de spot.
Asmo

Nemo profeta in patria.

In realtà, nemo profeta e basta, visto che quando dico le cose nessuno mi ascolta e poi escono le notizione sui giornali a tutta pagina che dicono esattamente quello che io sostengo fin da subito.
Non so, anche qui siamo nel bizzarro tutto sommato: avrò questo potere che mi perseguita fino alla fine, o smetterò prima o poi di essere “il Cassandro” della situazione (o più semplicemente di far funzionare 2 neuroni…)?

Prima vi metto le fonti, così potete continuare con me a seguire questo triste filo logico.
Fonte 1
http://archiviostorico.corriere.it/2010/luglio/01/Universita_flop_della_laurea_breve_co_9_100701056.shtml
Fonte 2
http://archiviostorico.corriere.it/2010/luglio/01/Cosi_inutile_piccole_aziende_non_co_9_100701031.shtml

Di cosa parliamo?
Della riforma universitaria iniziata 10 anni fa.
Correva il 1999, una data apocalittica vista col senno di poi. Si, perchè il senno di poi ci dice che se il mondo non è terminato con la chiusura dell’anno mille (duemila? teoria dell’anno zero, ciascuno scelga la sua), in realtà si è rivelata un’apocalisse tutta la nuova manfrina che i dementi che ci governavano allora hanno appoggiato facendola passare come una cosa rivoluzionaria.
Ora, io non voglio proprio prendermela con la Gelmini (anche perchè al tempo mi pare ci fosse dietro la Moratti al ministero della Pubblica Istruzione), ma va da sè che non ci vogliono 10 anni per capire che una cosa è sbagliata e non ci vuole un pozzo di scienza per capire che stai facendo male una cosa che è già in una pessima situazione.
La pessima situazione era il sistema universitario italiano in cui troppa gente si ritirava dai corsi, non arrivava alla fine della carriera, non ci metteva impegno, il sistema dei baronati è venuto fuori negli ultimi 10 anni (ma guarda un po’), non abbiamo a tutt’oggi strutture adeguate per gli insegnamenti e un livello adeguato di insegnamento e via discorrendo. Insomma, si potrebbe sparar su questa croce rossa bendati e da dietro un muro, sicuri di riuscire a fare comunque un pregevole “headshot” dei migliori FPS*.
Fare male la riforma consiste nel fatto che si sono mischiate e accavallate in pochi mesi (come al solito) situazioni non chiare in cui gli stessi studenti non riuscivano a venirne fuori e le segreterie didattiche non sapevano che pesci pigliare rimandando decisioni e attendendo che dall’alto arrivassero ordini migliori.
La cosa sbagliata è che se già la matematica è una cosa che non piace e al liceo si fa fatica a studiare, figurarsi per chi il liceo lo ha finito da un pezzo (leggi: i nostri ministri, belli freschi e giovani che con la loro età media di 56/60 anni chissà che cosa si ricorderanno della più semplice algebra lineare..): ecco che il semplice 2+2=4 risulterà un complicatissimo 5, 6, 7 ecc, con visioni improbabili delle più elementari regole.
A cosa mi riferisco, per farla in breve?
Io finisco il liceo a 19 anni.
Inizio l’università che me ne prende 5.
Mettiamo anche un solo anno fuori corso, o un anno per scrivere la tesi, arriviamo a 6.
esco laureato a 19+6=25 anni in una ipotesi rosea e ottimistica.
Pincopallino finisce il liceo a 19 anni.
Inizia l’università facendo il 3+2.
L’anno della tesi non ce l’ha (si consegna tesina di 10 pagine e hai la prima laurea…) e decide di non fare manco il +2, quindi esce laureato a 19+3=22 anni.
Entrambi ci presentiamo in azienda e…. STUPORE!!!! Prendono lui invece che me perchè gli costa meno!!!!
Prendono lui perchè è più giovane.
Prendono lui perchè lo possono plasmare come gli pare mentre io sono già un essere senziente che non accetta certe regole.
Prendono lui per altri mille banali e stupidi motivi.
Incredibile poi scoprire che Pincopallino nei 3 anni ha fatto meno della metà del programma che io avevo fatto solo al 1° anno, che quindi la sua competenza è si e no 1/10 della mia.
Beh, in tutte queste incredibili circostanze bizzarre, ecco che dopo ben 10 anni si sono resi conto che tutto sommato il 2+2=4 da me annunciato** 5 minuti dopo aver appreso la notizia della riforma, anche per chi governa ha iniziato a diventare palese.

