Lo strano caso dei cassonetti parlanti.

Il tutto parte da un link che ho visto su facciabuco in un gruppo che non so perchè mi compaia in home ma che c’è.
Il gruppo si chiama Meglio Possibile (http://www.facebook.com/MeglioPossibile1 facciamogli un po’ di pubblicità, dai…) e ha messo il link a questo articolo che parla di Cassonetti Parlanti.

http://www.megliopossibile.com/green-policy/item/gruppo-hera-inaugura-a-ferrara-i-cassonetti-parlanti-che-aiutano-a-differenziare-i-rifiuti?category_id=113

Ora, nel bene o nel male, purchè se ne parli, diceva qualcuno…. Io purtroppo mi faccio prendere la mano e ci casco sempre, ma è così assurdo che non posso non metterlo qui.
Faccio un copia/incolla di quello che ho scritto come commento sulla pagina del gruppo.
Non so se rimane, se lo cancellano, se mi fanno uccidere da spietati killer autostradali o se mi manderanno in orbita sugli anelli di Saturno, ma tant’è, ho già perso fin troppo tempo scrivendo là e copiandolo qui.
Ai posteri l’ardua sentenza.
Si?
No.
No porcocazzo, no.
Design… dio… design…

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“Contenitori stradali per i rifiuti, più colorati e gradevoli dal punto di vista estetico e soprattutto capaci di “dialogare” con i cittadini, per migliorare il servizio di raccolta differenziata.”

Cioè, fatemi capire, sono quelli delle foto? Perchè se sono loro, il GRADEVOLI dal punto di vista estetico si riassume nell’aver colorato dei bidono di grigio antracite con innesti di blu/verde/giallo? E ci sono dei designer dietro tutto questo? SERIAMENTE!?!?!?!?!

Leggo poi l’articolo e si arriva all’assurdo: si deve scaricare un’app che ti dice dove buttare la monnezza dopo che hai fatto una foto a un codice posto sul cassonetto.
Me li vedo infatti tutti i vecchietti che non sanno dove hanno la testa, tirare fuori il cellulare per fotografare codici e navigare via smartphone un sito che gli spieghi bene dove buttare la roba.
Ah, ma forse non è per i vecchi, è per i giovani, perchè sono così rincoglioniti da aver bisogno di qualcuno che gli spieghi a tutti gli effetti come va differenziata la monnezza. In Italia. Nel 2013. Ha molto senso.

Meno male che ho una laurea in Disegno Industriale, altrimenti non saprei proprio dove potrei andare a fare il designer….
🙄

PS: grazie, mi avete appena dato un articolo per il blog.

The Raid – Redemption

Non so perchè in europa sia stato chiamato “Redemption” ma il titolo originale mi pare sia solo “The Raid”.
In ogni caso, chissenefrega del titolo e sul film si può dire che è talmente tanta roba che pare quasi troppa.

Trama
In un casermone/palazzone governato da un signore della droga, una speciale unità di polizia fa irruzione cercando di colpire al cuore l’organizzazione.
Entrano superorganizzati come dei ningia quando ecco che…

Commento
È un filmaccio cinesone/giappo/honkinghiano (non so di chi sia la produzione, comunque orientale) dove succede di tutto e di più, dagli scontri a fuoco ai combattimenti coi coltelli a quelli a mani nude.
Di per sè non ha nulla di particolare, ma di fatto è abbastanza ipnotico: ti tiene lì perchè ha un ritmo decente, perchè vuoi sapere come va a finire, perchè vuoi sapere chi vince il prossimo pestaggio.
E, sorpresa delle sorprese, non è così scontato per chi tifare: terrai per il poliziotto o per il gangster?

Tutto sommato, da un’idea banale, un film che ti fa passare un’ora e mezza tranquilla in cui sangue, sbudellamenti e colli che si spezzano si sprecano.

Spettacolari i combattimenti all’insegna della dinamica e del movimento, con inquadrature e giramenti di camera che seguono il movimento del calcio circolare, della pugnalata, del proiettile.
C’è da dirlo, in questo, gli orientali, fanno scuola.

Io, da 1 a 10, un bel 7 glielo do.

Contratti e sindacati. Ma perchè la gente parla? E soprattutto, io che ne so?

