Weather report

temporale

< Perchè piangi? Oggi eri così contento. Ti ho anche visto ridere ad un certo punto…>
< Perchè sei stato cattivo. >
< Io? E che avrei fatto questa volta di così malvagio? >
< Non hai notato quando ho iniziato ad intristirmi? >
< No, sinceramente non ho visto che ora era…. >
< È stato quando la hai uccisa. >
< Ho dovuto farlo. È la natura che ci porta al discorso “mors tua, vita mea”. Se non l’avessi fatto, sarebbe successo un disastro… Tu lo sai meglio di me. Chi più di te mi può capire? >
< Balle.. la tua è solo una corazza dietro la quale nasconderti. Se togliamo i pezzi dell’armatura, il corpo è sempre quello; senza più protezioni, ricomincerai a sanguinare come tutti gli esseri umani. >
< Mi ci ha portato lei a questo punto.. Sai bene che non avrei voluto. Sai meglio di me che mi sarei immolato per lei! E invece, guarda cosa mi ha costretto a fare! >
< CONTINUI A MENTIRE A TE STESSO, MA SAI BENISSIMO CHE QUELLE CHE DICI SONO SOLO MENZOGNE CHE RACCONTI A TE STESSO! >
< Inutile che tuoni contro di me! Le tue saette non mi fanno paura… Ormai l’ho fatto. La sostanza non cambia. E lei non farà nulla per cambiarla! >
< Non finchè tu non lo vorrai… >
< E allora non accadrà mai. Mai più. Il suo sacrificio è stato necessario. Odiami pure per questo e si, hai ragione, sono una brutta persona. Ma era l’unico modo per sopportare il male che cresceva dentro e sopire i demoni…. >
< Io non ti odierò mai più di quanto non lo faccia già tu e non lo farai in futuro… Io sono sopra le parti: siete voi umani a decidere il corso delle vostre quisquilie.. >
< Parli facile te: sei il cielo! Te ne stai lassù e ci tempesti di merda ogni volta che qualcuno ti rende triste… Se questo è il tuo distacco verso le cose che accadono qui sulla terra, siamo a posto… >
< Sei uno sciocco, Igor.. ma questo già lo sai da solo. >
< Già… lo so da solo.. ora continua a piangere e rinfrescami un po’, che è meglio…>
(Da “I dialoghi dell’assurdo – Igor e il Cielo”) 

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EXPO 2015

Ebbene si, alla fine ci sono andato.
Io sono uno di quelli scettici, che non ci voleva andare e che si era prefissato l’idea di andarci casomai verso la fine, una volta che tutto sarebbe già stato approntato per il meglio, una volta che si fosse stati sicuri della sua scenicità ben fatta e non con mezzi padiglioni chiusi coperti da tendaggi e via discorrendo.
E invece ci sono andato a maggio, il 16, dopo 15 giorni scarsi dall’apertura.
E… meraviglia delle meraviglie….e niente, Expo è lì, con il suo caravanserraglio di roba che…
Andiamo con ordine.

Come ci arrivo?
Andate col passante, dicevano, che in macchina c’è casino, che in metro è lontanissima, che in aereo non possono paracadutarvici, che l’elicottero non ce l’avete, il sottomarino non ci passa dalle vie d’acqua e il carroarmato lascia giù i segni dei cingoli e non è bello su una struttura appena costruita.

E allora, ok, andiamoci col passante.
Tanto il biglietto ti costa solo di più di un urbano normale (e infatti lì è interrurbano, cazzopretendipurete???), ma il tempo di percorrenza è solo di una ventina di minuti, mezz’ora scarsa se non tieni conto dell’orologio, non hai sbatta di cercare parcheggio e tutto sommato, 5 minuti di camminata dall’uscita del passante ai cancelli per vidimare il biglietto non sono mica sta tortura! Eddai! Ecchè! Eh!
Voto Expo passante: 9. Perchè sono un pigro. Sennò era 10.
Gli stand (padiglioni, pavillons, etc…)
Allora, di base, uno cosa ci va a fare ad Expo?
Ecco, esatto, nessuno lo sa di preciso.
Per cui una delle prime ragioni perchè ci si va è andare a vedere i padiglioni delle varie nazioni, senza tener conto di quello che c’è dentro e senza interessarsi veramente al perchè e percome sia stato allestito tutto il circo.
Quindi diciamocelo, se non ce li facevano vedere al TG, certi padiglioni manco col cazzo appeso a una corda trainata da una quadriga di cavalli bianchi ti passava per la testa di andarli a vedere!