Nemo profeta in patria e soprattutto meglio tardi che mai a volte….
Potrei andare avanti con proverbi e citazioni per almeno altre 40 righe, ma sorvolo perchè ho già tediato abbastanza con questa mia manifestazione di logica superiore a quella di chi ci governa.
E in ogni caso, io non faccio testo, visto che ho finito 4 o 5 anni fuori corso, nell’attesa di avere ragione nel sottopormi in prima persona a questo grosso, stupido esperimento sociale (poco importa se nel frattempo ho lavoricchiato, ho espanso la mia conoscenza facendo corsi integrativi alla mia attività e, diciamolo, un po’ ho anche cazzeggiato…:sono stato l’ultimo del vecchio ordinamento ad uscire come tale dalla mia facoltà, senza far cambi o passaggi al farlocco 3+2).

Grazie a chi di dovere, per una volta, di aver assurdamente aperto gli occhi ed essersi reso conto che il danno fatto ha compromesso solamente una generazione, al momento.
In ogni caso, sono e resto convinto, che all’assurdo non c’è mai fine.

Asmo.

Note di Redazione
*FPS: First Presonal Shooter: videogiochi in soggettiva stile Quake o Unreal Tournament in cui ci si spara contro.
L’headshot è il colpo in testa che uccide il nemico all’istante. Talvolta difficile da realizzare, solo esercitandosi bene si può fare a dovere.
** a me stesso, nella mia testa, al mondo che mi conosce.. .non ho certo fatto proclami al mondo su rete nazionale… 😀

I feel, somehow, LOST…


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ATTENZIONE: QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER SULLA SERIE “LOST”.
SE NON AVETE ANCORA VISTO IL FINALE E NON VOLETE ROVINARVELO, NON ANDATE AVANTI A LEGGERE!!!
SE LO FATE LO FATE A VOSTRO RISCHIO E PERICOLO, QUINDI DECLINO OGNI RESPONSABILITA’ DI SORTA!

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6 anni e mezzo… 6 stagioni…per sentirsi persi esattamente come ci si sentiva dopo la prima puntata…
Un aereo cade e 72 passeggeri finiscono su un’isola deserta, cercando di capire cosa sia, cosa succeda, come uscirne e come sopravvivere…
LOST. Dispersi.
Dispersi senza nessuno che li venga a cercare perchè il pilota dichiara che sono usciti mille miglia fuori rotta (curiosità: il pilota è l’attore che farà poi Matt Parkman in Heroes 😉 ).
E sull’isola ne inziano a succedere di tutti i colori, tra orsi polari su un’isola tropicale, un galeone spagnolo in mezzo alla giungla, gli Altri, gente che non muore mai, un denso fumo nero che fa rumore meccanico e altre amenità simili…