Le fonti:
Da una parte questo:
http://www.italynewsweek.com/cucinelli-divide-gli-utili-con-i-dipendenti.html
E seguendo il primo, incuriosito dal perchè i sindacati siano contro, si arriva a questo:
http://www.ilsitodifirenze.it/content/906-la-tods-di-diego-della-valle-bonus-1400-%E2%82%AC-e-cure-mediche-e-ai-dipendenti

E allora le domande sorgono spontanee, e in questo mondo un po’ bizzarro viene da domandarsi qualche cosa.
Qualche cosa del tipo che una volta che un titolare decide di fare qualcosa apparentemente utile, perchè noi abbiamo dei sindacati che devono farsi notare dando sempre contro e rompendo le palle in varia misura??

Poi però andando un po’ più in profondità e facendo un po’ di dietrologia, la domanda passa all’altro lato e ci si chiede: ma questi padroni di azienda che elargiscono bonus, lo fanno solo per gettare fumo negli occhi, o è una mossa veramente caritatevole e di aiuto verso i propri dipendenti?
Ora, io non so quanto prenda da contratto e che tipo di contratto abbia un operaio che lavora per Della Valle, ma SE siamo alle solite per cui si prendono quei 700€ scarsi per 12 ore di lavoro al giorno per 6 giorni lavorativi su sette, forse ecco che tutta questa gentilezza di bonus assume una tonalità differente, del tipo “siccome non vi pago un cazzo, allora vi do il bonus una tantum così state zitti e siete allocchi contenti”.

Io suppongo che chiedendo a una parte, ti dicano una cosa, chiedendo all’altra ti dicano l’opposto.
Non voglio fare l’avvocato del diavolo, ma non mi piace mai prendere per oro colato quello che vene dato in pasto ai giornali come notizia bomba tanto per far ascolti, vendite e quant’altro.

Rimane sempre un po’ il dilemma della vita: meglio l’uovo oggi o la gallina domani?
Boh, a ciascuno il suo pensiero.

O_o

Sky Doll

Rubo bellamente e a man bassa la prefazione da “Sky Doll – Decade”.
Per chi non conosce Sky Doll, un po’ di cultura in più ogni tanto non fa mai male, quindi andate a farvi un giro in rete scrivendo su Gooooooogle “Sky Doll” e vedrete che già la wiki vi darà i primi risultati a dovere.
Oppure, andate sul sito (credo ufficiale) SKY DOLL e guardatevi un po’ di immagini, rendendo omaggio a Barbucci e Canepa, i due autori/disegnatori di questo fantastico fumetto 😉

“Al mondo ci sono due grandi multinazionali con un apparente obiettivo comune: la manipolazione delle masse a scopo di lucro.
Una di esse è la Walt Disney Company, L’altra, altrettanto e forse ancora più celebre, è la Chiesa Cattolica.
Nel 1997 ci trovammo coinvolti, più o meno consensualmente, in una stretta relazione con entrambe. Per Disney ci occupavamo di creare, disegnare e colorare storie, illustrazioni, copertine e progetti tra i più disparati. Ma poco a poco, la cosa ci fece sprofondare in un girone infernale nel quale nessun artista meriterebbe mai di mettere piede: riunioni di marketing, brainstorming, focus group, briefing, debriefing e misunderstanding di ogni tipo….
Allo stesso tempo, il capo della seconda multinazionale, quello senza le grandi orecchie nere e e tonde, ma dotato di un bastone dall’estremità a spirale altrettanto scenografico, preparava il suo Giubileo. Per quelli che ne ignorano i dettagli, si trattò di quella celebrazione religiosa che aveva come scopo – e che ebbe come conseguenza – il ritorno trionfale del potere spirituale negli affari politici della moderna società occidentale. Non c’è da stupirsi se ci venne l’impulso sempre più urgente di sfuggire a tutto ciò. Cominciammo a sognare un mondo lontano dal nostro, ma ironicamente molto somigliante. Un mondo dove perfino un essere artificiale può sfuggire ai meccanismi della società e cercare il significato della propria esistenza. Un mondo color rosa e blu elettrico e con un’infinità di sfumature di viola. Dove al bisogno si può cercare un riparo su un altro pianeta, che si raggiunge facilmente come un viaggio in camper (abbiamo detto “facilmente”, non “comodamente”). All’arrivo è probabile che non si trovi quel che si cerca, ma il viaggio insegna parecchie cose. Dopo tre anni di gestazione, nacque SkyDoll. Aveva un’infinità di sfumature di viola negli occhi, un grande sorriso e qualche domanda da fare.”

Gli autori, Barbucci e Canepa.