Però c’è quello del Brasile con il suo ponte di corde dove tutti vogliono salire e dove c’è specificatamente scritto che è lì perchè tutti si divertano ma: non puoi saltare, non puoi sedertici, non puoi buttarti in giro, non puoi rimbalzare, non puoi fare la cacca in testa a quelli sotto. Però se cammini sotto e guardi su, puoi vedere sotto le gonne delle tipe e se ti capita la gnocca, beh, forse un suo perchè ce l’ha…. O_o (tralasciamo 10 minuti di coda sotto il sole dell’inferno di Milano quando picchia, perchè una sbirciata sotto le gonne val bene la fila…o.O )

E poi dai, c’è quello della Corea! Che ha un sacco di coreane che ti dicono “ciao” e sorridono e c’è un baNbino-biafra che farebbe scappare anche i fantasmi, ci sono due schermi telecomandati che fanno vedere frutta fresca a pezzettoni (e no, non è vomito… ) a cui vengono fatti i raggi X e c’è un muro su cui c’è scritto “cosa ti piace mangiare?” e insieme a tutta l’installazione di scritte noi che siamo italiani e forse un po’ vandali abbiamo decorato con penne e matite tutto quello che sul muro non era stato aggiunto (ad esempio il lampredotto… scempio!).
Ad essere sincero non so se sia fatto apposta per poter aggiungere scritte (tipo i numeri di telefono in bagno in autogrill) o se siano veri e propri vandalismi… vero è che le coreano ti cinghiano se provi a camminare vicino a certi muri, mentre vicino a quello nessuno ti dice nulla…. O_o

E poi quello della Cina! Che aveva una coda troppo lunga e nel quale non sono entrato.

E poi quello del Giappone! Che anche qui c’era la coda e quindi nulla…

E poi quello del… aspettate, faccio prima a dirvi dove sono entrato, che è una lista più corta:
– Russia (fidatevi, la madre Russia non tradisce: open bar di vodka… fate voi…)
– Olanda (ecco, in realtà l’Olanda ha una serie di baracchini stile Luride… ma forse non ho capito io che quello era il padiglione e l’ho scambiato per l’area sosta magereccia…)
– Francia (giusto perchè c’era la focacceria subito lì e sono entrato dall’uscita… beh, potete saltarlo allegramente. Libertè egalitè, in cul a tè!)
– Cile (c’aveva la coda… io sono andato solo al ristorante. Ecco, voi evitate anche quello, ve lo consiglio…)
– Irlanda (che vale veramente la pena di vederlo, come mi disse la tizia all’ingresso… si, perchè c’è una grande sala dove proiettano una roba che ho skippato e poi finisce. Esperienza trascendentale…).
– Slow Food. Ha rotto il cazzo slofùd. Io volevo andare da mecdonald! Porcocazzo, da mecdonald!! E invece slofùd… (è stato il migliore).

Si ma alla fine cosa c’è in sti padiglioni?
Nulla.
Video e installazioni pseudo artistiche dopo la seconda delle quali vorreste esservi strangolati nel ponte di corde del Brasile.
Secondo me se vi cercate info su uichipedia, ne trovate di migliori e perdete meno tempo.