E i dubbi?
I dubbi vengono sviscerati tutti nella puntata finale e in quelle in corso durante l’ultima stagione.
Cosa c’è di irrisolto?
Sulla stampa di oggi e nei profili di facciabuco di ieri, leggevo sgomento e terrore all’idea di non aver interpretato correttamente chissà cosa e di finali aperti.
Ora, sinceramente, quali sarebbero i finali aperti??
Cos’è l’isola?
Ce lo dice il padre di Locke, truffatore con cui ha a che fare Sawyer, quando se lo ritrova davanti James prima di ucciderlo: “è un po’ troppo caldo per essere il paradiso, non trovi??”.
E se proprio non vogliamo considerarla l’inferno, ecco che l’ Isola non è altro che il purgatorio.
E’ esplicito il padre di Jack quando negli ultimi 10 minuti spiega tutto: come fanno ad esservi ancora ombre di dubbi???
Diesamina:
– l’aereo cade
– muoiono tutti ma restano sull’isola secondo il volere di Jacob che li ha scelti (Jacob = dio del momento.. la divinità viene qui concepita come una figura rappresentativa che quando termina il proprio compito, cede lo scettro a un altro)
– i “Losties” non percepiscono la morte e pensano di essere ancora vivi
– tutti quelli che arrivano sull’isola in un modo o in un altro è perchè sono trapassati (vedi padre di Locke: “fino a 5 minuti fa ero in macchina a guidare, poi ho avuto un incidente e quando mi sono svegliato ero qui, in questo dannato posto..”)
– da dopo lo schianto, ecco che si profila una realtà parallela che si verrà a sdoppiare nel finale della 5° serie: quelli che vogliono tornare sull’isola e quelli che vogliono rimanere a casa.
Se uno vuole rimanere a casa, sceglie di espiare continuando la vita di prima, quindi si fa come purgatorio il mondo, allontanato da quella redenzione finale che invece altri avranno.
Se invece tornano sull’isola, raggiungeranno l’agognata luce (Paradiso) che li farà andare oltre.
A prova di questo, l’assenza di Mr.Eko, Michael e il figlio Walt (anche se Michael in realtà aveva già espiato esplodendo sulla nave nella 4°) e altri significativi personaggi precedenti.
Questo ci viene comunque spiegato anche da Desmond quando inizia a raccogliere tutti nelle ultime tre puntate e decide di non portarsi dietro Ana Lucia (Michelle Rodriguez) dicendo testè: “Non è ancora pronta…” = non è ancora pronta per la redenzione, deve ancora finire di espiare qualcosa.
– La vita parallela della stagione 6 fuori dall’isola come se l’aereo non fosse mai caduto, è una possibilità concessa ai Losties dopo tutto lo sbatta fatto per poter vivere in pace e tranquilli senza il problema dell’isola, MA è una vita destinata a non essere di fatto un premio. Ecco perchè a un certo punto iniziano i flash della vita sull’isola: l’accettazione di quei flash, sarà la consapevolezza dell’aver espiato e quindi di poter andare avanti.
– E quindi ecco che quando tutti iniziano a ricordarsi cosa sia l’isola e la vita lì vissuta, ecco quindi il momento di accettazione del proprio destino: sono morto, ho fatto qualcosa di giusto o sbagliato per cui ho pagato ma grazie a cui ho conosciuto persone che in un modo o in un altro sono stati i miei compagni di viaggio nella parte di transizione. Il bene e il male, il giusto e lo sbagliato che c’è stato, ormai sono alle spalle… “Let him go…”, lascialo andare… andiamo oltre… L’unico che ha ancora qualcosa da sistemare dichiaratamente è Ben: “I will not come with you… I’ve a couple of thing to fix…”. Sarà l’unico a poter entrare nella chiesa e a non farlo. Evidentemente non si sente pronto al momento di transizione verso la pace.
– curioso e intelligente come non vi sia una distinzione di fede per chi può andare in paradiso: considerando al coppia Sun/Jin come filo appartenente a una qualche religione orientale, considerando Sayid come musulmano (facendo un facile accostamento, iracheno, medio orientale, musulmano) e considerando tutti gli altri come cristiani (chi più chi meno) ecco che se la luce è il paradiso, ci viene proposto come un luogo in cui ci si ritroverà senza una distinzione di religione, razza, sesso, ma semplicemente come il posto un cui tutti si andrà dopo la morte. Bello.

Ora, non credo vi sia spazio per altri dubbi a riguardo, ma siccome qui siamo nel campo del bizzarro più sconfinato, chiunque voglia condividere le proprie teorie, ha uno spazio dove poterlo fare.
A domande risposte (nel rispetto dell’ opinione di ciascuno, s’intende).
E per la prima domanda, partirò io:
in fin dei conti, tutto sommato, di chi ha seguito tutto dalla prima puntata fino alla fine, chi non si è veramente sentito un po’ perso?

Have a good day…

Asmo

E bravo il re degli ignoranti.