Batman – the dark knight rises

Batman rises

Attenzione: questo articolo contiene spoiler sul film, comprese notizie sul finale.
Se non l’avete ancora visto e non volete saperne, NON leggetelo.
Fatelo a vostro rischio e pericolo, non rompete le balle a me dopo.
Ciapz!
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Ed eccoci qui: fine dei giochi.
L’ultima parte di una trilogia, che poi tutto sommato non sembra nemmeno l’ultima parte, lasciando quasi una speranza nel finale con un accenno al ragazzo meraviglia che dovrà prendere l’eredità Wayne e portare avanti il simbolo della lotta contro il crimine a Gotham City.
Personalmente ero andato con molti pregiudizi leggendo i peggio commenti negativi sul film in giro per il web.
Una sola persona mi aveva detto “vado a vedere batman, e batman ho visto, senza pretendere nulla di più”.
Ed in effetti è così. chi si aspettava un film da premio oscar, chiaramente rimane deluso.
Però, devo anche dire che se i primi due mi hanno dato un po’ di pathos, questo mi è quasi scivolato via.

Ci sono 4 cose su cui punto il dito, ad essere sincero:
1 – L’insopportabile Bane
Ok, è il cattivo, non deve essere simpatico.
Ma qui c’è un problema di fondo di natura diversa che non quella del nemico, qui c’è un problema serio di tono e di doppiaggio.
Ho visto il film nel mio idioma natio e non so se in originale sia differente, ma è orribile il tono con cui parla Bane e la cadenza della voce.
Al limite del nauseabondo, solo nel finale smette di avere quell’orribile cadenza che non si capisce bene da dove salti fuori e che ti farebbe preferire sentirlo parlare in bergamasco con un “pota” ad ogni inizio frase.
Non so, inoltre, se per difetto tecnico del cinema in cui ero (voto audio alla sala: 4 scarso…), ma talvolta il sonoro degli effetti speciali e delle scene copriva la voce di Bane senza far capire cosa dicesse.
Insomma, poteva essere interessante, invece risulta ridicolo con una sorta di vocina stridula quando ci si aspettava una profonda e cavernosa voce alla Dart Vader.

2 – i ritmi di montaggio completamente segati
Troppo troppo troppo troppo parlato e troppe seghe mentali in un film dal quale non ci si aspetta certo la filosofia del piccolo Buddah, ma almeno un po’ di ritmo sostenuto.
Un enorme pastrocchio di scene in cui nel momento clu tutto cambia per diventare un dialogo lungo e alla fine noioso.
Perchè?
Già i primi due ogni tanto peccavano di questo difetto, ma non erano così pesanti come lo ho avvertito in questo.
Certo, non è il blockbusterone e non è il “Cowabonga” della situazione di Clooniana memoria in quello sciagurato vecchio Batman&Robin che avremmo preferito non vedere mai….

3 – Alfred
Alfred è sempre stato il personaggio fantastico del film, che con humor inglese spiazzava Wayne, lo metteva sulla retta via, gli faceva da padre e mentore saggio.
Qui viene ridotto a un piagnucolante lamentoso vecchio che cercando di far passare messaggi di saggezza non fa altro che suscitare l’effetto inverso.
Ridatemi il vecchio Alfred: a noi piaceva così!

4 – Batman dov’è??
E infine, in un film dove il titolo è “BATMAN”, ci si aspetta di vederlo da qualche parte e in qualche modo…
Sembra di vedere l’ultimo Spiderman con Tobey Maguire, dove la presenza ingombrante di Peter Parker oscurava l’alter ego mascherato.
Va bene le seghe mentali e il dilemma filosofico sul tornare, non tornare, lo smarrimento interiore, il “chi siamo, dove andiamo, perchè si sono estinti i dinosauri”, ma anche questa cosa è stata bilanciata male.
SE a tutto questo aggiungiamo una sana dose di ninnoli tecnologici (moto fighissima nel design, che diventa una troiata immane -passatemi il francesismo- quando deve curvare…. bat-wing, aereo superbabbà a decollo verticale con superelica che nemmeno le batmobili rubate dai cattivi riescono ad abbattere…. O_o ) del tutto inutili che vanno solo a soddisfare quell’ego da grafica 3d che va tanto di moda, beh, abbiamo un quadro più completo della cosa.

In definitiva, quindi, fa schifo, direte voi dopo aver letto sopra.
No, non fa schifo, no, non è noioso, no, non è brutto, si andatelo a vedere.
Ma andatelo a vedere aspettandovi Batman, non un film da oscar.
Un Batman in cui troviamo in qualche modo la reunion di tutti i personaggi comparsi nei due precedenti (Joker escluso per evidenti motivi…) e una nuova riscoperta dell’io di un personaggio che si era smarrito.
Poi, al limite, potete dire di essere andati a vederlo anche giusto per concludere la trilogia, se di tutto il resto non vi interessa.