I ristoranti interni

Ovviamente, su una fiera dell’alimentazione, uno che si aspetta? Che si mangi.
E si mangia? Si.
Come e cosa? Poco e niente, con posate di legno a caso e per lo più seduti scomodi dove capita.
Quindi perchè andare a mangiare lì??
MA È OVVIO, salmi! Perchè quello che trovate lì non lo troverete da nessun altra parte a meno che non siate del paese di origine dello stand!
Poi mi rendo conto che sono a Milano e che qui siamo pieni di ristoranti etnici di ogni tipo e che quindi forse era meglio se Expo lo facevano a Canicattì, che magari lì un giapponese vero o un ristorante guatemalteco, fanno fatica a trovarlo in piazza…. O_o

Quanto costa?
Suvvia, scherziamo???? L’emozione di assaggiare cibi di tutto il mondo a botte di 10, 15, 20 € a porzione completa non sarà mica il deterrente che vi farà tirare indietro le braccine! Su, su, non farete mica gli spilorci!
Di per sè, in verità, non è caro mangiare a Expo.
Il problema è che uno che ci va vorrebbe assaggiare TUTTO lo scibile culinario, quindi ecco che 4/5/10€ a padiglione, per novantundici padiglioni fa… ESAHIUGA SOLDI SPESI!
Ecco, magari state un po’ abbottonati e vedete che non è che spendete tutto sto granchè… poi, se volete la mia, pranzo al sacco con michetta e mortadella e avete svoltato la giornata…Ah, sisi.

E quindi suggerisci di non andare, da quel che ho capito.
Bravo, non hai capito un cazzo!
A EXPO ci si deve andare giusto per lo spettacolo serale dell’albero della vita, che si illumina di led colorati a caso (alcuni rotti… vabeh, ma è giovane, imparerà.. anche tu alla sua età eri impaziente.. ), che spara petardi e fa fontane di luce e che se ti siedi dietro perchè c’è posto e io non voglio stare in mezzo alla folla, ti puoi pure fare la doccia gratis che dopo una giornata di sole lì dentro è una manna dal cielo!
Si, babbeh, ma a me che cazzo me ne frega di un albero che si illumina??
Sciocco miscredente: quando sarai là, ti sembrerà di essere uno di quei cosi azzurri di Avatar che adorano il loro Ygdrasil e ti sentirai parte di qualcosa di più grande di te, fondendo la tua anima con l’intera popolazione mondiale e finalmente capirai cosa vuol dire essere parte di qualcosa di così bello, grande e maestoso!
(Poi finisce lo spettacolo e ti accorgi che ci sono i nani che ti corrono intorno urlando e i genitori che non li hanno tenuti al guinzaglio, ma questa è un’altra storia….)

VOTO GENERALE
Voto 10.
Perchè alla fine ce l’abbiamo fatta contro tutti i pronostici.
Perchè poteva essere peggio di così.
Perchè è solo quell’italico sentore che ci fa protestare per tutto senza nemmeno sapere perchè lo facciamo, quindi per una volta, si vada oltre e si sia un po’ fieri di essere il centro del mondo, almeno culinariamente per questi 6 mesi.

Lasciate perdere se non sapete gestire un sognatore…

Lasciate perdere se non sapete gestire un sognatore.
Amico, fidanzato, biscugino laterale: non importa chi sia. Veramente, non ha importanza, perché per quanto diciate e presumiate di conoscerlo bene, non sapete che un sognatore, prima di tutto, è un alieno.
Voi questo non lo capite, non potete capirlo ne mai lo capirete.
Non perché avete scarse attività intellettuali, ma perché lui è in una galassia, voi siete in un’altra.
Non parliamo di pianeti che gravitano nello stesso sistema solare.
Parliamo proprio di galassie.
Che a volte potrebbero confinare e sfiorarsi (e allora lì magari c’è un minimo di comprensione, ma mai ad un livello decente), ma che in ogni caso rimangono galassie separate, ciascuna con le proprie regole, ciascuna con le proprie orbite, i propri sistemi solari, i propri buchi neri.

Lasciate perdere se non sapete gestire un sognatore.
Nel migliore dei casi gli farete solo del male.
Con le vostre parole, con i vostri fatti, con semplici battute o con pesante incazzature.
Il risultato è che comunque vada, un sognatore, è un caso perso e voi non potete farci nulla.
Non potete consolarlo perché saprà che tanto la vostra consolazione non è quella che vuole, non è quel compatimento che cerca, non è quello che gli serve.
Non potete assecondarlo perché fiuterà lontano un chilometro che tanto dite cose in cui non credete e che lo fate solo per dargli ragione come la ragione che si da ai matti, ma che in fondo in fondo, alle spalle, o lo considerate un coglione, o non ve ne frega niente e pensate sia solo una perdita di tempo.
Non potete pensarla come lui perché il suo sogno non è il vostro. È il suo, con le sue regole, con le sue visioni. È la sua galassia e voi non potete entrarci: non avete l’Enterprise/TARDIS o altra nave spaziale in grado di penetrare quello spazio mentale che è la cosa più privata che esista.