FONTE (la prima trovata, una delle tante…)
http://quotidianonet.ilsole24ore.com/gossip/2010/05/13/331235-celentano_aspirante.shtml

Ci mancava giusto il re degli ignoranti. O, come preferisco io, l’imbecille per antonomasia.
Si, perché Celentano nella vita si sarà pure dichiarato il re degli ignoranti, ma a me pare molto invece che sia un colossale imbecille che fa il furbo.
Certo le due cose collimano: come fa un idiota a fare il furbo?
Beh, lo fa senza riuscirci.
Nei suoi baracconi, nelle sue fiere delle banalità, ecco che dopo essersi improvvisato salvatore della patria con il suo stucchevole tormentone “è rock, non è rock”, ora ha deciso non solo di improvvisarsi sindaco, ma architetto, urbanista, e, perché no, ingegnere e designer (arriverà anche a questo..) nell’attesa, ne sono certo, di diventare pure un domani fisico nucleare, giornalista, avvocato, medico e qualunque altra professione possa venire in mente.
Una cosa sola è riuscito a fare nella vita. Anzi, due, dai: il cantante e l’attore. Con discutibili risultati (indovinate come la penso a riguardo? riesce a farmi andare bene di corpo in ogni momento…).
Il ragazzo della via Gluck farebbe bene a fare una cosa molto sensata: tornarsene nella via Gluck e rimanerci a vita, magari chiuso in un bunker di massima sicurezza dal quale possa risparmiare al mondo tutte le puttanate con cui invade notiziari e programmi televisivi.
La mossa del furbetto, va da sé, è quella di presentarsi al mondo come il salvatore per nascondere il fatto che si stia solo facendo pubblicità gratuita. In attesa di un nuovo imminente album? O per dare spazio alla moglie che in qualche modo dobbiamo sorbirci riciclata in veste di (da lui voluta) assessore?

Sognare non costa nulla. In entrambi i casi. E io sogno un mondo epurato da idioti di questo calibro, che per una volta, guardandosi allo specchio, la smettano di dire panzane e voler apparire a tutti i costi e si rintanino nelle fogne che gli competono.
Non siamo già abbastanza immersi nel guano per doverci meritare anche questa punizione?
Datemi il bottone nucleare. Porcocazzo.

Asmo

Dottore.

No, non è una delle solite barzellette sui dottori.
Cioè, forse è una barzelletta che io sia diventato dottore, quello si, ma di fatto così è. 😀

Accaduto il 3 maggio 2010 ho conseguito la laurea in Disegno Industriale.
A futura memoria dei posteri.

Intanto comunque il post non è per comunicare questo, bensì per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla situazione.
Il Bernaso, che in questi mesi mi ha sopportato e che ieri mi ha custodito portafoglio e cellulare intanto che le mie condizioni andavano via via degenerando per l’alcool dei festeggiamenti 😀
La Bia che si è smazzata in anteprima tutta la tesi per dirmi dove avevo segato completamente discorsi e dove invece filava tutto liscio 😉
Chiara e Gian, che insieme a Berni, dal veneto hanno importato le tradizioni goliardiche di festa e hanno messo la ciliegina sulla torta per il coronamento di questo percorso: non sono mai stato così contento di avere amici veneti che mi hanno fatto sentire veramente “King for a day” in giro per la facoltà 🙂
Il Vezza, il Valso, Spupuz e Mefi che mi hanno aiutato insieme ai sopra citati a reggere tutto lo stress del momento pre-presentazione e si sono smazzati l’ultimo giorno di università insieme a me da mattina a sera ^^
Tutti coloro che sono passati al Mom ieri sera per primi festeggiamenti immediati: (in ordine rigorosamente casuale) la Tx, Teo, Alessio, Addu, Bebe, LucaMongoose/wise/wisel, Alan, la Cri, Diana, Giulia, i ragazzi del Mom Marcello e Andrea, le ragazze del Mom Denise, Emmanuelle e sicuramente altri che ho dimenticato (vogliate perdonarmi).

I festeggiamenti proseguiranno venerdì senza l’assillo della giornata lavorativa seguente e associando anche il compleanno di Davide 😉

ANCORA GRAZIE MILLE A TUTTI!

Dott. Asmo 😉