Augh.

PS: passino molti luoghi comuni sul nostro bel paese, ma che uno venga qui in italia, si sieda al caffè e ordini il Fernet Branca, fa un po’ troppo pubblicità occulta neanche troppo occulta.
Voto agli inserimenti pubblicitari malcelati nel film: 2

Riguardo la stupidità + Area C a Milano

Hanno tolto l’Area C a Milano!
Oddio, ora il mondo muore male!
Oddio siamo una città di incivili!
Oddio oddio oddio!
L’apocalisse!
I maya!
Gli alieni!
MAMMA LI TURCHI!!!!

Allora, andiamo con calma, altrimenti non si capisce nulla.
Partiamo dalla fonte.
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_luglio_26/area-c-vittoria-garage-mediolanum-parking-parcheggio-centro-consiglio-di-stato-sospesa-2011176437925.shtml
Oggi sul giornali vari si parlava del fatto che abbiano sospeso Area C a Milano.
Ok, e quindi?
E quindi in virtù di questo si crede che sia aumentato il traffico in città.
Il discorso non è che aprendo il centro alle auto, aumenta il traffico in città.
Il traffico è sempre lo stesso.
Semplicemente si sposta circolando solo dalla cerchia esterna dove prima era, al centro, dove ora può passare.
Adesso applichiamo della matematica di base.
SE 1 milione di veicoli passano tutti i giorni in circonvallazione e 0 in centro, perchè devono fare il giro, dividendo il numero dei veicoli per 2 e facendo sì che la metà di questi passino per il centro, otteniamo che 500 mila continuano a girare in circonvalla e altri 500 mila passeranno per il centro.
Quindi, 500k+500k=1M, esattamente lo stesso numero di prima.
Bravi, avete capito come funzionano le divisioni e le addizioni.

L’unico appunto che si può fare è che nel paese dei furbi, mentre prima molti non passavano più per il centro con furgoni e merdate per fare carico scarico, ora invece torneranno a farlo.
Questo non aumenta il traffico NUMERICAMENTE (più mezzi in centro = più traffico) ma lo aumenta LOGISTICAMENTE (più mezzi = più casino = più ingorghi = più coglioni in doppia fila ecc ecc).
Questo quindi aumenterà la percezione del traffico, non il traffico in sè.

Infine, leggo commenti idioti del tipo “che gran vergogna per una città civile la cancellzione dell’area C, evviva il rispetto della volontà popolare..”
A dire il vero NON è affatto il rispetto della volontà popolare, ma il furbesco incastro di un paio di note in un referendum che non aveva alcun valore legale se non quello statistico di capire l’orientamento di una città.
Quando venne fatto il referendum, la prima domanda era “vuoi il potenziamento dei mezzi pubblici e infinite piste ciclabili a milano per un’aria più pulita?” e tra le altre cose, come postille c’era scritto qualcosa del tipo “introducendo anche area C”.
Ora, siccome siamo un mondo di pecore disattente, in pochi hanno capito la domanda, in molti hanno risposto da pecora.
La volontà popolare è rinforzare i mezzi pubblici e avere le piste ciclabili, non sta grande cagata di Area C.
Se si parla di volontà popolare e quel referendum CONSULTIVO dovesse essere veramente tradotto in potenza, allora domani proporrò un referendum consultivo sull’annessione dello stato del vaticano, sull’abbattimento fisico di preti e affini mascherando il tutto con parole del tipo “volete che gli italiani facciano una gita particolare in piazza san pietro?”.
Vediamo se la maggior parte del paese non sarà d’accordo nel proposito.
Vediamo quanti cristiani capiranno però che quel “particolare” ha una valenza differente da quella che pensavano.

Infine, i commercianti che si lamentano del fatto che da quando è partita area C fanno meno affari.
Vediamo se da qui a fine “sospensione area C” ricomincerete a fare soldi.
Del resto il fatto che il paese sia in ginocchio da una crisi economica non centra nulla.
La gente continua ad andare fuori a fare shopping.
È certamente solo colpa di area C se guadagnano meno.
Sisicomeno.

AREA C non risolve nulla a milano.
Area C fa solo gli interessi di chi ci mangia su i soldi. Come lo era prima Ecopass e via dicendo.
LA soluzione sarebbe chiudere il centro e far pagare non 5€ ma 50€ a chi ci vuole entrare.
Punto.
Ad oggi NON ci sono dati che indichino miglioramenti delle condizioni di respirabilità a milano.
I dati forniti dalla giunta comunale dicono una cosa, quelli dell’opposizione dicono il contrario.
Era lo stesso prima con Ecopass.
Ciascuno dice il suo e non c’è un organo neutrale che indichi in modo inconfutabile un risultato positivo o negativo.