Lasciate perdere se non sapete gestire un sognatore.
Nel peggiore dei casi distruggerete qualcosa con un punto di rottura talmente imprecisato che a volte serve una bomba nucleare a disintegrarlo, a volte un semplice alito di vento.
E voi sareste veramente in grado di premere quel grilletto? Di spingere quel bottone? Di assumervi quella responsabilità così pesante che non è possibile considerare umana?
Non siete dei, non siete esseri superiori, per quanto vi piaccia crederlo.
Siete parte di tutta la marmaglia che popola il mondo: chi in modo migliore, chi peggiore.
Siete solo una stella all’interno della galassia di cui sopra.
E vorreste avere sul serio l’ardire di essere la causa di un nuovo big bang?
Non sapete se vi siete sgommati nelle mutande con l’ultima scoreggia, figuratevi se potete prendere una decisione del genere…

Lasciate perdere se non sapete gestire un sognatore.
Con un alieno non ci parli: lui ha la sua lingua, tu hai la tua.
Già non ci capiamo sul pianeta tra popoli diversi (e anche nello stesso popolo abbiamo grossi problemi pur parlando la stessa lingua… ) figuriamoci tra razze.
La sua visione delle cose lo obnubila da quella che sembra essere una palese realtà per il resto del creato.
Un sognatore sente i rintocchi di una campana diversa.
Come le falene si lascia attrarre da un fuoco che lo brucerà. Inevitabilmente.
Ma lui lo sa. Lo sa e lo accetta.
E proprio per questo deciderà di bruciare.
E voi non potrete farci nulla, perchè non potrete gestirlo, non potrete fermarlo, non saprete fermarlo.
E sarà lui allora, a quel punto, ad avervi distrutto, ad aver premuto il bottone, ad aver innescato quel meccanismo di distruzione che voi non potete attuare nella sua galassia, ma che lui può decidere di attivare nella vostra.

Lasciate perdere se non sapete gestire un sognatore.
Perchè è una persona irrazionale, lunatica, empatica, che assorbe energie, che prosciuga le forze vitali degli altri, che bruciando dentro brucia dentro anche chi lo circonda.
È una persona che disloca lo spazio e il tempo senza che voi lo capiate, vedendo oltre il velo della linearità e trovando la retta sulla superficie della bolla in cui è chiuso.
È una persona contraddittoria che vede il muro bianco e il muro nero contemporaneamente, che vede sfumature di grigio dove non ci sono, che vede la quarta dimensione dove voi fate fatica a percepire a malapena la terza.
È una persona al di fuori del concetto di bene e male, che esula dalle logiche di giusto o sbagliato e che nonostante ciò cerca la giustizia e il meglio per tutti, sapendo che non le troverà mai e che non potrà mai essere e rendere felice gli altri.

Lasciate perdere se non sapete gestire un sognatore.
No, non è una minaccia.
È solo qualcosa più grande di voi.

(da “I dialoghi dell’assurdo”)

Lo strano caso dei cassonetti parlanti.