Siete stati massa di pecore e siete stati infinocchiati da un referendum CONSULTIVO, convinti che valesse qualcosa.
Ora, da brave pecore, continuate a belare di altro, perchè su area C non c’è da dire proprio nulla di più.

Augh.

PS: ho votato Pisapia. Mi sono informato sul suo programma elettorale e quello che avrebbe voluto fare. Quando ho risposto al referendum, diversamente dalle pecore che non capivano quello che leggevano, ho barrato il NO: no, non volevo AREA C. Volevo i mezzi migliorati, volevo le piste ciclabili, ma NON a costo di una truffa quale è Area C. E ora che non c’è più… beh, non me ne frega un cazzo, perchè i problemi di traffico sono da altre parti.
😀

La pollazione in spaghettanza risica. Ovvero “come ti cucino qualcosa di yeye! in 10 mosse”.

Premetto 1: non sono un cuoco, anche se ho lavorato come aiuto cuoco. Mi diletto a cucinare, è una passione che mi è rimasta e preferisco cucinare io in famiglia che sorbirmi robe che non mi piacciono perchè fatte a caso, molto più a caso di come le faccia io.

Premetto 2: l’artigulo è fatto per il blog dell’amica laBebe, che è CONSERVAREINFRIGO, quindi siccome lei ha un blogo apposta sulla cibanza, andate sul suo blogo e leggete le ricette lì, i consigli, le cose che posta, che è fatto molto a modino e ci piace tanto! 😀

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Finite le premettanze, la preparasione della piattanza.
Ricetta: Pollo (o tacchino) in spaghetti di riso con zuppa. (un po’ tipo quello che si mangia dal cinese, ma con la garanzia che ci sia dentro un vero pollo/tacchino).
Ingredienti:
1 cebolla
1 carota
1 po’ di petto di pollo, pollo o tacchino, da tagliare a listelle, bocconcini, fette, come vi viene comodo
1 olio sul fondo della pentola
1 po’ di sugo di pomodoro per dare colorazione (o in alternativa, se volete fare proprio una cosa molto zuppica, tanto sugo di pomodoro).
1 confezione di spaghetti di riso cinesi (vermicelli, ma può anche essere fatto con la pastasciutta, la pasta corta, il riso, la pasta che vi piace).
1 po’ di roba mista per dare sapore (personalmente: 1 dado, peperoncino qb, foglie di basilico. Ma altre soluzioni potrebbero comprendere paprika, salsa di soia, aglio ecc ecc ecc…)

Preparazione:
Cebolla tagliata
Tagliate la cebolla a fette o a cubettini, come meglio volete che l’occhio abbia la sua parte.
Personalmente io questa volta l’ho lasciata a strisce sottili senza cubettarla, perchè volevo l’effetto visivo di qualcosa che insieme al pollo nuotasse nel brodo/sugo.

Carota tagliata
Alla stessa maniera di cui sopra, tagliate anche una carota.
Anche qui vale lo stesso discorso: volete un effetto visivo di impatto? Lasciatela a grana grossa. Volete qualcosa di più contenuto e nascosto nell’insieme, giusto per vedere un colorito arancione? Via di taglio fine con mezzaluna e gg!

Pollo
Prendete la carcassa dell’animale che volete mangiare, e tagliatela a bocconcini.

Olio in padella
Versate in un tegame a bordi alti l’olio per fare la base del soffritto…

Soffritto
Soffriggete cebolla e carotanza fino a far dorare un po’ il tutto….

Sfumatura
Sfumate con un po’ di vino bianco la cipolla in modo da fare un po’ di sughino e ammorbidirla un po’…

Pollo in avaria!
Aggiungete al brodo che sta andando il pollo che inizia a rosolare insieme al tutto.

Pomodoro
Buttate nella pentola un po’ (o tanto) sugo di pomodoro a seconda della consistenza della zuppa che volete.
Nel frattempo, potete aggiungere il resto degli ingredienti segreti: peperoncino, paprika, aglio e via discorrendo.
Lasciate cuocere per bene il sugo di pomodoro e se si addensa troppo allungate con un po’ d’acqua, a seconda della consistenza desiderata.

Ora, avete due soluzioni per gli spaghetti di riso:
A – cuocerli a parte, per fatti loro, e accorparli al tutto dopo (ma a me così non piace, rimangono impersonali)
B – fare sì che la suppa sia abbastanza brodosa da poter farci cuocere dentro gli spaghetti risici. Io preferisco questa seconda tecnica. Un po’ assorbiranno l’acqua e stringeranno la zuppa. Se poi avete messo troppa acqua, beh, lasciate il fuoco alto mentre cuociono gli spaghetti e vedrete che tra evaporare ed essere assorbita andrete alla grande! 😉
Una nota sul tempo di cottura del metodo B: la confezione diceva 3 minuti. Io li ho lasciati un filo di più ma sono rimasti al dente. Vale la pena di assaggiarli prima di decidere che sono pronti e nel caso farli andare ancora un po’ sforando i tempi indicati.

Impiattamento!
Infine, a cottura ultimata, impiattate!
Calcolate che generalmente si tirano su gli spachetti e il condimento rimane sul fondo del barile, quindi con un bel cucchiaio mestoloso, raccattate dal fondo la conditura e spalmatela sopra.

SE poi ne avete fatta troppa, è anche ottima il giorno dopo, scaldata in microonde per lasciarla più morbida o saltata in padella per averla più croccante! 😉

Buona cena!

Il bizzarro caso del BANDO PUBBLICO

Questa volta non voglio porre l’attenzione su Macao, che in realtà qui viene citata solamente perchè cade in questo fuoco incrociato, ma dare un’occhiata da vicino al discorso “Bando Pubblico”.

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_maggio_14/pisapia-lavoratori-arte-macao-bando-pubblico-giuliano-pisapia-201177340950.shtml

Situazione in breve per chi non la conosce.
Giovani occupano edificio a Milano.
Il sindaco risponde: avete idee? volete essere supportati? non occupate e cercate finanziamenti con un BANDO PUBBLICO per andare avanti.

Ora, tutto molto bello e fascinoso, se non fosse che i bandi pubblici in ITALIA sono delle chimere belle e buone.
Il bando pubblico…
Il bando pubblico funziona in questa maniera: il comune, la regione, lo stato, la comunità europea (una di queste strutture) apre dei bandi pubblici finanziando progetti di chi parteciperà. Quindi uno si iscrive al bando, presenta il progetto, attende di vincere il bando, vince, ottiene i soldi, inizia il progetto, apre studio/ufficio/impresa, lavora, paga le tasse, invecchia, va in pensione, riceve la pensione, muore felice dopo aver procreato e lascia in eredità i suoi averi alla progenie.
Anzi, scusate, devo essermi perso per strada e aver sbagliato qualcosa, perchè dimenticavo che ho scritto “in ITALIA”.

Già, perchè (partiamo dal fondo) in Italia, in realtà, volendo potresti lasciare in eredità qualcosa, se mai avessi qualcosa in effetti.
Qualcosa che non sia stato pignorato o divorato da tasse, balzelli, accise e via andare.
E lo faresti se a tutti gli effetti avessi figliato e creato una progenie, che, si sa, coi tempi che corrono, tempi in cui è difficile trovare un lavoro che ti paghi uno stipendi per campare, figurati trovarne uno che ti dia uno stipendi per mantenere famiglia…
Ma questo è un dettaglio, poichè c’è chi ci riesce e va avanti tranquillo.
L’ostacolo è più che altro ottenere la pensione, perchè per il sistema che abbiamo, si alza l’età pensionabile, lo stato non ha soldi e cerca di pagare sempre più tardi i propri debiti.
E questo strettamente correlato al punto prima: “paga le tasse”. E che ve lo dico a fare….
Ovviamente, difficile pagare tasse se non si lavora.
E salendo nella scala, non puoi lavorare se non apri qualcosa (o se non vieni assunto, ok, ma qui si parla di bandi per finanziamenti per aprire imprese. E ora più che mai, aprire un’impresa è da considerare proprio nel suo significato più ancestrale di impresa, come atto eroico fuori da ogni schema, sovrumano, qualcosa che va oltre il normale e per cui essere ricordato ab aeternum!).
Solo che come fai ad aprire qualcosa, se non hai i soldi e non li hai ottenuti in qualche modo?
Beh, ovviamente, c’è chi ha fondi a perdere da investire, chi li ruba, e chi ci prova tramite bando.
Sperando di vincere.
E, dulcis in fundo, arriviamo al cardine del problema: vincere il bando!
E non potevo dirlo subito? Si, ma così crea più pathos.