Il tutto parte da un link che ho visto su facciabuco in un gruppo che non so perchè mi compaia in home ma che c’è.
Il gruppo si chiama Meglio Possibile (http://www.facebook.com/MeglioPossibile1 facciamogli un po’ di pubblicità, dai…) e ha messo il link a questo articolo che parla di Cassonetti Parlanti.

http://www.megliopossibile.com/green-policy/item/gruppo-hera-inaugura-a-ferrara-i-cassonetti-parlanti-che-aiutano-a-differenziare-i-rifiuti?category_id=113

Ora, nel bene o nel male, purchè se ne parli, diceva qualcuno…. Io purtroppo mi faccio prendere la mano e ci casco sempre, ma è così assurdo che non posso non metterlo qui.
Faccio un copia/incolla di quello che ho scritto come commento sulla pagina del gruppo.
Non so se rimane, se lo cancellano, se mi fanno uccidere da spietati killer autostradali o se mi manderanno in orbita sugli anelli di Saturno, ma tant’è, ho già perso fin troppo tempo scrivendo là e copiandolo qui.
Ai posteri l’ardua sentenza.
Si?
No.
No porcocazzo, no.
Design… dio… design…

———————————————
“Contenitori stradali per i rifiuti, più colorati e gradevoli dal punto di vista estetico e soprattutto capaci di “dialogare” con i cittadini, per migliorare il servizio di raccolta differenziata.”

Cioè, fatemi capire, sono quelli delle foto? Perchè se sono loro, il GRADEVOLI dal punto di vista estetico si riassume nell’aver colorato dei bidono di grigio antracite con innesti di blu/verde/giallo? E ci sono dei designer dietro tutto questo? SERIAMENTE!?!?!?!?!

Leggo poi l’articolo e si arriva all’assurdo: si deve scaricare un’app che ti dice dove buttare la monnezza dopo che hai fatto una foto a un codice posto sul cassonetto.
Me li vedo infatti tutti i vecchietti che non sanno dove hanno la testa, tirare fuori il cellulare per fotografare codici e navigare via smartphone un sito che gli spieghi bene dove buttare la roba.
Ah, ma forse non è per i vecchi, è per i giovani, perchè sono così rincoglioniti da aver bisogno di qualcuno che gli spieghi a tutti gli effetti come va differenziata la monnezza. In Italia. Nel 2013. Ha molto senso.

Meno male che ho una laurea in Disegno Industriale, altrimenti non saprei proprio dove potrei andare a fare il designer….
🙄

PS: grazie, mi avete appena dato un articolo per il blog.

The Raid – Redemption

Non so perchè in europa sia stato chiamato “Redemption” ma il titolo originale mi pare sia solo “The Raid”.
In ogni caso, chissenefrega del titolo e sul film si può dire che è talmente tanta roba che pare quasi troppa.

Trama
In un casermone/palazzone governato da un signore della droga, una speciale unità di polizia fa irruzione cercando di colpire al cuore l’organizzazione.
Entrano superorganizzati come dei ningia quando ecco che…

Commento
È un filmaccio cinesone/giappo/honkinghiano (non so di chi sia la produzione, comunque orientale) dove succede di tutto e di più, dagli scontri a fuoco ai combattimenti coi coltelli a quelli a mani nude.
Di per sè non ha nulla di particolare, ma di fatto è abbastanza ipnotico: ti tiene lì perchè ha un ritmo decente, perchè vuoi sapere come va a finire, perchè vuoi sapere chi vince il prossimo pestaggio.
E, sorpresa delle sorprese, non è così scontato per chi tifare: terrai per il poliziotto o per il gangster?

Tutto sommato, da un’idea banale, un film che ti fa passare un’ora e mezza tranquilla in cui sangue, sbudellamenti e colli che si spezzano si sprecano.

Spettacolari i combattimenti all’insegna della dinamica e del movimento, con inquadrature e giramenti di camera che seguono il movimento del calcio circolare, della pugnalata, del proiettile.
C’è da dirlo, in questo, gli orientali, fanno scuola.

Io, da 1 a 10, un bel 7 glielo do.

Contratti e sindacati. Ma perchè la gente parla? E soprattutto, io che ne so?

Le fonti:
Da una parte questo:
http://www.italynewsweek.com/cucinelli-divide-gli-utili-con-i-dipendenti.html
E seguendo il primo, incuriosito dal perchè i sindacati siano contro, si arriva a questo:
http://www.ilsitodifirenze.it/content/906-la-tods-di-diego-della-valle-bonus-1400-%E2%82%AC-e-cure-mediche-e-ai-dipendenti

E allora le domande sorgono spontanee, e in questo mondo un po’ bizzarro viene da domandarsi qualche cosa.
Qualche cosa del tipo che una volta che un titolare decide di fare qualcosa apparentemente utile, perchè noi abbiamo dei sindacati che devono farsi notare dando sempre contro e rompendo le palle in varia misura??

Poi però andando un po’ più in profondità e facendo un po’ di dietrologia, la domanda passa all’altro lato e ci si chiede: ma questi padroni di azienda che elargiscono bonus, lo fanno solo per gettare fumo negli occhi, o è una mossa veramente caritatevole e di aiuto verso i propri dipendenti?
Ora, io non so quanto prenda da contratto e che tipo di contratto abbia un operaio che lavora per Della Valle, ma SE siamo alle solite per cui si prendono quei 700€ scarsi per 12 ore di lavoro al giorno per 6 giorni lavorativi su sette, forse ecco che tutta questa gentilezza di bonus assume una tonalità differente, del tipo “siccome non vi pago un cazzo, allora vi do il bonus una tantum così state zitti e siete allocchi contenti”.

Io suppongo che chiedendo a una parte, ti dicano una cosa, chiedendo all’altra ti dicano l’opposto.
Non voglio fare l’avvocato del diavolo, ma non mi piace mai prendere per oro colato quello che vene dato in pasto ai giornali come notizia bomba tanto per far ascolti, vendite e quant’altro.

Rimane sempre un po’ il dilemma della vita: meglio l’uovo oggi o la gallina domani?
Boh, a ciascuno il suo pensiero.

O_o

Sky Doll

Rubo bellamente e a man bassa la prefazione da “Sky Doll – Decade”.
Per chi non conosce Sky Doll, un po’ di cultura in più ogni tanto non fa mai male, quindi andate a farvi un giro in rete scrivendo su Gooooooogle “Sky Doll” e vedrete che già la wiki vi darà i primi risultati a dovere.
Oppure, andate sul sito (credo ufficiale) SKY DOLL e guardatevi un po’ di immagini, rendendo omaggio a Barbucci e Canepa, i due autori/disegnatori di questo fantastico fumetto 😉

“Al mondo ci sono due grandi multinazionali con un apparente obiettivo comune: la manipolazione delle masse a scopo di lucro.
Una di esse è la Walt Disney Company, L’altra, altrettanto e forse ancora più celebre, è la Chiesa Cattolica.
Nel 1997 ci trovammo coinvolti, più o meno consensualmente, in una stretta relazione con entrambe. Per Disney ci occupavamo di creare, disegnare e colorare storie, illustrazioni, copertine e progetti tra i più disparati. Ma poco a poco, la cosa ci fece sprofondare in un girone infernale nel quale nessun artista meriterebbe mai di mettere piede: riunioni di marketing, brainstorming, focus group, briefing, debriefing e misunderstanding di ogni tipo….
Allo stesso tempo, il capo della seconda multinazionale, quello senza le grandi orecchie nere e e tonde, ma dotato di un bastone dall’estremità a spirale altrettanto scenografico, preparava il suo Giubileo. Per quelli che ne ignorano i dettagli, si trattò di quella celebrazione religiosa che aveva come scopo – e che ebbe come conseguenza – il ritorno trionfale del potere spirituale negli affari politici della moderna società occidentale. Non c’è da stupirsi se ci venne l’impulso sempre più urgente di sfuggire a tutto ciò. Cominciammo a sognare un mondo lontano dal nostro, ma ironicamente molto somigliante. Un mondo dove perfino un essere artificiale può sfuggire ai meccanismi della società e cercare il significato della propria esistenza. Un mondo color rosa e blu elettrico e con un’infinità di sfumature di viola. Dove al bisogno si può cercare un riparo su un altro pianeta, che si raggiunge facilmente come un viaggio in camper (abbiamo detto “facilmente”, non “comodamente”). All’arrivo è probabile che non si trovi quel che si cerca, ma il viaggio insegna parecchie cose. Dopo tre anni di gestazione, nacque SkyDoll. Aveva un’infinità di sfumature di viola negli occhi, un grande sorriso e qualche domanda da fare.”

Gli autori, Barbucci e Canepa.