Perchè in Italia (non so nel resto del mondo, ma qui è così…), quando ci sono i finanziamenti pubblici (comune, regione, comunità europea ecc..), il meccanismo diventa di altra natura.
Il meccanismo è che io mi iscrivo al bando, devo essere superveloce a presentare tutte le pratiche (tipo che in mezz’ora già è chiuso tutto il sistema e i soldi sono finiti, e quindi bisogna in qualche modo floddare i server di richieste, perchè altrimenti si è tagliati fuori) e poi aspettare il risultato.
Ovviamente, ci sono studi specializzati nel far vincere i bandi.
Come e cosa ci guadagnano?
Ci guadagnano una percentuale sul bando (non so quanto, ipotizzo.. un 5%? tipo che tu chiedi 100.000€ di finanziamento e lo studio che ti fa vincere il bando se ne prende 5.000… oltre ovviamente ai costi della pratica che sono un fisso) e sono specializzati perchè conoscono i meccanismi, sanno dove ungere gli ingranaggi, sanno che mani muovere e sanno sotto quale bicchiere sta la pallina.
Quindi è chiaro già che io, privato cittadino che voglio iscrivermi sperando di vincere un bando di finanziamento, sono già fregato in partenza se non mi rivolgo a qualcuno che è gia dentro nel sistema.

Ma, ancora meglio, solitamente perchè viene iniziato un bando di finanziamento?
Viene iniziato non perchè lo stato sia generoso e vuole regalare i soldi alla gente…. Non perchè sanno che un domani rientreranno di quei soldi perchè l’azienda che vince funzionerà… Non perchè bla bla bla mettete i motivi che vi pare sinomaciao certocomenò evviva evviva…
Il bando viene iniziato perchè io, parente del signor ICS che è personaggio importante e influente nel paese, voglio soldi che posso ricavare facilmente (tanti soldi, diciamo nell’ordine delle centinaia di migliaia di Euro) e quindi sicuramente vincerò il bando perchè il mio parente signor ICS di cui sopra sarà in grado di averli e con quei soldi la mia futura azienda farà da garante alle altre del signor ICS, la sponsorizzerà, possibilmente gli porterà anche tanti bei voti se il signor ICS è in politica, creando quel meccanismo di flusso e riflusso per cui i soldi continueranno ad andare da una all’altra, spostandosi solo nominalmente ma rimanendo sempre lungo lo stesso tratto di costa, in modo che il signor ICS possa continuare ad arricchirsi, ad apparire benevolo nei confronti del mondo e a salvare “famiglia”, apparenze, capra e cavoli.
Solo che non può sputtanarsi così facilmente e vincere dei soldi in cui è l’unico partecipante.
Percui “facciamo un bando: un po’ li vinco io, un po’ li vinceranno altri, ma intanto almeno una fetta grossa della torta sono sicuro che me la mangerò…”

Vi risparmio tutta la tiritera economica a riguardo per cui uno vince un bando ma i soldi gli vengono dati solo se ha delle garanzie che dimostrino alla banca che quei soldi gli possano essere elargiti in qualche modo. Della serie “ok, tu dimostrami che hai 100.000€ per coprire le spese e tutto, e io poi ti do i 100.000€ che mi stai chiedendo (che non sono mai a fondo perduto e che poi nel tempo mi ridarai..)”.

In definitiva, quindi, partecipate a bandi pubblici, se avete idee, se volete metter su qualcosa, perchè qualche briciola, per voi, da qualche parte, magari rimane.
(ovviamente non parliamo di bandi di assunzione, dove nelle modalità, generalmente, come requisito manca solo di avere nome, cognome e data di nascita di chi lo deve vincere… ma questo è un altro discorso…).

Augh.

PS: Tutto quanto riportato sono informazioni casuali, mendaci, fallaci, false e tendenziose, allorchè anche un po’ maliziose e soprattutto prive di fondamento. A parte il link in alto, ovviamente.
MA, come un vecchio senatore della repubblica italiana disse qualche anno fa, “a pensar male si fa peccato, ma ogni tanto si indovina…” Ed essendo italiano, preferisco mettere le mani avanti…

Il bello (paese) addormentato nel bosco. O dove vi pare, anche sotto il sole.

Ma io, che ve lo dico a fare?
E poi, chi sono io per dirvelo?
Che cosa ho mai fatto io nella vita per poter fare una predica?
Ci hai provato? No.
Sei arrivato da qualche parte? No.
Hai fatto mai qualcosa di costruttivo? No.
E allora cosa vuoi? chi sei?
Niente. Perchè sono il signor nessuno.
Solo che il problema è che in questo (bel) paese, di signor nessuno, ce ne sono milioni.
A quanto pare si parla di circa tre milioni di signor nessuno che non lavorano.
Molti sono degli stronzetti fancazzisti figli di papà che se lo possono permettere, viziati fino al midollo, che tanto, anche se non lavoro, c’è chi paga i conti per me.
MA molti sono persone con una laurea in tasca (se non due), sono persone di buona volontà, sono persone, prima di tutto, e non numeri.
E queste persone vorrebbero lavorare, ma si sentono dire che sono troppo giovani, che sono troppo vecchi, che non hanno esperienza o che ne hanno troppa.
Una situazione tragicomica che già si presentava 10 anni fa e chi ha visto il film Santa Maradona si ricorderà che strappava anche un sorriso.
Oggi questa situazione strappa vite, una via l’altra, quasi come se fosse una sorta di tassa, introdotta da questo governo in modo tacito, silente, perchè non possiamo dire che tassiamo la vita, ma possiamo tassarla in qualche modo abbassando l’età statistica del paese: uccidendo chi non ce la fa, chi non ha lavoro, chi non riesce a pagare i conti a fine mese.
Ma io, che ve lo dico a fare?
Queste cose si sanno.
Si sentono (pochissimo) ai “telegiornali” nazionali, si leggono pochissimo sui giornali, ma se ne trovano a bizzeffe sui social network, perchè oggi la moda non è più quella di scendere in piazza a urlare contro la classe dirigente, a tirare le monetine in testa al Craxi di turno.
Oggi la moda è quella di condividere immagini del cazzo in cui si dice “mandiamoli a casa”, “siamo sdegnati”, “ci rubate la vita e i soldi, andatevene via dal posto in parlamento che occupate abusivamente”.
La moda è questa e poi… e poi… e poi un cazzo.
Un cazzo di niente.
La moda è quella di urlare tantissimo, ma sottovoce, perchè a gridare forte, forse ti sente qualcuno che potrebbe essere infastidito.
La moda vuole che si faccia la voce grossa dietro un monitor condividendo frasi, link, minchiate, ma poi di fatto non fare nulla.
“La mia generazione ha un trucco buono: critica tutti per non criticar nessuno”.
Questo lo cantavano gli Afterhours circa una decina d’anni fa.
La storia è ciclica, gli eventi si ripetono, i cambiamenti sono sporadici e tutto permane mutevolmente uguale a se stesso.
Mai, che ve lo dico a fare?

Augh.

Sfregio in Triennale durante la settimana del design.

Sfregio in Triennale per il design
Ebbene si, è successo.
Proprio durante la settimana del mobile di Milano, grande evento di design che coinvolge la città in modo tanto pomposo quanto inutile, e proprio in uno di quei posti che sono il tempio del design milanese: in Triennale infatti vengono sovente esposte opere di design, ospitate mostre e soprattutto è aperto il museo del design dove sono esposti progetti vincitori in passato del “compasso d’oro” (no, nulla a che vedere con la bussola….).
Non poteva essere che una questione di tempo, in ogni caso: in un momento in cui il paese volge verso una abisso infinito, tempestato da una crisi continua e in debito verso il mondo (nonostante le false rassicurazioni del primo ministro attuale), una fiera di design non può apparire altro che come l’ultimo schiaffo alla moralità. Avendo perso da tempo, il design, quella sua connotazione di “progettazione” originaria che dovrebbe avere, è scivolato nel tempo a rappresentare tutto quel superfluo di cui nessuno ha bisogno tale per cui gente fuori di senno è disposta a pagare più di 80€ un apribottiglie perché “di design”, “firmato” e di “moda”.
Se una volta la firma era un tocco distintivo di un oggetto che i mastri delle botteghe applicavano sui loro pezzi migliori, oggi è semplicemente il modo per cui farti pagare di più qualcosa di generalmente superfluo e antifunzionale (certo, con le dovute eccezioni: non tutto il design è da buttare).

E quindi ecco che qualche baatoriano insurrezionalista ha deciso di rendere manifesta la propria presa di posizione contro l’evento di questa settimana.
Lasciando però la scelta al lettore.
Il graffito infatti sul sasso davanti alla Triennale ha un piccolo particolare che stravolge completamente il senso della frase (e per chi non ci arriva è stato messo anche il suggerimento su come fare).
La frase recita quindi un candido “Today design = shit. Happens in Milano – if u like it remove the dot” che tradotta nelle due valenze, risulta qualcosa del tipo:
– oggi design = merda. succede a milano – se volete togliete il punto
e senza punto ecco come si trasforma quel “shit happens”:
– oggi design= accade a milano

E il design, come risponderà? Con un punto fermo?

Augh.